Santa Barbara

La cantina Santa Barbara lega profondamente le sue origini alla terra, alla tradizione e al terroir dove essa è nata. Nel VI secolo, infatti, quando l’attuale città Senigallia era sotto il dominio bizantino, un avamposto "longobardo" (definito quindi barbaro) riuscì, seppur con notevoli difficoltà, ad insediarsi nel borgo vicino. Quel borgo prese allora il nome di Barbara, dove tutt’oggi ha sede l’azienda.

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I vigneti, tra i 25 e i 40 anni, sono distribuiti su 45 ettari di terreno lungo le sinuose colline che dal comune di Barbara attraversano Serra de Conti, Montecarotto, Arcevia fino ad arrivare a Morro D’Alba e Cupramontana. La particolarità di queste zone sono i terreni argillosi e ricchi d’acqua che sorgono in una fascia di terra racchiusa tra il Mare Adriatico, a est, e la catena degli Appennini, ad ovest. 

L’azienda si è posta fin dall’inizio due obiettivi: il rilancio delle uve autoctone, Verdicchio dei Castelli di Jesi, Montepulciano e Lacrima di Morro d’Alba, e la creazione di vini dal "gusto internazionale" che abbiano originalità e grande personalità come il Merlot, il Syrah e il Cabernet Sauvignon.

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Il profondo rispetto della terra e la continua tendenza all’innovazione sono i pilastri sui quali si sorregge Santa Barbara, con l’obiettivo di migliorare lo standard qualitativo della materia prima ogni anno. Questo avviene grazie a nuovi concetti di produzione come, ad esempio, cure maniacali per la perfetta sanità delle uve e innovative tecniche di diradamento. 

La barricaia è collocata all’interno di un antico monastero, che fin dalle sue origini venne utilizzato per la fermentazione del vino. Grazie, infatti, ad una temperatura e ad un'umidità costante si è creato un ambiente naturalmente ottimale per l’affinamento e l’invecchiamento del vino.

Ecco perché abbiamo eletto l’antico monastero come il luogo ideale per l’affinamento in barrique francesi da 225 litri e Tonneau da 450 litri.