Il biologico in Italia: natura, terra e rispetto

Natura, terra e rispetto: tutto questo è bio! La produzione biologica rappresenta oggi uno degli esempi migliori dell'agricoltura italiana.


Tutela dell’ambiente e del suolo, conservazione del paesaggio, acque senza residui di pesticidi e un legame forte con il territorio. L’agricoltura biologica si può veramente definire un’attività amica dell’ambiente e dell’uomo. Un’interazione che parte dal basso e si sostanzia nelle diverse tecniche utilizzate: rotazione delle colture, riutilizzo delle materie organiche, consociazioni e lotta biologica. Il ricorso ai concimi compostati, utilizzati in agricoltura biologica, e le specifiche tecniche di coltivazione permettono di ridurre le perdite di carbonio: ecco come il settore contribuisce anche alla riduzione dei gas che provocano l’effetto serra.


L'Italia è leader in Europa nel settore bio: secondo gli ultimi dati disponibili, infatti, il comparto conta a livello nazionale 47.663 imprenditori che operano su oltre un milione di ettari, in costante crescita; in maniera analoga per le produzioni animali, i dati evidenziano rispetto allo scorso anno un consistente aumento del numero di capi per quasi tutti gli allevamenti.


Dalla pasta ai prodotti lattiero-caseari, dai biscotti ai dolciumi, dalle uova e alla frutta. Il mercato del biologico in Italia sta registrando un vero e proprio boom. Nel primo quadrimestre del 2011 la crescita media del comparto si è attestata a un +11,5%, nell’ambito del consumo domestico. ISMEA ha analizzato la situazione e ha fornito i numeri: il settore della pasta ha visto un incremento delle vendite del 32,9% rispetto all’anno precedente; i prodotti lattiero caseari del +20,4%, i biscotti e dolciumi del +15,40% e le uova del +13,4%. Tira molto anche il consumo dell’ortofrutta biologica (+9,2%): nel periodo di riferimento sono davvero pochi i comparti dell’agroalimentare che possono presentare bilanci così positivi.


Nella percezione dei consumatori l’agricoltura biologica è un ritrovamento di tradizioni antiche. Questo è in parte vero, ma non del tutto. Anzi si può dire che si inizia a parlare di bio proprio con lo studio della chimica. Le tappe fondamentali della storia dell’agricoltura biologica sono da rintracciare nella pubblicazione dei discorsi di Rudolf Steiner nel 1924, divenuti i testi fondamentali dell’agricoltura biodinamica, la pubblicazione nel 1940 del Testamento Agricolo di Sir Albert Howard, considerato il padre dell’agricoltura biologica, e per ultimo la pubblicazione del rivoluzionario Silent spring di Rachel Carson nel ‘62. Da allora il bio ha trovato sempre più spazio nel consumo quotidiano degli italiani, per la salubrità e la qualità organolettica delle produzioni.


Informazione a cura del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.