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UN PRANZO PER CAMBIO VACANZE

Come spesso succede le vacanze vengano spezzate in due. Prima si va da una parte poi si passa per casa, si cambiano i vestiti, si lavano i panni sporchi e poi si riparte per altro luogo. E così è successo, ma questi giorni hanno coinciso per alcuni amici. Sapendo quanto faticoso fosse ciò, ho deciso di sollevarli almeno dall'incombenza del mangiare e li ho invitati a casa mia. C'era anche mia moglie, che approfittava per andare a trovare sua madre a Bergamo. Io, invece, ho approfittato delle mie cavie per provare una ricetta nuova. Bé, nuova non direi. Ho preso spunto da una vecchia ricetta siciliana, ma l'ho interpretata a modo mio: pasta con pesto di melanzane. APERITIVI VARI È così tanto piaciuto che ho riproposto il tzatzichi con dei cracker acquistati, patatine chip, asiago a cubetti, strolghino e olive. Con Martini e Negroni, ça va de soi. Prima portata: SEDANINI AL PESTO DI MELANZANE È una pasta semplice, purché abbiate preparato il pesto di melanzane il giorno prima. Per intensificare profumi e odori consiglio di aggiungere dell'olio al basilico. A parte - si vede nella foto - ho servito della ricotta salata da grattugiare al momento. Sì, è piaciuta molto! Dessert: ZUCCOTTO TOSCANO CON SALSA AL CIOCCOLATO Avevo preparato per il mio compleanno uno zuccotto semifreddo. Le basi di pasticceria erano abbondanti e allora ero riuscito a ricavarne ancora uno più piccolo (circa la metà) che avevo conservato in freezer. Ho quindi preparato della meringa italiana e una salsa al cioccolato et voilà tutto pronto! Apprezzato molto, ma soprattutto la salsa al cioccolato che per alcuni è stato quasi un abuso...

