La lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP

La lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP

La lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP si caratterizza soprattutto per la sua dimensione ridotta e il suo sapore inconfondibile, ma anche per la fioritura che arricchisce di profumi e colori la zona di produzione.

Le caratteristiche

(descrizione)

La lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP ha un forma molto ridotta, i semi sono appiattiti e tondenggianti, dalla buccia fine e di colore variabile che va dal verde al marroncino.

La storia

(descrizione)

La lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP si coltiva da sempre in questa zona. È un legume conosciuto e coltivato da tempo immemore. Studi su reperti fossili ci dicono che in Asia sono coltivate fin dal 7000 a.C., nella regione che oggi corrisponde alla Siria: da lì si diffusero in tutto il Mediterraneo. Dal 1960 in poi Castelluccio diventa il luogo dove la lenticchia diventa famosa e acquisisce le caratteristiche e gli elementi naturali dei terreni sui quali viene coltivata: i piani carsici di Castelluccio, all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ad un’altezza di circa 1.500 metri.

La produzione

(descrizione)

La lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP si ottiene da piante che non superano i 40 cm di altezza, e che hanno un ciclo di vita annuale. I terreni vengono arati e preparati a primavera, quando il manto nevoso si è sciolto cosi come la tradizione (secolare) insegna. La semina avviene da marzo a maggio; dopo un mese e mezzo circa, c'è la fioritura accelerata dalle numerose piogge e dal freddo autunnale. Le piante vegono tagliate e lasciate essiccare sul campo, e infine trebbiate per la raccolta dei semi.

L'utilizzo in cucina

(descrizione)

La lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP si conserva in contenitori di vetro riposti in luoghi freschi e asciutti. Una volta cotte si conservano in frigo. Per le sua buccia fine e tenera il tempo di cottura è relativamente breve (20 minuti), senza bisogno di essere ammorbidite preventivamente. Sono ottime mangiate da sole, ma anche all'interno di primi o secondi piatti. Spesso vengono servite come accompagnamento dei tradizionali salumi Umbri.