Lo zafferano di Sardegna DOP

Lo Zafferano di Sardegna DOP

Lo zafferano di Sardegna DOP si differenzia per l’elevato potere colorante, gli effetti depurativi, digestivi e le proprietà aromatizzanti.

Le caratteristiche

(descrizione)

Lo zafferano di Sardegna DOP si presenta in natura sotto forma di filamenti. Ha un colore rosso brillante e un'aroma deciso, molto intenso. I tre componenti principali del prodotto responsabili del colore, del sapore e dell'aroma, sono presenti in quantità superiori rispetto agli altri zafferani conosciuti.

La storia

(descrizione)

Lo zafferano di Sardegna DOP venne introdotto per prima dai Fenici, e poi sviluppato sin dai tempi degli antichi Romani. Sotto il dominio Bizantino, questa produzione conobbe un nuovo e forte incremento, utilizzato soprattutto come spezia o con fini ornamentali.

Nell'Ottocento si diffonde ulteriormente la coltura e l'uso dello zafferano, impiegato non solo per le sue qualità aromatiche e medicinali, ma anche per la tintoria della seta e del cotone. Con la ripresa economica (nel dopoguerra), lo zafferano è diventato il simbolo della cultura e della tradizione di un popolo che da sempre si dedica all'agricoltura e alla pastorizia.

La produzione

(descrizione)

Lo zafferano di Sardegna DOP si produce con la raccolta dei fiori nelle prime ore del mattino, quando i fiori sono ancora chiusi. I fiori raccolti sono conservati in locali areati dentro delle ceste apposite. Tutto il processo di lavorazione viene svolto il giorno stesso della raccolta del fiore. Gli stimmi ricavati dal fiore vengono umettati con olio extravergine d’oliva prodotto in Sardegna, ed essiccati sotto il sole. 

L'utilizzo in cucina

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Lo zafferano di Sardegna DOP si conserva al fresco, dentro dei recipienti appositi, chiusi ermeticamente, di acciaio, vetro o latta. Nella cucina sarda è usato in molte ricette: nella fregua (simile al cous-cous), nei malloreddus, nel ragù, nelle minestre e anche nelle pardulas (dolci).