COMPLEANNO 2018

Come tutti gli anni a fine luglio, è di nuovo il mio compleanno! Quest'anno ci sono più amici a Milano e per di più verranno anche le due gemelle, Alix e Pietrina, figlie di mia sorella Lauretana. Hanno la stessa età dei miei due, Bernardo e Manfredo, con una differenza di un paio di paia di mesi. Volevo fare qualcosa di diverso e allora sfoglia qua, sfoglia là, l'idea mi è balenata in testa: uno zuccotto toscano! E' un piacevole semifreddo con bagna di Alchermes. Sono andato a cercare il liquore, ma mi hanno guardato strano in vari posti! Finalmente l'ho trovato in una enoteca. Non avevo scelta, ne avevano uno solo e di una sola marca. Due veloci parole di storia: Alchermes deriva dall'arabo al-qirmiz, e significa "cocciniglia" (kermes vermilio), un piccolo insetto che secerne un liquido molto denso e colorato e che utilizza come involucro per proteggersi dai predatori. Macinando il carapace dell'insetto, viene ottenuta una polvere dalla quale, attraverso un trattamento con acqua calda, si ottiene l'acido carminico, il colorante. Gli egizi, e forse anche i sumeri, utilizzavano questo colorante, oltre che nelle preparazioni culinarie, anche per colorare i capelli. Usato fin dal medioevo, era un pigmento in voga, anche tra i pittori veneziani e fiamminghi del Rinascimento. Tra i veneziani cito Vittore Carpaccio e la sua tonalità di rosso che ha ispirato il Cipriani per la creazione del suo piatto: il Carpaccio, appunto. Questo pigmento veniva utilizzato per produrre l'Alchermes, un liquore della famiglia dei 'rosolii', talmente apprezzato dai de' Medici che, portato in Francia, venne chiamato il liquore de' Medici. Oggi la ricetta originale viene riprodotta solo dall'Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella.  In Sicilia, arrivato con gli arabi, il liquore, a base alcolica, prendeva il nome di Archemisi e serviva, fino a 30-40 anni fa, come antidoto contro i "vermi di spavento": patologia decisamente diffusa che prendeva i bambini piccoli quando avevano paura. Le dosi variavano da uno a tre cucchiaini a seconda del grado di spavento! Dolce trovato, e il resto? Una buona pasta al pomodoro, con una seria salsa di pomodoro, fatta con tutti i sacri crismi... DI secondo? Coniglio arrosto con polenta? Direi proprio di no! Un aspic di pollo? Magari alla viennese? Certo! e con una insalata di contorno! Il tutto innaffiato da un buon vino bianco servito tra gli 8° e i 10°. Non mancherà di certo il Martini e il Negroni con alcuni stuzzichini e visto che ho tempo durante l'attesa che la gelatina si rapprenda, ci metto anche un paio di salsine: tzatzichi e guacamole.   APERITIVI VARI Cocktail Martini, Negroni, prosecco da bere, e anche acqua il caldo è tanto! In attesa dei ritardatari: dadini di panerone, striscioline di bresaola e prosciutto, patatine chip, olive e le due salsine: tzatzichi e guacamole, con relativi cracker. Inutile dire che è tutto è stato ampiamente apprezzato, non è rimasto niente! Due parole sullo tzatzichi: forse la ricetta greca più conosciuta al di fuori della Grecia stessa. Viene usata per accompagnare la maggior parte delle pietanze, dal pesce alla carne alle insalate al riso. Oltre ad essere uno degli ingredienti dei gyros e del souvlaki greci, è anche un componente del kebap turco (ma non lo dite ai greci!). Le origini dello tzatziki (), che deriva dalla parola turca cacik, si perdono nei secoli e nelle tradizioni degli antichi greci che, per rinfrescarsi durante le giornate calde, usavano mescolare in un vaso dello yogurt con aglio acqua e pane. Di certo è che dalla Grecia questa salsa si è diffusa anche nelle zone limitrofe con nomi diversi: in Bulgaria tarator e in Iraq djadjik (come in Turchia).   Prima portata: PASTA AL POMODORO [caption id="attachment_7600" align="alignnone" width="300"] Pasta al pomodoro[/caption] Il segreto di questa pasta è la salsa: si parte dai pomodori maturi. Si passano a mano e si infondono gli aromi  di erbe mediterranee: sapori che richiedono una piccola fatica in più, ma il risultato dà una grande soddisfazione. A dir la verità, pochissimi la fanno così: si preferisce partire da una passata di pomodoro, grezza o fine, già pronta in scatola o, meglio, in bottiglia. Il passaverdura è uno strumento tralasciato e, il più delle volte, lo si trova in fondo a un cassetto o in cima all'armadio e tutto ossidato. Per forza! E' quello della nonna! lasciato in eredità e da allora dimenticato! Comunque, mi sono deciso e ne ho comprato uno nuovo, tutto in acciaio inossidabile e solido sia in apparenza che all'uso. Il risultato finale? La mia salsa al pomodoro sulla pasta è stata molto apprezzata! Difatti non ne è avanzata.   Seconda portata: ASPIC DI POLLO CON INSALATA [caption id="attachment_7594" align="alignnone" width="300"] Aspic di pollo alla viennese[/caption] Gli aspic sono piatti dimenticati e spesso non vengono preparati perché ci vuole tempo e pazienza. Hanno avuto il loro ultimo momento di splendore negli anni 50 del secolo scorso, ma se ne è persa l'abitudine. A me riesce particolarmente bene lo "aspic di pollo" e quello di frutta (al quale aggiungo all'interno una mia crema di pesche). Comunque, possiamo mettere in gelatina qualunque cosa, otterremo sempre un buon risultato. La parola aspic viene dal greco (aspis) e significa scudo. Molto spesso sugli scudi venivano rappresentati dei serpenti (ovviamente velenosi!) arrotolati, per cui il latino aspis indica anche il serpente più comune in Italia: la vipera o "vipera aspis" (famosa la leggenda su Cleopatra e l'aspide). Gli stampi utilizzati una volta in Francia (adesso è difficile trovarli) avevano delle forme che ricordavano, appunto, dei serpenti arrotolati e venivano chiamati in cucina aspic, e il nome è rimasto anche in italiano gastronomico.  La storia riporta che maestri in tale arte furono Antonin Carême e Auguste Escoffier. A me piace farli in stampi a forma di ciambella, ma vorrei tanto trovare e provare altri stampi! Seguite la mia ricetta di aspic di pollo alla viennese  (non so perché lo si chiami così, ma approfondirò!). E per contorno una bella e abbondante insalata fresca. [caption id="attachment_7591" align="alignnone" width="300"] Insalata fresca[/caption] Dessert: ZUCCOTTO TOSCANO SEMIFREDDO Un dessert fuori dal normale: lo zuccotto toscano semifreddo. Ricetta complessa perché richiede molte preparazioni di base. Ho scelto di rifinirlo nella cima con zucchero in granella e alcol buon gusto e l'ho acceso al servizio: molto scenografico! Purtroppo le foto non rendono. [caption id="attachment_7588" align="alignnone" width="300"] Zuccotto toscano[/caption] [caption id="attachment_7585" align="alignnone" width="300"] Fiamma dello zuccotto[/caption] [caption id="attachment_7576" align="alignnone" width="300"] Zuccotto e fiamma[/caption] Ho dovuto combinare le prime due foto per avere la terza, ma il risultato è decisamente scarno. Comunque la scenografia ha fatto effetto anche sull'appetito: me lo sono mangiato di gusto. [caption id="attachment_7579" align="alignnone" width="300"] Mi mangio la fetta[/caption] La preparazione dura 3 giorni. Il primo preparate il pan di Spagna, la crema base al cioccolato e la crema pasticciera. Il secondo preparate la meringa italiana e i due semifreddi. Assemblate il dolce.ì e lasciatelo in freezer. Il terzo guarnite il dolce con la meringa italiana e la fiammeggiate. Prima del servizio, granella di zucchero e alcol 95°. Accendete e servite! Non cercate di spegnere la fiamma soffiando. non si spegne! Quindi regolate la quantità d'alcol!

