L'ossolano DOP

L'ossolano DOP

L'ossolano DOP si caratterizza per essere un formaggio realizzato per il consumo delle popolazioni locali. Non a caso si chiamava intorno gli anni 1000 il "Nostrano" delle valli Ossolane.

Le caratteristiche

(descrizione)

L'ossolano DOP si presenta di forma cilindrica, a facce piane del diametro di 30-40 cm, con peso che varia dai 5 ai 10 kg. La crosta è morbida e diventa più dura con la stagionatura, così come il colore che da giallo paglierino chiaro diventa rossiccio con l'aumentare del tempo di stagionatura. La pasta è semidura, compatta, di colore avorio o paglierino con la stagionatura. Presenta una microcchiatura, regolarmente distribuita.

La storia

(descrizione)

L'ossolano DOP si comincia a produrre e a diffondere intorno l'anno 1000 quando i beni di consumo servivano anche come moneta di scambio. In particolar modo questo formaggio era utilizzato spesso dai contadini come pagamento per i loro affari. Anche il Vescovo di Novara, Pietro, nel 1006 affittò gli immobili della Pieve di San Vincenzo a Grimaldo per 100 libbre di Ossolano.

La produzione

(descrizione)

L'ossolano DOP si produce con il latte di vacca munto anche due volte al giorno. Al latte viene aggiunto il caglio di vitello e viene riscaldato alla temperatura di 32 gradi centigradi circa. Una volta raggiunta la cagliata, questa viene rotta fino a raggiungere grani della dimensione di un chicco di mais. La pasta ottenuta viene sottoposta ad agitazione per una decina di minuti. L'estrazione avviene con teli e la pasta viene posta nelle fascere per essere pressata. La salatura avviene in salamoia o a secco. 

L'utilizzo in cucina

(descrizione)

L'ossolano DOP si conserva in luoghi freschi e asciutti. Ottimo come formaggio da tavola, spesso viene utilizzato anche nelle ricette della tradizione come la polenta o la fonduta. Ottimo anche nei primi piatti (ad esempio i risotti).