Coppo

La storia dell’azienda Coppo si intreccia in modo inestricabile a quella del vino piemontese, in particolare allo sviluppo di Canelli, patria e capitale dello spumante italiano, ancora oggi uno dei più importanti poli vitivinicoli italiani. 

Le origini dell’azienda risalgono al 1892 e per oltre 120 anni seguono le vicende della famiglia, oggi ancora unica proprietaria. Le storiche cantine Coppo sono state dichiarate dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità: un riconoscimento prestigioso, che riempie l’azienda di orgoglio e che fa delle Cattedrali Sotterranee un tempio dedicato al vino, alla sua storia e al duro lavoro dell’uomo.

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Edificate con ogni probabilità a partire dal XVIII secolo come piccole cantine di conservazione, rimaneggiate e ingrandite nel corso del 1800 e del 1900 fino alle ristrutturazioni e alle sistemazioni moderne, le storiche cantine Coppo si sviluppano sotto la collina di Canelliper un'estensione di oltre 5 mila metri quadrati e una profondità che, nel suo punto più basso, raggiunge i 40 metri.

All’inizio del XX secolo, la produzione dell’azienda spaziava dagli spumanti ai vini rossi tipici del Piemonte, tra cui spiccava la Barbera. A questi si affiancava il Vermouth, bevanda a base di vino aromatizzato (spesso il pregiato Moscato di Canelli), che tra l’Ottocento e il primo Novecento divenne un fenomeno di costume e una pietra miliare nella storia degli aperitivi e dei cocktails, contribuendo definitivamente alla fortuna di Canelli.

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Tra il 1970 e il 1980 la terza generazione, composta da Piero, Gianni, Paolo e Roberto, si dedicò alla sperimentazione con la produzione di spumante, e confermò la tradizione migliorando i vini rossi, tra cui spiccano soprattutto Barolo e Barbera, proposta sia nella celebre versione “Pomorosso” che "Camp du Rouss".

Oggi la Coppo si estende su circa 52 ettari, conducendo i vigneti con pratiche biodinamiche e di agricoltura integrata. Lo stile dell’azienda privilegia alla potenza la finezza, nella convinzione che ogni vino, sia esso una Riserva o un vino più giovane, debba dimostrare la sua distintiva personalità e il suo carattere, pur conservando una grande piacevolezza.

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La ricerca della fragranza e di una "spensierata" freschezza, si esprime al meglio nei vini della linea giovane, che siano lo Chardonnay Costebianche o la Barbera L’Avvocata, il Gavi La Rocca o lo Spumante Metodo Classico Luigi Coppo.