MINESTRE, ZUPPE E MAL DI DENTI

Un paio di giorni fa, mi sono dovuto recare dal dentista. No, non soffro di odontofobia, ma un leggero timore reverenziale prende un po' tutti! Ci sono andato con apprensione perché sapevo che sarebbe stato un intervento lungo, anche se semplice. Dopo un paio d'ore, anestesia e 6 punti, sono tornato a casa con borsa del ghiaccio sulla destra della mascella. Non fatemi parlare! ho esclamato in un sussurro... Poi ho preso un pezzo di carta e ho scritto la lista della spesa, pregando Daniela di farla al posto mio. Anche il camminare si ripercuoteva lì, proprio lì dove il dolore iniziava ad apparire inversamente alla scomparsa dell'anestesia. Fastidio! E, ordine del dottore, cibi liquidi e freddi per un paio di giorni... Cosa preparare? Intanto, poiché avevo preparato del tiramisù, ho deciso di soprassedere alla mia perenne dieta per 2 giorni e mangiarne un po' (o anche un po' di più) la sera. I dolci hanno un piacevole effetto collaterale antidolorifico... o mi sbaglio? Mi era venuto in mente di preparare delle creme fredde che, col caldo estivo, ci stanno perfettamente, e, perché no?, anche un gazpacho. Giorno 1: CREMA DI ZUCCHINE Questa mia crema di zucchine è una semplice crema, piacevolissima durante il periodo estivo, alla quale, per mangiare un po' di più, ho aggiunto della ricotta (morbidissima!) e decorata con olio al prezzemolo. Le ricette delle creme di zucchine o altri vegetali datano del '600, invenzione di François Pierre de La Varenne. Sono così buone e piacevoli che non sono cambiate negli ultimi secoli. Sono cambiati gli utensìli, non si usa più il setaccio ma il frullatore ad immersione: meno lavoro e stessi gusti (forse meno erbe e spezie).   Giorno 2: GAZPACHO Si dice che l'origine deriva dal "caspacho" portoghese, che a sua volta deriva dalla voce preromana "caspa", che significa "frammento", dalla lingua mozarabica, alludendo a ciò che è stato fatto con pezzi di pane. Il suffisso -acho è proprio mozarabico ed è molto usato in Andalusia. Il buffo è che ritroviamo in accadico il verbo kasâpu che significa rompere in pezzi per distribuire. L'origine del gazpacho può essere attribuito all'ellenico kykeon (per i romani posca): bevanda rinfrescante a base di acqua e vino. Con l'avvento dell'islamismo durante l'invasione araba di al-Andalus dell'VIII secolo, al gazpacho ellenico furono aggiunti sale e olio d'oliva. I primi gazpacho conosciuti (quelli originali) portavano solo pane, aceto, olio e spesso aglio e talvolta noci macinato, come mandorla (noto come ajoblanco, uno dei più antichi gazpacho conosciuti). La ricetta del gazpacho odierno con Pomodoro e Peperone è relativamente recente, dal secolo XIX, dato che sono piante originarie del Nuovo Mondo e la loro coltivazione massiva a scopo alimentare in Europa è successiva al XVI secolo. Come per tutte le ricette tradizionali, ognuno ha la sua e la propria è miglior delle altre. Non ha importanza! Vi consegno il mio gazpacho andaluz. Sono due pietanze ben piacevoli ed estive. Ve le raccomando caldamente (ah ah!).

