Sagra della Fregnaccia e carnevale aquesiano

Acquapendente in provincia di Viterbo, sorge in posizione strategica tra il Lazio e la Toscana, sulla via Francigena. Il suo nome deriva dal fatto di essere posizionata su una serie di cascatelle che confluiscono sul fiume Paglia. L’ubicazione e l’attraversamento della via Francigena ha consentito al borgo medievale di svilupparsi rapidamente e avere numerosi scambi commerciali e culturali. Nel XIII secolo entrò a far parte della Diocesi di Orvieto, ossia divenne patrimonio del Vaticano, grazie alla donazione di tutti i beni di Matilde di Canossa alla Chiesa.

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L’economia è prettamente agricola, anche se non mancano allevamenti di bovino, e molto diffusa è la coltivazione di particolari cereali tipici del territorio di Acquapendente e dell’Alta Tuscia, quali: Farro del Pungolo e Fagiolo verdolino, tipico fagiolo di medie dimensioni di colore grigio-verde. Il territorio, in particolare la zona del Monte Rufeno, offre un ottimo olio dal gusto deciso e leggermente piccante, e il pregiatissimo miele Millefiori. Acquapendente è anche tradizione culinaria, tipici sono: il Biscotto di Sant’Antonio, pane dolce a forma di treccia la cui ricetta si tramanda da generazioni; le Imbriachelle, ciambelle fatte con il vino in occasione soprattutto delle festività natalizie e la Fregnaccia, frittella che è possibile assaggiare durante il periodo di carnevale.

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Ed è proprio a questa aromatica frittella dal gusto dolce/salato che in occasione del carnevale aquesiano, Acquapendente dedica la Sagra della Fregnaccia. Il termine Fregnaccia, di origine dialettale romano, indica un’affermazione imprecisa e poco intelligente ma in questo caso rappresenta un povero piatto di origine contadina fatto con acqua, farina e grasso di maiale, condita con formaggio pecorino o zucchero o per i più golosi con cioccolata. La sagra inizia con i rintocchi di una vecchia campana della Torre dell’Orologio e termina con il rogo del re di Carnevale.