Toscana

L’olio d’oliva, sempre prelibato e diverso nelle varie provincie, è sicuramente la specialità e il segreto regionale per insaporire i piatti. Ottimo per condire le bistecche, e non solo la fiorentina oramai leggendaria, che, per esser fiorentina, deve essere rigorosamente di “manzarda chianina”, ovvero di vacca della Val di Chiana, che ha partorito una volta soltanto. L’olio non è da lesinare nemmeno nell’arricchire le verdure, esaltate nelle fritture; o i vegetali, come il pomodoro importato da Napoli, o i fagioli, donati ai Fiorentini da papa Giulio dè Medici; o ancora l’aglio, che cucinato fritto è tipico di Siena: è infatti il piatto tradizionale nella festa di San Giovanni Battista.

La cucina Toscana

Cucina piena di aromi e profumi: come non nominare almeno la maggiorana, la nipitella, il timo, l’origano, la salvia o il rosmarino che sono il vero segreto delle ricette regionali.

In verità la tradizione non contempla la pasta, eccezion fatta per i pici e per le pappardelle, ottime con condimento al sugo di lepre.

Il pane, a crosta dura e mollica compatta e senza sale, è piuttosto pensato come primo piatto dentro alle più svariate minestre, come la deliziosa ribollita, o come nell’acquacotta; ottimo poi abbrustolito con olio nella mitica fettunta, ossia la “fetta unta”, con o senza aglio.

Tra i secondi bisognerà gustare i polli: il famoso Gallo nero della Valdarno, che dà il nome anche al Chianti che bisogna lo accompagni, e quello livornese, bianco, nero o dorato, esportato in America.

Anche i salumi dai sapori forti vanno ad ogni costo assaggiati: la soppressata senese, ricca di spezie, le salsicce allo zenzero, o la finocchiona. E i formaggi! Li troverete spesso di latte ovino: si degusti il pecorino del Casentino o il cosiddetto “formaggio delle crete”: il Marzolino, preparato in primavera con latte di pecora, pare fosse tanto amato da Caterina de’ Medici sposa nel 1533 a Enrico d’Orléans, da pretenderne sempre la presenza alla corte di Francia.

I preziosi tartufi: neri e bianchi, che poco hanno da invidiare a chiunque, e il Chianti nelle sue annate migliori ad arricchire infine la tavola toscana, chiudono questa breve panoramica sulla verde toscana.