SPAGHETTI AGLIO OLIO E PEPERONCINO

Chi non conosce questo piatto? E' il piatto preferito per una spaghettata tra amici, ma rigorosamente dopo mezzanotte! Semplice e veloce da fare e particolarmente buono. L'origine? Leggo su vari blog che, dicono, ne parla Ippolito Cavalcanti nel suo libro "Cucina Teorico-Pratica" del 1837. Io ho l'edizione del 1839, ma l'ho sfogliata e risfogliata, e non l'ho trovata. Poi mi è venuto un atroce dubbio e ho preso un edizione successiva (la nona) intitolata "Cucina Teorico-Pratica ... in dialetto napoletano". A pagina 91, l'ho finalmente trovata. Ve la riporto per intero per vostra cultura, senza cambiare né parole né punteggiatura: "Vermicelli all'olio Lesserai pronti pronti, libbre quattro di vermicelli, li sgocciolerai e frattanto farai soffriggere in una casseruola once sei doglio ottimo, con due spicchi di aglio, ma interi, ed once sei d'alici salate lavate e spinate, le farai distruggere nell'oglio, ne toglierai l'aglio, e quindi ci rivolterai li vermicelli, con del sale, e del pepe, e fuori della fornella li rovolterai benissimo perché così si prosciugheranno." In vari siti, parlano di "Vermicelli alla Borbonica", come piatto preferito da Ferdinando I di Borbone [(1759 al 99 - detto 'o re nasone), poi Ferdinando IV di Napoli (dal 1799 al 1806, 1815 al 1816) infine Ferdinando I delle Due Sicilie dal 1816 al 4 gennaio 1825)], citando il fatto che il suo ciambellano Gennaro Spadaccini avesse inventato la forchetta a 3 rebbi. Che piacessero a Ferdinando non v'è alcun dubbio, ma le forchette a più rebbi erano già in uso presso gli antichi romani. Venivano usate dai siciliani dal millennio precedente proprio per i maccheroni e lasagne, lasciando l'utilizzo delle mani alla versione da strada (con butirro e cacio). Poi esiste una leggenda narrata dal celebre drammaturgo Eduardo de Filippo. Egli racconta che aveva l'abitudine alla fine dei suoi spettacoli, di andare a cenare con la sorella Titina e il fratello Peppino. In una sera del 1947, però, la stanchezza era così grande da suggerire a Eduardo di tornare direttamente a casa. Sulla via del ritorno la fame tornò a farsi sentire così cominciò a pensare una ricetta veloce da mettere in pratica. Nella dispensa gli ingredienti erano pochi. Ma il genio di Eduardo si dimostrò perspicace anche tra i fornelli. Con solo spaghetti, alcuni pomodorini, aglio e prezzemolo creò un piatto così prelibato e gustoso, che il giorno dopo, incontrata Titina, affermò di aver sentito "il sapore del mare. Per questo la  ricetta viene identificata con il nome di spaghetti alle vongole fujute, cioè scappate, ma la loro assenza è compensata dallabbondante presenza del prezzemolo. Abbiamo parlato di vermicelli e spaghetti, ma Jeanne Caròla Francesconi, autrice del libro "La cucina napoletana" del 1967, afferma che il formato corretto sono le linguine. Se fate la ricetta dopo mezzanotte, qualunque formata andrà bene, pure la pasta corta. In altri momenti potete scegliere e dissertare tra vermicelli, spaghetti e linguine! Sarà comunque un successo! Ricapitoliamo: pasta, olio, aglio, peperoncino, prezzemolo e sale per l'acqua di cottura. Lista degli ingredienti semplice, e di conseguenza gli ingredienti devono essere di qualità! Scegliete la miglior pasta e il miglior olio che avete in dispensa. Cercate dell'aglio italiano bianco, rosa o rosso, a vostra scelta, ma, mi raccomando, che sia italiano. Prezzemolo fresco, magari appena colto. Peperoncino fresco, non troppo piccante, così ne potete mettere di più. Per la preparazione della ricetta vi racconto la mia tecnica. Metto l'acqua a bollire e contemporaneamente metto un pentolino con olio, aglio a fettine, gambi di prezzemolo e peperoncino tritato, con il fuoco al minimo. Appena l'olio inizia a creare delle bollicine intorno all'aglio verso un po' d'acqua e copro con un coperchio. Conto fino a tre e spengo il fuoco. In questo modo ottengo dell'olio insaporito e non brucio l'aglio! Quando la pasta sta per essere al dente, la scolo e la verso in un ampia padella insieme all'olio, privato dei gambi di prezzemolo e delle fettine d'aglio. La salto per un minuto scarso, bagnandola con acqua di cottura, in modo da formare un'emulsione con l'olio e una buona spolverata di prezzemolo tritato. In piatto da portata e servire subito. Vogliamo metterci del parmigiano o del pecorino? Mettiamocelo, i gusti sono gusti! Personalmente, alcune volte ce lo metto, altre no: dipenderà dalla fame? Con la mia tecnica, sentirete profumo e leggero sapore di aglio. ma dopo niente alito pesante o riproponimenti... Provate e gustate!

