Ronco Calino

La dimora Franciacortina di Arturo Benedetti Michelangeli, genio pianistico del XX Secolo,
diventa luogo d'ispirazione per Paolo Radici, industriale bergamasco innamorato del vino.
Ai piedi della casa, in una straordinaria valletta, Radici fa edificare nel 2000 la cantina,
circondata da dieci ettari di vigneto. La vigna, oggi biologica, è culla di sei Franciacorta e tre vini fermi
che hanno nell'autenticità, nell'eleganza e nella longevità la loro cifra stilistica.

(descrizione)

La filosofia aziendale è improntata alla ricerca dell’eccellenza. La tipologia del suolo che accoglie i vigneti, povero e variegato; l’esposizione a nord-ovest, che ritarda la maturazione dei grappoli consentendo la vendemmia in un periodo più fresco; la dislocazione del vigneto, che nasce come cru unico, con evidenti vantaggi produttivi e logistici.

Sulle rese per ettaro non ci sono compromessi: il limite massimo è fissato a 55 quintali d’uva. In cantina si lavora rispettando il carattere intrinseco delle singole varietà, e la tecnologia è, per assurdo, intesa come mezzo per evitare un’eccessiva manipolazione del prodotto.

(descrizione)

I Franciacorta DOCG di Ronco Calino colpiscono per la loro complessità aromatica, coadiuvata da un affinamento sui lieviti di almeno ventiquattro mesi; tra i vini fermi svettano a sorpresa i rossi, in particolare un Pinot nero d’inusuale finezza.