Ristorante Achilli

Nel cuore di Roma, in un’unica location, un’elegante enoteca con bistrot e un ristorante stellato.
In cantina una selezione di vini e distillati con pochi eguali, in cucina l’estro e il talento di uno chef sempre “sopra le righe”.

Enoteca Achilli al Parlamento, dal 1970, il passato, il presente e il futuro dell’ospitalità e del gusto.
Se hai deciso di cenare in Via de’ Prefetti hai, acquistato il biglietto per un viaggio. Sai dove vuoi arrivare ma il percorso ti riserverà paesaggi a volte inaspettati e mozzafiato. Entri nel ristorante di Achilli e potresti pensare di essere seduto nella carrozza ristorante del celebre Orient Express.

Perché l’ambiente evoca l’arte dell’accoglienza alla sua massima espressione ed eleganza.
Uno spazio curato nei minimi dettagli, una mise en place impeccabile, un servizio attento e discreto, una scelta dei vini per certi versi unica.

Un Menu mai banale che, come nei paesaggi colorati e diversi che si rincorrono dal finestrino del treno in corsa, propone piatti di grande movimento emozionale. Anarca, visionario, bambino, istintivo, goliardico, semplice, curioso, complesso, timido, riflessivo... Massimo Viglietti. Un cuciniere che vuole essere artigiano, non artista.

Un look che intimorisce, come ascoltare Tom Waits, tutto sembra e tutto non è… la voce roca, la chitarra tagliente, come padelle e mestoli a giocare col fuoco: sì, giocare, prendersi in giro, amare la passione senza sfruttarla, senza aggredirla, umilmente… ricette che non esistono eppure ci sono, odori e profumi a dare sapori e gusti, tutto in discussione, a cercare di fare partecipare e capire.

Così i suoi piatti; una volta conosciuto o assaggiata la sua cucina si ha voglia di fare quattro chiacchiere o prendere un altro menu… ascoltando ancora un po’ di Tom Waits. Si rompono gli schemi della struttura classica dei piatti: tra gli antipasti e i dolci c'è un'autentica rivoluzione, frutto, in primo luogo, della simbiosi tra il mondo del dolce e quello del salato.

Le ricette sono concepite in modo che l'armonia si esprima in piccole dosi. L'ironia, lo spettacolo, la performance, sono lecite purché non siano gratuite, ma rispondano, o si colleghino, ad una riflessione gastronomica. Il "menu-degustazione" è la massima espressione della cucina “d' avant-garde”. Un caos voluto, pensato, studiato.