Vacanze gluten free a Riccione

Meta intramontabile delle vacanze di qualsiasi età, a Riccione puoi fare una bellissima vacanza anche se soffri di celiachia o di intolleranza al glutine. A Riccione, da qualche anno, puoi trovare sempre più numerose le strutture alberghiere, ristoranti e gelaterie senza glutine, o che si sono aperte alla fornitura di questo servizio, dato che sempre più persone ne soffrono.   crediti: Luca Nebuloni In effetti Riccione e tutta la riviera romagnola si è ormai attrezzata per tutte quelle persone che soffrono di questa patologia e delle sue infiammazioni affini. Basta cercare il tuo hotel in centro a Riccione su hotels.com e vedrai che troverai moltissime offerte e alberghi per celiaci.   GELATERIE Anche le gelaterie si sono attrezzate per questo servizio alle persone, ed a Riccione puoi trovarne diverse lungo la città ed il lungomare. Ti consigliamo di visitare (e gustarti!!) la gelateria King, associata allAIC, che è aperta tutti i giorni ed è tra le prime a fare gelato senza glutine. Poi altre gelaterie gluten-free sono la famosa Cremeria Vanilla e il Nuovo Fiore: anchesse molto gettonate e operative destate ma chiuse nei mesi invernali (anzi, bisogna dire che destate lavorano moltissimo!)   crediti: NICOLA VIALE CECCARINI Anche nei dintorni di Viale Ceccarini, cuore cittadino e grande area pedonale di Riccione (permanentemente chiusa al traffico) che conduce al lungomare, troverai oltre a moltissime boutique alla moda, anche diversi ristoranti con menu per celiaci o intolleranti al glutine.   crediti: Rachel Sebell Graveline PIADINA Simbolo per eccellenza della Romagna, la mitica piadina si cucina pressoché dovunque a Riccione.  Se la cerchi senza glutine ma che sia comunque gustosa e rispetti la tradizione, fai un salto dalla panetteria senza glutine PIADINA BURGER: la troverai salata, dolce e con mille varianti, anche al rotolo!   ACQUAFAN - SENZA GLUTINE Aquafan è un grandissimo parco acquatico sulle colline riccionesi, con 90mila metri quadrati di superficie e scivoli di ogni genere: Kamikaze, Tabogas, ecc.. più la grandissima piscina con le onde artificiali. Vi potrete divertire un mondo ed inoltre, su richiesta, alcuni sui servizi ristorativi interni, forniscono prodotti senza glutine!

Ricette più condivise


Insalata russa

L'insalata russa è un piatto freddo e forse è l'antipasto di Natale più diffuso. Preparata in molti modi, l'insalata russa ha come base verdure e maionese, a cui possiamo aggiungere a nostro piacere uova sode, tonno, prosciutto, gamberi ecc. Ecco la mia versione! Ingredienti 3 patate (500 g circa) 4 carote di media grandezza 200 g di piselli 200 g di fagiolini 3 uova sode 50 g di cetriolini sott'aceto 400 g di maionese sale   Preparazione 1. Lavare le carote e le patate, sbucciarle e tagliarle a dadini. Cuocerle separatamente in acqua bollente salata o al vapore, scolarle ancora croccanti.   2. Lavare i fagiolini e tagliarli a tocchetti, lessarli per qualche minuto in acqua bollente salata, scolare  e far raffreddare. 3. Cuocere nello stesso modo anche i piselli. Mettere tutte le verdure in una ciotola e quando saranno fredde, aggiungere a cucchiaiate la maionese e i cetriolini. 4. Mescolare delicatamente e se necessario aggiungere un pizzico di sale. 5. Foderare con un foglio di pellicola uno stampo o una ciotola e versarci la maionese. Lasciare in frigo a raffreddare per almeno un'ora. 6. Capovolgere su un piatto da portata e decorare con uova sode, cetriolini e qualche ciuffetto di maionese.   Se ti piacciono le mie ricette e vuoi seguire il mio blog vieni a trovarmi sulla mia fan page di facebook. Clicca mi piace e ogni giorno puoi essere aggiornato sulle ultime ricette e per chiedere qualsiasi chiarimento. Ricette che ti potrebbero interessare:  - Bruschette con crema di melanzane e robiola - Polpette di merluzzo - Sformatini di alici e patate -

Pastiera Napoletana Ricetta Antica

Sull'origine della Pastiera esiste un'antica leggenda narrata da Francesco Stocchetti nei suoi "Acquerelli Napoletani" Si narra che la Sirena Partenope, incantata dalla bellezza del golfo disteso tra Posillipo ed il Vesuvio, avesse fissato lì la sua dimora. Ogni primavera la sirena emergeva dalle acque per salutare il popolo felice del golfo, allietandolo con canti d'amore. Una volta la sua voce fu così melodiosa e soave che tutti gli abitanti rimasero affascinati ed incantati che accorsero verso il mare . Per ringraziarla decisero di offrirle il bene più prezioso che avessero.  Furono incaricate le sette fanciulle più belle a consegnare i doni alla bella Partenope: la farina, la ricotta, le uova, il grano, l'acqua di fiori d'arancio, le spezie ed infine lo zucchero. Partenope felice per i tanti doni, si inabissò e depose i doni ricevuti ai piedi degli Dei, questi inebriati anch'essi dal soave canto, riunirono e mescolarono tutti gli ingredienti, trasformandoli nella prima Pastiera, che superava ahimè in dolcezza il canto della Sirena. Ancora oggi, preparare la pastiera in occasione della Pasqua è un rito che on ogni casa si ripete tutti gli anni.   Ingredienti Per la pasta frolla 500 g di farina 200 g di strutto o burro 200 g di zucchero 3 uova intere Per il ripieno: 700 g di ricotta 600 g di zucchero 5 uova intere e 2 tuorli 700 g di grano precotto 150 g di latte 30 g di strutto o burro buccia di limone un pizzico di cannella 100 g di cedro candito acqua di fiori d'arancio a proprio gusto   Preparazione Preparate la pasta frolla incorporando la farina con lo strutto o il burro morbido a piccoli pezzi, aggiungete zucchero e uova ed impastate velocemente senza lavorarla troppo. Formate una palla e lasciatela riposare in frigo per mezz'ora almeno. Cuocete il grano con il latte e lo strutto (o burro) con una buccia di limone, mescolando di tanto in tanto fino ad ottenere una densa crema, ci vorranno circa 10 minuti; lasciatelo raffreddare. Intanto a parte frullate la ricotta con lo zucchero, aggiungete le uova ed i tuorli uno alla volta, la vaniglia, la cannella, la buccia grattata di un limone, il cedro tagliato a dadini, l'acqua di fiori d'arancio ed il grano ormai freddo, dopo aver eliminato la buccia di limone. Foderate una teglia del diametro di 30 cm con 2/3 della pasta frolla, versate il composto e decorate la superficie con strisce ottenute dalla restante pasta frolla, disponendole a griglia. Cuocete in forno a calore moderato, 165 - 170 °C per almeno mezz'ora o fino a quando la pastiera assuma un bel colore dorato e sia ben cotta all'interno. Lasciate raffreddare la pastiera nel forno spento in modo che si asciughi ancora un po'. Servite la Pastiera Napoletana spolverizzata con zucchero a velo.  

