La farina di Neccio della Garfagnana DOP

La farina di Neccio della Garfagnana DOP

La farina di Neccio della Garfagnana DOP deve le sue peculiarità ai "metati", caratteristici essiccatoi a due piani, oltre che ai bellissimi e antichissimi mulini a pietra dove molire le castagne.

Le caratteristiche

(descrizione)

La farina di Neccio della Garfagnana DOP ha un profumo tipico delle castagne un gusto dolciastro ma con retrogusto leggermente amaro e di colore bianco avorio. La consistenza è fine e setosa.

La storia

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La farina di Neccio della Garfagnana DOP è iniziata intorno gli anni 1000 quando le castagne e la farina da esse derivate rapresentavono un valida e forte fonte si sostentamento. Un paio di secoli dopo, a causa del boom demografico, questa coltivazione ha dovuto dotarsi di severe regolamentazioni, per fa si che continuasse ad essere la fonte di sostentamento economico e alimentare della garfagnana.

La produzione

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La farina di Neccio della Garfagnana DOP si produce dalle castagne raccolte tra ottobre e novembre. Queste vengono poi messe nei "Metati" particolari essiccatoi appositi. Le castagne vengono qui disposte in cumuli di massimo 90 cm per far si che l'umidità non ristagni. La legna, utilizzata per il fuoco per l'essiccazione, deve essere solo di castagno per non alterare gli odori e i sapori di questo prodotto. Una volta essiccate le castagne vengono passate nei molini a pietra per essere trasformate in farina, non più di 5 quintali per molino per evitare che l'eccessiva velocità di molitura potesse aumentare la temperatura e cosi modificare le peculiarità della farina stessa.

L'utilizzo in cucina

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La farina di Neccio della Garfagnana DOP si conserva in un luogo fresco e asciutto. È utilizzata in molte delle ricette tradizionali del luogo come il castagnaccio, oppure i "manafregoli". Inoltre, molti pasticceri e panettieri del luogo, stanno riscoprendo questa farina per la preparazione di numerosi dolci e lievitati.