Il carciofo romanesco del Lazio IGP

Il carciofo romanesco del Lazio IGP

Il carciofo romanesco del Lazio IGP ha trovato nei terreni laziali il microclima perfetto per sviluppare le sue caratteristiche uniche.

Le caratteristiche

(descrizione)

Il carciofo romanesco del Lazio IGP è di grandi dimensioni, il suo diametro può essere anche di 10 cm. il colore è verde violaceo. Il "cipollino" centrale è quello più ricercato perché tenero e senza spine (anche detto "cimarola"). I cipollini laterali detti "braccioli" sono più piccoli e meno ricercati.

La storia

(descrizione)

Il carciofo romanesco del Lazio IGP ha una tradizione antichissima. I primi ritrovamenti ci riportano addirittura verso la cultura Etrusca, anche se nel centro Italia se ne parla a partire dal XV secolo. Solo nel dopoguerra questo ortaggio, per la sua versatilità in cucina e le sue proprietà organolettiche, ha conosciuto uno sviluppo intenso (soprattutto nel Lazio dove si sono sviluppate le cultivar più preziose).

La produzione

(descrizione)

Il carciofo romanesco del Lazio IGP ha bisogno di un terreno lavorato molto e in profondità. I carciofi vengono piantati fino a ottobre e raccolti da gennaio, anche se il periodo migliore rimane quello di marzo e aprile. La raccolta deve avvenire a mano con un taglio netto e obliquo del gambo da circa 18 cm da terra. La raccolta al momento giusto è importante per impedire la presenza dei fiori al suo interno.

L'utilizzo in cucina

(descrizione)

Il carciofo romanesco del Lazio IGP ha una grandissima versatilità in cucina. È utilizzato in molte ricette sopratutto nel Lazio, dove viene mangiato stufato con acqua e vino bianco; e infine farcito con aglio, mentuccia e prezzemolo. Ottimo anche fritto, alla giudia oppure crudo, ma solo se tenero e giovane.