Panini napoletani con salsiccia e friarielli

I panini napoletani sono dei rustici di pasta lievitata molto simili al tortano, ripieni quindi di salumi, uova sode, formaggi e di ogni bontà. La pasta dopo la prima lievitazione viene stesa e ricoperta con tutti gli ingredienti, poi arrotolata e tagliata a fette piuttosto spesse. E' un panino per "duri" e quindi le sue dimensioni devono essere all'altezza! ^_^ Oggi vi propongo una versione semplice e gustosissima di questi panini, farciti con salsiccia e friarielli. I friarielli a Napoli sono le infiorescenze, le parti più tenere delle cime di rapa, quelli che a Roma chiamano broccoletti. Non conosco la ricetta tradizionale della pasta lievitata dei panini, qualcuno sostiene che sia la pasta del pane, qualcun'altro la pasta della pizza... comunque io uso l'impasto della pizza del maestro Antonino Esposito e vi assicuro sono una squisitezza! Ingredienti Per  la pasta lievitata: 500 g di farina per pizza 300 g di acqua circa oppure 3 g di lievito di birra +40 g di pasta di riporto 1 cucchiaio di strutto o di olio extra vergine 10 g di sale fino Se avete il lievito madre, potete sostituire il lievito di birra e la pasta di riporto con circa 150 g di lievito madre rinfrescato Per le salsicce e friarielli: 400 g di friarielli o cime di rapa pulite 200 g di salsiccia olio extra vergine uno spicchio d'aglio peperoncino a piacere sale Inoltre 150 g di formaggio tipo scamorza, va benissimo se preferite anche quella affumicata. Preparazione 1. La prima cosa da fare è preparare la pasta per la pizza, cliccare qui, per la preparazione. Vi consiglio di preparare limpasto anche il giorno prima e di tenerlo in frigo a lievitare. Il giorno dopo, basterà prendere la pasta e tenerla per 3-4 ore a temperatura ambiente, prima di stenderla.   2. Intanto pulire i friarielli eliminando le foglie più grandi e i gambi troppo lunghi, lavarli più volte in acqua fresca e lasciarli scolare. Versare in una casseruola abbondante olio, aggiungere lo spicchio d'aglio e il peperoncino, appena comincerà a sfrigolare aggiungere i friarielli, avendo cura di coprire subito, per evitare schizzi dell'olio bollente. Cuocere per una decina di minuti, salare e terminare la cottura senza coperchio, così da permettere all'acqua di cottura di evaporare. Mettere in una ciotola, eliminar lo spicchio d'aglio e far intiepidire. 3. Stendere la pasta lievitata su un piano leggermente infarinato e distribuire su tutta la superfice i friarielli, la salsiccia sbriciolata e la scamorza a pezzettoni. 4. Arrotolare e tagliare a fette, scegliete voi lo spessore, considerate che dovranno risultare dei bei panini. 5. Appoggiarli su una teglia rivestita di carta forno e far lievitare per un'oretta ancora. 6. Trascorso il tempo, spennellateli con una miscela di acqua e olio in parti uguali e cuocere in forno preriscaldato a 200°C per 20 minuti circa. Fino a quando si saranno ben dorati in superficie. Buon Appetito!... e vi aspetto su Cucina Blues ^_^ Ricette che ti potrebbero interessare: Casatiello  e Tortano - Pizza di cicoria - Girelle di pizza con verdure grigliate

