Il limone interdonato Messina IGP

Il limone interdonato Messina IGP

Il limone interdonato Messina IGP ha un sapore particolarmente dolce, che gli consente di essere consumato anche da solo. Non a caso è un frutto ottimo per il tè.

Le caratteristiche

(descrizione)

Il limone interdonato Messina IGP ha una forma ellittica di colore giallo con estremità verdi opache alla maturazione. Il sapore è dolce e delicato grazie alla scarsa presenza di acidito citrico; la polpa è gialla e succosa.

La storia

(descrizione)

Il limone interdonato Messina IGP nasce alla fine del 1800 grazie all'innesto tra limone e cedro, fatto dal generale Giovanni Interdonato (da qui il nome del prodotto) nel suo agrumeto Siciliano. Vi sono molteplici teorie secondo le quali il carattere autoctono della cultivar Interdonato è, comunque, da attribuirsi ad una combinazione di fattori naturali dell’areale di coltivazione e non riproducibili altrove. Per questo nel tempo la sua produzione è aumentata ed è stata certificata dal marchio IGP.

La produzione

(descrizione)

Il limone interdonato Messina IGP si coltiva con metodo integrato o biologico. Questa cultivar risulta particolarmente sensibile ed esige attenzione durante le fasi di irrigazione e di potatura, che risultano cruciali per il corretto sviluppo delle piante. L’irrigazione, infatti, deve essere effettuata da aprile a ottobre e la potatura dal 15 febbraio al 15 settembre. La raccolta, prevista dal primo settembre al 15 aprile, viene eseguita manualmente.

L'utilizzo in cucina

(descrizione)

Il limone interdonato Messina IGP si conserva in luoghi freschi e asciutti, possibilmente in un sacchetto di carta. Per il suo gusto delicato si consuma da solo (famose le fette di limone con zucchero sopra) o come ingrediente nelle insalate ad esempio. Ottimo anche per succhi, sorbetti e granite.