Abruzzo

Terra di contrasti e di tradizioni: di slanci industriali imprenditoriali e di quiete di montagna della vita contadina, cui si accompagna una cucina relativamente semplice, di mare e di terra, nata dalle fertili colline del Chietino, dalle pescose coste dell’Adriatico, e dalle montagne ricche di pascoli e di neve del Gran Sasso e della Majella.

Abruzzo: ricette ed eccellenze Abruzzesi

Qui ai magri e rustici pasti della campagna corrispondono le generose portate dei pranzi festivi o celebrativi: la “Panarda”, il nome con cui viene chiamato il pranzo delle grandi occasioni.

Dicono dovesse comprendere cinquanta portate e che fosse disdicevole sottrarsi anche a una sola di esse.

E a proposito di numeri, ci sono poi delle tradizioni basate sui numeri da non aggirare, come il sette: come non parlare di quel ricco minestrone chiamato “delle virtù” o sette peccati o Zocche: l’origine è teramana, e sembra sia legata ad una leggenda che narra di sette fanciulle virtuose, a ognuna delle quale si deve l’aggiunta di un ingrediente.

Sette sono perfino le ore di cottura! La dominante verace della cucina abruzzese è però il peperoncino rosso piccante. Viene appeso ai muri a essiccare nelle case e nei locali, lo si trova nei piatti della cucina tradizionale, così come nel vasetto del cosiddetto “olio santo”, o addirittura in alcuni dolci.

Tra i primi piatti abbiamo i maccheroni, ma qui il termine indica sia gli spaghetti alla chitarra che quelli preparati con il magico rito della “manata”: con la pasta di farina predisposta in pagnottelle di circa trecento grammi che viene lavorata e trasformata in un lunghissimo filamento ininterrotto, ed ecco fuori una sorta di spaghetto spesso, lungo cinquanta metri chiamato anche “strangolaprete”.

L’accompagnamento più tradizionale ai maccheroni è il ragù di carne di castrato o d’agnello.

Ottimi secondi di carne: menzione speciale va agli arrosticini di pecora. Si trovano in locali rustici e, nei giorni di festa, nelle bancarelle per strada, soprattutto nei paesi di montagna.

Chiudiamo con delle curiosità: lo zafferano di qualità eccezionale: il crocus viene coltivato nella piana di Navelli, in provincia dell’Aquila, sin dal medioevo. Lo zafferano che se ne ricava è così forte che non si può usare da solo, bisogna addirittura tagliarlo con altro di qualità inferiore. Nelle ricette locali è poco presente, ma va sottolineata almeno la “scapece” di Vasto.

Ed i confetti. Patria dei confetti è Sulmona. Questi tradizionali prodotti dell’artigianato dolciario sulmonese si presentano oramai praticamente in tutte le forme, dimensioni e colori.