Risotto fave, pecorino e salame

Euforica e tutta presa dall'atmosfera primaverile, sento che nelle mie corde c'è un bel risotto con le fave, quindi faccio spesa con il proposito di prepararlo per Pasquetta e, sprizzando gioia da tutti i pori, faccio partecipe mio marito del progetto. Se non che, a Pasqua, la mia mamma ci invita a tornare a pranzo da lei anche il giorno successivo, volendoci ripropinare gli avanzi delle lasagne (a dire il vero ottime). Mio marito non sta nella pelle ed accetta immediatamente l'invito...EEEEEEHHHHHHH? Io: "Ma come? ma non eravamo d'accordo per il risotto?" Lui: "Ma se ti ho detto mille volte che non mi piacciono i baccelli" Io: "EEEEEHHHHH? E ORA CHI LI MANGIA? NON PIACCIONO NEPPURE A ME!!!" Se non son grulli...ormai la spesa e fatta ed il risotto s'ha da fare, qualcuno lo mangerà! INGREDIENTI (per 4 persone...io però ne ho preparata una porzione sola vista la passione per i baccelli) 300 gr di riso 500 gr di fave già sgusciate 200 gr di pecorino 100 gr di salamino ben stagionato tagliato a rondelle 2 scalogni (ma solo per darsi un po' d'importanza, altrimenti va bene anche la cipolla ;-)) Sale Acqua o brodo di verdura quanto basta per cuocere il riso   PROCEDIMENTO Sbucciate le fave, fatele sbollentare in un pentolino con dell'acqua per tre minuti, così sarà più semplice decorticarle. Ecco, giusto per non farsi mancare niente, procediamo con questo lavoro certosino e decortichiamo le fave. Fate stufare uno scalogno e cuoceteci le fave decorticate per circa 10 minuti, dopodiché toglietele dal fuoco e passatele al mixer per farne una purea. Fate stufare l'altro scalogno, aggiungete il riso e fatelo tostare per 5 minuti, poi aggiungete la purea di fave e continuate a cuocere aggiungendo acqua o brodo di verdura a bollore finché non sarà cotto. A fine cottura unite il salame (io ho usato un salamino stagionato tagliato a rondelle, divise in quarti...troppo pignola?) e mantecate con il pecorino grattugiato. Impiattate e date un'ulteriore grattugiata di pecorino. Gente, vi dirò, alla fine l'abbiamo mangiato...non era male davvero!

I nocetti...i biscotti con le noci

I biscotti del maestro Montersino..mooolto buoni!! sono ideali a partire dal mattino a colazione..poi per lo spuntino...poi un chicca a fine pasto col caffè...poi a merenda con un tè...la sera dopo cena...ecc...ecc...insomma!...l'unica pecca di questo biscotto è che ne mangi uno dietro l'altro!!! LA RICETTA  E IL PROCEDIMENTO : http://www.peccatidigola.tv/ricette/biscotti-cacao-noci/   Non c'è da aggiungere altro alla spiegazione del maestro se non la quantità!...Io ho fatto metà dose e ne sono venuti abbastanza,circa 60 biscotti del diametro di circa 4 cm Riepilogo ingredienti: PER LA FROLLA BIANCA: Burro 440 g Zucchero a velo 280 g Tuorli 65 g Farina 180 W 625 g Fecola di patate 125 g Sale 1,5 g Vaniglia Bourbon in bacche 1 g PER LA PASTA FROLLA AL CACAO E NOCI: Burro 440 g Zucchero a velo 280 g Tuorli 85 g Farina 180 W 625 g Fecola di patate 100 g Cacao amaro in polvere 40 g Sale 1,5 g Vaniglia 1 g Noci sgusciate 350 g Vi metto di seguito il procedimento che troverete nel link riportato sopra:   Passo 1 Per la pasta frolla bianca Lavorate il burro ammorbidito con lo zucchero a velo, il sale e la vaniglia. Unite gradualmente prima i tuorli e poi la farina setacciata con la fecola di patate. Coprite la pasta con pellicola e lasciatela riposare in frigorifero per almeno 1 ora. Passo 2 Per la pasta frolla al cacao e noci lavorate il burro ammorbidito con lo zucchero a velo, il sale e la vaniglia. Unite poco alla volta i tuorli e la farina, precedentemente setacciata con la fecola e il cacao. Completate con le noci. Coprite la pasta con pellicola e lasciatela riposare in frigorifero per almeno 1 ora. Passo 3 Per il montaggio Stendete la pasta bianca allo spessore di 4 mm. Passo 4 Formate con la frolla al cacao dei cilindri Passo 5 Spennellate leggermente con acqua o, se preferite, uovo leggermente sbattuto la frolla bianca. Passo 6 Posizionate i rotoli di pasta al cacao sopra quella bianca con cui poi li avvolgerete. Passo 7 Rifilate la parte in eccesso di pasta in modo da creare di cerchietti regolari. Riponeteli nel congelatore affinché si induriscano. Passo 8 Quando saranno semicongelati tagliateli, a fettine, disponeteli sulle teglie e infornateli a 180 °C per 15 minuti circa. A cottura ultimata, toglieteli dal forno e trasferiteli su una griglia per dolci. Fateli raffreddare completamente e serviteli a temperatura ambiente.

