La piadina Romagnola IGP

La piadina Romagnola IGP

La piadina Romagnola IGP è così tanto entrata nella tradizione culinaria romagnola, che la si può trovare in tutta la regione, realizzata sui "testi" all'interno di piccoli chioschi, pronti a deliziarti con ogni tipo di ripieno.

Le caratteristiche

(descrizione)

La piadina Romagnola IGP si presenta di forma circolare molto sottile e con un diametro che arriva fino ai 25-30 cm. Il colore è bianco avorio con piccole macchie ambrate di diversa grandezza. Il sapore, così come l'odore, è fragrante, molto simile a quello del pane fresco appena sfornato.

La storia

(descrizione)

La piadina Romagnola IGP comincia a diffondersi circa cento anni fa come sostituto del pane.

A partire dagli anni Settanta, alle piadine casalinghe che sostituivano il pane, si accompagnarono quelle di produzione artigianale. In particolare la parola “piada” è attestata fin dal XVI secolo, e sembra avere un'origine Greca-Bizantina.

La produzione

(descrizione)

La piadina Romagnola IGP si ottiene con farine di grano tenero, sali, grassi ed eventuali agenti lievitanti come l'acqua. Una volta ottenuto l'impasto, questo viene diviso in pani che, a loro volta, vengono lavorati a mano o con il mattarello per ottenere la forma schiacciata e rotonda da cuocere su piasta o sui caratteristici "testi" di ghisa a 250 gradi per circa 4 minuti. Il prodotto viene poi raffreddato, confezionato e commercializzato.

L'utilizzo in cucina

(descrizione)

La piadina Romagnola IGP si consuma tradizionalmente ripiegata su stessa, a formare una mezza luna farcita con diversi ingredienti, principalmente quelli della tradizione gastronomica romagnola, uno su tutti, lo squacquerone DOP.