Piemonte

Ricette piemontesi

Regione ricca di storia culinaria e di scambi mercantili, non manca nemmeno di piatti semplici e umili come la supa barbetta che deve il suo nome ai Valdesi riformati chiamati Barbet dai piemontesi.

Perfino gli odierni grissini, ormai sempre presenti non solo nelle tavole torinesi, devono il loro nome ad una leggenda: sembra che nel 1668 un fornaio torinese su consiglio dal medico Pecchio di Lanzo, per evitare al piccolo duca Vittorio Amedeo II i disturbi digestivi provocati dalla mollica del pane poco cotto, sfornasse dei pani allungati, chiamati ghërse, da cui il diminutivo ghërsin.

Per quanto riguarda i dolci, infine si narra che gli stessi Savoia diventarono duchi a causa di un dolce presentatogli in segno di fedeltà, raffigurante il castello dei Savoia a Chambéry, sormontato dallo stemma di Carlo di Lussemburgo, poi divenuto imperatore.

Per ben degustare le verdure crude, o le carni arrostite si può fare affidamento sui vini piemontesi, elemento di orgoglio della tavola regionale; correttamente associati ad ogni singolo piatto ne esaltano il sapore e le caratteristiche.

Cucina piemontese

Il riso cotto in brodo di carne o vegetale, nelle sue più diverse varietà è forse il perno della cucina piemontese. Altri ingredienti ricorrenti della cucina sono l’aglio e il burro, usati per insaporire; ma anche il latte, gli ottimi formaggi e, come non citarlo, il tartufo.

Formaggi piccanti e saporiti all’aglio, infatti, come i tomini elettrici del Biellese sono un esempio di sapori forti di una regione che non disdegnava la soma d’aj e l’ajà come pasto pomeridiano.

Il latte o la panna vengono usati per stemperare la sapidità o per ammorbidire gli arrosti. Non mancate di assaggiare i caratteristici formaggi “erborinati”, ossia infiorettati all’interno da muffe verdi; come il Castelmagno cuneese, che viene maturato in grotte; o il Gorgonzola, e neanche tutta la serie delle tome di montagna, morbide o compatte, o le formaggette del becc, ottenute dal latte di pecora o capra in calore, o infine le robiole di pecora dalla crosta rossastra.

Ma se parliamo di sapori forti da cui non esimersi andando in Piemonte, allora parliamo del tartufo bianco di Alba, il più prestigioso tra i tartufi: il profumo acre lo rende perfino “invadente”, ma può da solo insaporire e segnare col suo sapore un piatto di riso lessato o qualunque altra pietanza.

Per quanto riguarda le carni: la lepre in civet marinata per due giorni in ottimo vino e cotta per mezza giornata è tra le delizie regionali da conoscere. Così anche il brasato, o il bollito misto, conditi con salse molto saporite.