Scrigni di pasta mare e monti - ricetta pasta fresca

Buongiorno oggi vi lascio una ricettina gustosa  che io ho preparato ieri pomeriggio perchè non saèpendo che fare per cena  ho aperto il congelatore e ho visto che avevo una confezione di gamberetti li ho scongelati e pensa che ti ripensa siccome avevo lessato degli asparagi per pranzo ed erano avanzati  mi è venuto in mente di farci un ripieno per un bel raviolo .     Ingredienti per scrigni di pasta mare e monti :   Per la pasta fresca: 300 gr di preparato per pasta fresca Ruggeri 100 ml dacqua la scorza di 1 limone di Positano grattato Per il ripieno: 1 confezione di gamberetti surgelati da 300 gr 5 asparagi coltivati precedentemente lessati sale Per il condimento : pomodoro pachino una confezione 1 spicchio daglio olio extravergine doliva Procediamo......... ho voluto provare un preparato per pasta fresca già pronta perchè io sono curiosa al massimo per queste cose devo provarle anche se poi ci vuole pochissimo a fare un'uovo di pasta fatta in casa però la curiosità di provare è più forte di me . Ho impastato subito in una ciotola 300 gr di preparato per pasta fresca con i 100 ml dacqua e la scorza di limone e lho lasciata riposare una trentina di minuti così mi sono dedicata al ripieno, ho saltato in padella i gamberetti con un filino dolio e una puntina daglio e i 5 asparagi tagliuzzati il tutto in 5 minuti si fà li ho messi nel mixer e li ho tritati . Ho steso la sfoglia di uno spessore di 23 mm e lho tagliata con un coppa pasta rotondo con questa dose escono 14 scrigni li ho farciti con il ripieno e li ho sigillati spennellando con un po dacqua il bordo e lho piggiati bene con la parte finale del pennello.. Eccoli qui. Intanto che ho messo su lacqua sul fuoco mi preparo il sughetto veloce veloce ,ho tagliato i pomodorini pachino in 4 parti, ho fatto dorare un paio di spicchi daglio e ho buttato giù i pomodorini ho aggiunto mezzo mestolino dacqua e li ho schiacciati un pochino in modo che rilasciano quel bel sughetto. Come bolle lacqua calo i scrigni  hanno 5 minuti di cottura li scolo bene bene e sopratutto senza romperli e li faccio saltare nel sughetto Li ho serviti con 3 asparagi di fianco e  qualche gamberetto , mio marito ha detto che era eccezionali e di lui mi fido!!!!!!!!!

LASAGNETTE RICCE CON BORLOTTI E MOLLUSCHI

Questo primo piatto dall'abbinamento un pò insolito.. lasagnette, borlotti e molluschi .. sorprende per la bontà di sapori vediamo come preprarlo:   INGREDIENTI PER 4 PERSONE:   320 GR LASAGNETTE RICCE 500 GR DI ARSELLE 500 GR DI COZZE 1/2 BICCHIERE DI VINO BIANCO 250 GR POMODORI CILIEGINO 2 SPICCHI D'AGLIO 1 CIPOLLA DI TROPEA ( 1/2 se grossa) PEPERONCINO QB ERBA CIPOLLINA QB OLIO E V O - SALE   PREPARAZIONE: Sgranare i fagioli e lessare in acqua  non salata, per circa 45 - 50 minuti. Tagliare a fettine aglio e cipolla, a spicchi i pomodorini. Pulire i pesci: raschiare le cozze sotto l'acqua corrente,per togliere ogni impurità ed eliminare il bisso.  Lasciare spurgare le arselle in acqua e sale per almeno 1 ora. Versare i molluschi all'interno di una pentola , unire 1 pomodorino tagliato a spicchi e  aglio tagliato a fettine sottili, versare 1/2 bicchire di vino bianco, mettere il coperchio e lasciare aprire.  Tenere una parte di molluschi   con il guscio,  ed estrarre tutte le altre. Filtrare il liquido di cottura. In una casseruola versare olio ,aglio,cipolla, peperoncino  e lasciare insaporire mescolando, senza farli  bruciare. Unire i molluschi e dopo qualche minuto, fagioli e pomodori. Continuare a mescolare ancora per qualche minuto , lasciandoli insaporire. Versare 1 bicchiere di acqua filtrata e lasciare cuocere a fuoco dolce 10 minuti circa. Se occorre, aggiustare di sale. Nel frattempo lessare la pasta in acqua bollente salata (tenere da parte 1 bicchiere d'acqua di cottura). Scolare , versare la la pasta nel sughetto, unire un filo d'olio , un pò d'acqua della pasta , abbondante erba cipollina e mantecare bene . Preparare i piatti  e..... a tavola!