La cucina più amata al mondo, ancora tutta da scoprire

In un mondo globalizzato che sotto molti aspetti e anche in cucina, privilegia la velocità e la comodità, molto spesso a discapito della qualità, vivono realtà straordinarie di cui il nostro Paese è portatore unico e inimitabile.

Sicuramente ti sarà capitato di sentire parlare, o hai avuto la fortuna di gustare uno degli infiniti piatti tipici di una delle 20 splendide regioni che ci compongono e determinano.

La nostra nazione è rinomata in tutto il mondo, oltre che per la storia, i monumenti e le tradizioni, anche per la cucina e i suoi piatti, che proprio grazie alla storia e perfino alla straordinaria varietà morfologica rende possibile la creazione di specialità culinarie ed esperienze singolari.

cucina regionale

Particolarità unica italiana è che siamo il Paese dei mille campanili, Paese nel quale i dialetti cambiano nel giro di pochi chilometri così come le tradizioni e le consuetudini.

Si viene a creare una differenza ed una varietà infinita di sfaccettature sotto tutti i punti di vista e soprattutto sotto quello culinario.

Per questo motivo potrai andare alla ricerca di questi piatti solo intraprendendo un percorso che ti permetta di assaporare con calma questi tesori, andando alla scoperta dei presidi del nostro “slow food”.

vini doc e docg

Da dove deriva il nostro termine slow food?

Siamo a Bra, in Piemonte, quando nel 1986, Carlo Petrini crea un’ associazione senza scopo di lucro e volta alla promozione del diritto a vivere il pasto come un piacere.

Nasce in risposta al cosiddetto fast food, al cibo spazzatura e alle sue abitudini frenetiche e spesso poco salutari che prediligono la velocità piuttosto che la qualità del piatto.

Nata in Italia si è sviluppata velocemente e ad oggi l’associazione ha diversi sedi in tutto il mondo e proprio per questo motivo studia e valorizza le tradizioni culinarie ed enogastronomiche di tutto il globo.

Nel nostro Paese attualmente sono presenti addirittura 326 presidi distribuiti lungo tutta la penisola e sono coinvolti oltre 3000 produttori.

Per scoprire questi magnifici presidi ci aiuteremo grazie al canale Slow Food di Loquis, un ottimo sistema di  podcast molto intuitivo ed esaustivo che ci racconta le nostre tradizioni e le nostre specialità in lungo e in largo per tutta la nostra splendida penisola.

Per esempio grazie a questi podcast, anzi foodcast, potremo scoprire il dolcissimo miele delle Alpi, passando per l’ Abruzzo con il suo spumante grazie all’ Uva di Montonico, fino ad arrivare al Caciocavallo calabrese o al formaggio di pecora di Mazzara Del Vallo.

La lista sarebbe quasi infinita e va ulteriormente arricchendosi, infatti i nostri presidi slow food sono in continuo aumento nel rispetto di una moltitudine irripetibile di tradizioni, peculiarità e straordinarietà.

Una cosa certa è che se vuoi gustare un piatto prelibato ed unico è fondamentale mangiarlo nel luogo di nascita di questa unicità così da poterlo assaporare a pieno immergendoti anche all’interno della cultura che lo ha generato.

Per valorizzare e nel rispetto di questo rapporto indissolubile sono nate delle certificazioni che prendono il nome di DOP (denominazione di origine protetta) e IGP (indicazione geografica tipica), così come per il nostro patrimonio enologico sono nate le sigle di tutela DOC (denominazione di origine controllata) e DOCG (denominazione di origine controllata e garantita)

Le certificazioni nascono per tutelare questi straordinari prodotti, sia dal punto di vista della qualità eccelsa, ma anche legittimamente sotto l’aspetto economico. 

Questi prodotti regionali eccezionali sono disponibili spesso anche fuori dal proprio territorio, a volte anche grazie alla grande distribuzione.

Nonostante queste eccellenze siano accessibili a tutti e in quasi tutte le zone del mondo, mangiarli seduto comodo e con calma nel luogo che ha dato vita a quella specialità gastronomica è certamente un’esperienza unica ed irripetibile.

Perché vi è così la possibilità di respirare quell’aria, vivere quel contesto ed entrare in contatto con le persone che, con passione tramandata di generazione in generazione, possono raccontarti tutto ciò che accompagna o ha generato quella tua esperienza gustativa i perfetti abbinamenti sia tra i cibi sia soprattutto con i vini, le birre o i liquori.

In conclusione possiamo affermare che mangiare in un presidio slow food non è una pur straordinaria semplice esperienza gastronomica culinaria, ma un’esperienza di vita che ti pone in contatto con la storia, le tradizioni, le genti, i suoi usi e i suoi costumi e di conseguenza è un’esperienza che ti nutre di cibo e di cultura.