Il torrone di Bagnara IGP

Il torrone di Bagnara IGP

Il torrone di Bagnara IGP si distingue per le sue tecniche di produzione, come "il manto di monaco" e "la rottura vitrea", che solo gli specialisti torronai della tradizione sanno applicare. 

Le caratteristiche

(descrizione)

Il torrone di Bagnara IGP può avere dai 4 ai 12 cm di lunghezza, ed un peso massimo di 35 grammi. L’aspetto esterno appare increspato e di colore marrone, detto "a manto di monaco". L’aspetto interno, invece, è marrone ma con presenza diffusa di mandorle ben distribuite. La pasta è friabile e croccante, il sapore è un mix ben riuscito ed equilibrato di cacao, spezie e brulè.

La storia

(descrizione)

Il torrone di Bagnara IGP si pensa derivi da una ricetta importata in Calabria da una nobildonna Spagnola che, nel tempo, ha subito notevoli modifiche e variazioni fino ad arrivare all'attuale forma. Da questo momento in poi, fino alla metà del 1800 quando nasce la prima vera fabrica di torroni, la storia di questo prodotto è stata tramandata da piccole botteghe artigianali che hanno fatto scuola, creando nei secoli una cultura manuale unica nella lavorazione di questo dolce.

La produzione

(descrizione)

Il torrone di Bagnara IGP si ottiene con una serie di azioni e attività molto precise, che riguardano la lavorazione di miele, zucchero, mandorle non pelate tostate, l’uso di cannella e chiodi di garofano in polvere e le due diverse coperture. Bisogna, inoltre, saper utilizzare un sistema di cottura a fuoco vivo ad alte temperature, che dona il caratteristico aspetto a "manto di monaco".

L'utilizzo in cucina

(descrizione)

Il torrone di Bagnara IGP si consuma, come da tradizione, a Natale anche se ultimamente il suo consumo si sta allargando anche a periodi più ampi. Ottimo assaporato con il passito o lo zibibo. Perfetto se consumato entro 3 mesi dal confezionamento per evitare che l'umidità influisca negativamente sulla croccantezza.