La Tosa

Con un occhio alla tradizione contadina del passato ed in particolare alle sue pratiche di vinificazione, quella della famiglia Pizzamiglio si è imposta negli anni come una delle più solide realtà dell’Emilia-Romagna.

Siamo a Vigolzone, non lontano da Piacenza, dove nel 1980 nasce La Tosa con l’acquisto da parte dei due fratelli di sedici ettari di terreno sulle colline della Val Nure, quasi interamente piantati con il passare degli anni a vigneto.

(descrizione)

I vigneti sono il cuore pulsante de La Tosa, ne racchiudono l’anima e l’identità più profonde. Diciannove ettari di vigna tutti stretti attorno all’azienda, tredici di proprietà e sei, quasi confinanti, condotti in affitto; tutti appartenenti al medesimo terroir, ma con alcune differenze tra un vigneto e l’altro e all’interno di ogni singolo appezzamento.

I vitigni coltivati sono otto, quattro a bacca bianca e quattro a bacca rossa: la Malvasia di Candia Aromatica, il Sauvignon, l’Ortrugo, il Trebbiano Romagnolo, la Barbera, la Bonarda, il Cabernet Sauvignon e il Merlot.

(descrizione)

Ogni vitigno è coltivato in modo diverso dall’altro, in base alle sue peculiari caratteristiche: essendo il Sauvignon un vitigno nordico, viene coltivato in modo che i grappoli siano riparati dal caldo e dalla luce; mantre la Malvasia, essendo un vitigno mediterraneo, viene favorito il contatto della bacche col sole e il calore.

Ogni vino viene vinificato in modo diverso: il Vignamorello, figlio esuberante fisicamente, ricco di colore ma non ricchissimo di tannini, per via della Barbera, ha un passaggio in legno breve, inteso per lo più come presa di spezia, mentre il Luna Selvatica, figlio più studioso in virtù della sua ricca dotazione fenolica, sosta in legno almeno un anno.

Ogni annata è affrontata in modo diverso, essendo ognuna un mondo a se stante. I principi guida che ispirano La Tosa è che allo stesso tempo vengono cercati equilibrio, serietà, rigore, semplicità, inquietudine controllata.