l radicchio rosso di Asigliano

Il radicchio è stato considerato per secoli e a torto una pianta di poco conto. In passato le sue foglie erano utilizzate prevalentemente come foraggio per gli animali e le sue radici, seccate, tostate e macinate, utilizzate come surrogato per il caffè.

Si tratta di una cicoria di lontana origine asiatica e sarebbe stata introdotta nei possedimenti di terra della Repubblica di Venezia attorno al Quattrocento. Oggetto di studi nei giardini botanici veneti già nel Cinquecento, solo nell'Ottocento il radicchio inizia ad essere consumato sulle tavole venete, sia crudo che lessato e passato in tegame con un po' di pancetta.

Assai più recente è la selezione che ha portato alle varietà che hanno fatto del Veneto la roccaforte di tutti i radicchi italiani.

Radicchio rosso di Asigliano: caratteristiche del prodotto


La produzione, che offre rese medie di 100 quintali di prodotto per ettaro, interessa due varietà simili per fisionomia ma distinte per epoca di maturazione e di raccolta.
La coltivazione di questo prodotto è favorita in terreni sabbioso-argillosi, permeabili e profondi, con buona disponibilità d'acqua.

Radicchio rosso di Asigliano: varietà precoce


La varietà "precoce" ha un cespo espanso medio-grande e foglie rosse con nervature bianche e aperte. Presenta un grumolo compatto, serrato nella parte apicale e di forma leggermente ellittica. Si semina in pieno campo nella seconda metà di luglio; ha foglie rosse fin dai primi stadi di sviluppo e per questo non richiede alcuna forzatura; una volta raccolto può essere immesso immediatamente sul mercato già all'inizio di ottobre fino a tutto novembre.

Radicchio rosso di Asigliano: varietà tardiva


La varietà "tardiva" si semina invece ai primi di agosto e ha un ciclo vegetativo con una più lenta formazione del cespo. Ha foglie prevalentemente verdognole che virano al rosso solo in corrispondenza dei primi freddi del tardo autunno. Dopo la raccolta, che inizia ai primi di dicembre e si protrae fino a gennaio inoltrato, il cespo viene pulito e sottoposto a forzatura per una ventina di giorni in pieno campo in cumuli protetti da teloni di nylon. Per la ricchezza di sostanze accumulate nella crescita protratta, il radicchio tardivo è il più adatto alla conservazione rispetto a quello precoce. La presenza sul mercato quando le altre varietà sono esaurite rappresenta una delle sue grandi attrattive commerciali.

Radicchio rosso di Asigliano: dove si produce


Il Basso Vicentino ha sempre avuto una spiccata vocazione orticola per la composizione del terreno, fertile e leggero, oltre che per l'abbondanza di acque. Il cuore della coltivazione del radicchio è Asigliano Veneto, comune all'estremità meridionale della provincia, dove si concentrano i nove decimi della superficie specializzata, stimata in 500 ettari nell'insieme di tutte le tipologie, con una crescita del 5-10% annuo oltre che nei comuni di Pojana Maggiore, Noventa Vicentina, Sossano, Orgiano e nell'area berica fino a Vicenza, su terreni prevalentemente alluvionali. La produzione in genere di radicchio rosso nella zona di Asigliano varia intorno ai 2.500 quintali all'anno.

Radicchio rosso di Asigliano: caratteristiche organolettiche


Questo radicchio ha una sua raffinata tipicità: è croccante, gradevolmente amarognolo, delicato e gustoso. In più ha svariati usi in cucina, dalle migliori insalate ai risotti, dai sughi sapidi per paste alle torte salate o, appassito in tegame, come contorno alle carni brasate.

Il radicchio rosso ha proprietà diuretiche e depurative e trova indicazione anche nei casi di demineralizzazione, stipsi, anemia, diabete, iperuricemia e insonnia.

A Dicembre di ogni anno, si tiene la Fiera del radicchio rosso di Asigliano.

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