sport e gravidanza: un aiuto per la mamma e il bambino

Gli sport da preferire e quelli da evitare durante la gravidanza

Che un po’ di sport e di attività fisica, abbinati a una corretta alimentazione, facciano bene al corpo e allo spirito è cosa nota. Ma questa regola è valida anche in gravidanza? Studi medici dimostrano come determinati esercizi fisici siano un ottimo sostegno per l’organismo femminile in particolare durante il periodo della gestazione. Ne sono la prova evidente le tenniste Justine Henin e Kim Clijsters, tornate in campo dopo due meravigliose gravidanze.

Contrariamente ad antiche credenze, ricerche ed esperienze degli ultimi anni assicurano diversi benefici non solo per l’organismo della mamma ma anche per il bambino.

I risultati di varie ricerche condotte dalla Northern Arizona University (USA) e dall’Università di Auckland (Nuova Zelanda) testimoniano come alcune discipline sportive in particolare, durante la gravidanza, possano essere di aiuto nel metabolismo  dei grassi in eccesso dei futuri nascituri.

Con il benestare del ginecologo, una modesta attività fisica ha la capacità di sviluppare l’efficienza degli apparati cardiocircolatorio e respiratorio della gestante, apportando sensibili vantaggi soprattutto in vista del parto. A ciò contribuisce un miglioramento del tono muscolare, un corretto mantenimento del peso corporeo, una diminuzione di possibili rischi quali, ad esempio, casi di lombalgia o di diabete gestazionale (molto frequente nelle donne in dolce attesa).     

Sono da consigliare, dunque, lunghe e piacevoli passeggiate (almeno 30 minuti) alternate ad una ginnastica dolce,  mentre sono da evitare tutti gli  sport ad alto rischio di traumi come lo sci.

Nuoto e acquagym sono indicati dal 4 o 5 mese in poi, quando il peso della gestante inizia ad aumentare: il movimento dell’acqua non solo massaggia la parte addominale della donna, ma aiuta a dare una sensazione di gradevole leggerezza per la mamma.  

Esistono, inoltre, specifici corsi di preparazione al parto da concordare con la ginecologa o nei consultori, che apportano benefici non solo a livello fisico ma anche e soprattutto a livello psichico.

I corsi sono, infatti, luogo d’incontro tra donne che vivono la stessa condizione, creando un clima di tranquillità e comprensione.

Per chi invece è da sempre un’amante dello yoga, la pratica di questa disciplina offre la possibilità di controllare il flusso respiratorio durante il parto, alternando al dolore delle contrazioni momenti in cui la donna riesce a rilassarsi e ad avvertire meno il dolore. Quest’ultimo resta tuttavia un esercizio adatto solamente alle esperte nel campo, consigliando alla maggior parte un movimento fisico per lo più  semplice  e mai stancante. 

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