L'oliva ascolana del Piceno DOP

L'oliva ascolana del Piceno DOP

L'oliva ascolana del Piceno DOP si caratterizza per il suo gustoso ripieno ma anche per avere almeno il 40% di oliva denocciolata.

Le caratteristiche

(descrizione)

L'oliva ascolana del Piceno DOP si divide in due tipologie: in salamoia, di colore uniforme che va dal verde al giallo paglierino, la polpa è piena e compatta odore caratteristico e sapore leggermente acidulo, fragrante e croccante in bocca. L'oliva ascolana del piceno DOP ripiena ha una forma allungata irregolare. Alla rottura, la panatura rimane attaccata all'oliva, il ripieno è compatto.

La storia

(descrizione)

L'oliva ascolana del Piceno DOP ha un'origine antica, utilizzata soprattutto dai cuochi delle casate nobiliari del 1800 circa, che avevano bisogno di riutilizzare le grandi quantità di carne che avanzavano nelle loro mense. Così inventarono questo impasto da inserire nelle olive e da presentare fritto come antipasto. Il successo fu enorme e, tutt'ora, è un prodotto servito in quasi tutte le pizzerie dello stivale. È considerato come parte integrante della tradizione culinaria Italiana legata alle portate fritte. 

La produzione

(descrizione)

L'oliva ascolana del Piceno DOP si produce con le olive raccolte a mano entro il 20 ottobre. Dopo la raccolta le olive subiscono un processo di deamarizzazione che a seconda della loro destinazione è differente. La tipologia ripiena viene denocciolata e riempita con un impasto di carne bovino e suino, più una quantita di aromi importante che rendono questo prodotto unico.

L'utilizzo in cucina

(descrizione)

L'oliva ascolana del Piceno DOP in salamoia si conserva in luoghi freschi e asciutti, mentre quella ripiena è da conservare in frigorifero. Ottima consumata come antipasto fritto, anche se, per la sua consistenza potrebbe sostituire una pietanza.