Il ficodindia dell'Etna DOP

Il ficodindia dell'Etna DOP

Il ficodindia dell'Etna DOP ha una qualita di frutti più grandi e dolci rispetto agli altri frutti dello stesso tipo, grazie alla pratica della "scozzolatura".

Le caratteristiche

(descrizione)

Il ficodindia dell'Etna DOP ha una forma ovoidale ed è ricoperto di spine. La polpa è rossa e succosa. A seconda del tipo cambia le sue caratteristiche: la tipologia "sanguigna" (polpa rossa, succosa dal gusto corposo); la ipologia "sulfarina" (polpa gialla, consistente e saporita); la tipologia muscaredda (polpa bianca, dal sapore delicato)

La storia

(descrizione)

Il ficodindia dell'Etna DOP ha delle origini un pò controverse. Alcuni pensano sia stato introdotto in Italia dai Greci, altri pensano sia stato Cristoforo Colombo ad introdurlo, di ritorno dalle americhe. Fatto sta che questa pinata si inserisce benissimo nel contesto pedoclimatico siciliano e assume delle caratteristiche superiori grazie alla presenza dei ricchi terreni vulcannici etnei.

La produzione

(descrizione)

Il ficodindia dell'Etna DOP si pianta in terreni preparati adeguatamente prima. La raccolta viene effettuata dopo la scozzolatura tra agosto (per i frutti agostani) a settemebre (per i frutti "scozzolati" o "bastardoni"). Una volta raccolti, vengono trasportati in appositi depositi dove si mondano (si levano le spine), tramite dei macchinari appositi.

L'utilizzo in cucina

(descrizione)

Il ficodindia dell'Etna DOP si conserva in frigo anche per lungo tempo. Si consumano freschi sbucciati e possono essere utilizzati per la preparazione di dolci, gelati, sorbetti anche per un antichissimo liquore siciliano "il rosolio". Anche le bucce posso essere impastellate e fritte per rendere sfiziosi alcuni antipasti.