Acquacotta alla Viterbese

L'Acquacotta alla viterbese è il cibo che gli antichi operai e contadini della Tuscia consumavano nei campi dopo ore di faticoso lavoro.

Non è facile scegliere buone verdure che diano un sapore particolare all'acquacotta: una ricetta molto diffusa anche in Maremma, che permette di riutilizzare quegli alimenti un po' passati come il pane secco ad esempio, che oggi, il più delle volte, vengono semplicemente buttati.

Acquacotta alla viterbese: ingredienti




Gli ingredienti dell'acquacotta alla viterbese sono quelli che si potevano trovare in una qualunque cucina contadina: cipolla, olio, pomodoro e odori, uova, pane raffermo e un po' di pecorino.

Acquacotta alla viterbese: preparazione




La base di un'ottima acquacotta alla viterbese è sicuramente l'olio extra vergine di oliva, che deve essere rustico e saporito. In grado così di dare un sapore unico proprio come quello di una volta alla nostra acquacotta.

Come si prepara l'acquacotta alla viterbese?




Si soffriggono lentamente un paio di grosse cipolle, facendole quasi sciogliere nell'olio caldo. Si aggiungono, poi, dei pomodori maturi a pezzetti, e volendo un po' di odori dell'orto.

Si continua a cuocere lentamente, fino ad ottenere una buona consistenza. Al termine si aggiunge acqua quanto basta per diluire la zuppa alla consistenza di un brodo o, secondo preferenze.

Per gustare la vera acquacotta sono d'obbligo le tipiche ciotole in coccio di un tempo. Quindi sistemate in ciotole di coccio del pane raffermo fatto abbrustolire sulla brace, spolverandolo con pecorino grattugiato (o se preferite con parmigiano) e del pepe nero.

Le uova vanno aggiunte all'acquacotta alla viterbese solo poco prima di portarla in tavola, mettendole direttamente nella pentola di cottura una ad una. Appena l'albume si è rappreso si serve l'uovo con un ramaiolo insieme ad una generosa porzione di acquacotta, e si versa sul pane abbrustolito nella ciotola.

L'acquacotta ha infinite varianti, ma probabilmente la più seguita oggi è quella che prevede l'utilizzo, al posto dell’acqua, del brodo di pollo, rendendolo così un piatto completo.