Origano, l'aroma principe

L'Origanum vulgare è una pianta arbustiva dalle foglie piccole, ovali e, soprattutto, molto profumate.
La semina deve essere fatta a marzo, all'aperto. Predilige le posizioni soleggiate, un clima caldo e asciutto. Per questo, durante la stagione invernale è meglio ritirarlo o coltivarlo in serra.
Da giugno ad agosto è possibile raccogliere le sommità dei rametti, dove spuntano i fiori, piccoli e rosa. Le sommità vanno riunite in mazzetti da essiccare all'ombra e poi conservare in recipienti, preferibilmente di vetro o porcellana.

Conosciuto già nell'antico Egitto, dove erano note le sue proprietà terapeutiche e conservanti. I greci lo chiamarono oros ganos (gioia della montagna) . Le ghirlande erano usate per coronare gli sposi, e le piantine venivano coltivate sulle tombe per favorire la pace ai defunti. I farmacisti in passato lo usavano per comporre vari composti, dal tè all'alcoolato.

Famoso come spezia, l'origano è utilizzato per aromatizzare tante pietanze, sia cotte che crude: formaggi, insalate, pizze. Utile anche per preservare il brodo, conservare gli ortaggi sott'olio e sott'aceto, molto usato nelle salse e persino nei liquori digestivi.
L'Origano è un efficace curativo per i disturbi gastrici di origine nervosa: stimola infatti la secrezione dei succhi gastrici, attenua la contrazioni intestinali ed elimina i gas in eccesso. Il decotto è indicato per sciacqui e gargarismi che purificano la bocca e la gola, sedano la tosse; attenua il mal di denti attraverso l’olio essenziale strofinato sulla parte dolente. I trattamenti con questo olio, però, devono sempre essere dosati da esperti dato che forti dosi eccitano il sistema cardiaco.

Anticamente veniva utilizzato come disinfettante grazie al suo profumo penetrante. Negli ambienti, bruciato insieme a timo e menta, regala freschezza e purificazione.