I Canunsei de Sant'Antone a Castelcovati

Castelcovati si trova in provincia di Brescia, nell'area geografica denominata Bassa Bresciana. Originariamente il territorio era paludoso e acquitrinoso ma intorno al 1100 i benedettini iniziarono un'opera di bonifica del terreno rendondolo coltivabile. La zona è prettamente pianeggiante e per parecchio tempo si è basata su un'economia agricola. Solo nel secondo dopoguerra si è assistito ad un aumento della produzione industriale.

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Castelcovati entra nel Guinness dei Primati nel luglio del 2010 per lo spiedo più lungo del mondo e nel 2014 per il maxi casoncello, i canunsei, un tipico raviolo castelcovatese dal gusto agrodolce, ripieno di carne di manzo e suino. Secondo una leggenda, il tipico raviolo bergamasco nasce da un avaro uomo che, in occasione delle festività, decise di realizzare un'unica pietanza in sostituzione del primo, del secondo e del dolce.

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Per il recupero di antiche tradizioni, nel 2009 Castelcovati organizza la prima Sagra dei Canunsei in occasione della festività di Sant'Antonio Abate, patrono di Castelcovato. Durante questa giornata di festa, era usanza riunirsi in famiglia e festeggiare cucinando il tipico raviolo locale, fatto rigorosamente a mano. I Canunsei de Sant'Antone a Castelcovati rappresentano la tradizione di un territorio che si vuole mantenere viva nel tempo e che vuole conservare l'identità del paese.

Il tipico raviolo, simbolo delle abitudini contadine, viene servito con burro, salvia e parmigiano. Le massaie del paese si mettono all'opera, preparando con pasta fatta a mano la specialità ripiena, utilizzando solo prodotti del territorio covatese. Una specialità gastronomica a cui è stato attributo il marchio De.Co, denominazione comunale. La sagra dei Canunsei è pronta ad accogliere, nel mese di gennaio, i più golosi e a far conoscere ai tanti visitatori questa deliziosa pietanza.