L'importanza di latte e derivati

L’uomo è l’unico animale sulla Terra  a continuare a nutrirsi di latte durante tutto il corso della sua vita. Nei primi mesi di vita si ciba di latte umano, latte che ha delle caratteristiche del tutto particolari in quanto è l’unico alimento talmente completo da contenere tutti i nutrienti necessari alla prima fase della crescita. Dopo lo svezzamento il latte materno viene sostituito da quello di vacca che ha un alto contenuto di proteine, vitamine, calcio ( circa 120 mg per ogni 100 gr) e fosforo (circa 95 mg per 100 gr).


Il motivo per cui il genere umano continua a mantenere il latte, ed i prodotti da esso derivati, nella sua alimentazione è costituito in gran parte proprio dal fatto che l’uomo conosce gli ottimi valori nutritivi di quest’alimento, che vengono misurati in "valore biologico" degli alimenti, ovvero il loro grado di assimilazione da parte dell’organismo.


L’importanza che viene data al latte nella nostra alimentazione è dimostrata anche dal fatto che il mercato è pieno di prodotti (dal latte scremato, al latte ad alta digeribilità) che mirano proprio a conservare alcuni nutrienti del latte vaccino, eliminando invece fattori negativi come i grassi o alcune proteine difficilmente digeribili dall’organismo umano .


Simbolo della rinascita al mattino, accompagnato spesso dal suo inseparabile caffè e cornetto, ed elisir della notte, questa bevanda, oggi più che mai, si dimostra fondamentale per la vita psichica, oltre che fisica, dell'uomo moderno.


Latte, yogurt e formaggi sono alimenti ricchi di proteine di elevata qualità, di vitamine del gruppo B e di vitamine A e D, tuttavia, la peculiarità di tali alimenti è un’elevata presenza di calcio e fosforo, importantissimi per la salute delle ossa, e non ultimi tutti gli aminoacidi essenziali contenuti nelle proteine del latte e dei suoi derivati.

Non basta però a un alimento contenere calcio. Molte verdure lo hanno ma in forma poco o non assorbibile, è importante che vi sia anche la biodisponibilità, ossia, la possibilità di assorbirlo e usarlo da parte del nostro corpo. Generalmente l’enzima che permette di digerire il latte, la lattasi, con l’età diminuisce e in alcuni scompare rendendo tale alimento indigeribile.


Quelli che ne soffrono realmente possono però tollerare, nella maggior parte dei casi, comunque 100cc di latte e integrare il resto con formaggi in cui la stagionatura e la maturazione enzimatica ha eliminato il lattosio.
In Italia abbiamo un’infinità di formaggi in cui il lattosio non c’è, formaggi come il parmigiano o il grana con pochi grassi, ma un’altissima quantità di calcio.