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Zuppe e minestre, ideali nelle fredde e grigie giornate invernali..

Chi non ama consumare a pranzo o a cena un gustoso piatto in grado di riscaldare il corpo e di donargli l’energia di cui ha bisogno

E’ proprio questo che ci spinge a preparare zuppe e minestre, cibi normalmente caldi serviti come primi piatti fin dai tempi più antichi.

Zuppa: da piatto povero a raffinata opera d’arte culinaria

Per secoli la minestra, in tutte le sue varianti, è stata il piatto più importante per le classi meno abbienti, se non addirittura l’unico, e questo non solo nell’area mediterranea ma in quasi tutti i Paesi del mondo

D’altra parte già il nome evidenzia l’importanza alimentare di questo tipo di preparazione

Infatti, minestra deriva da minestrare, che è poi una variante di ministrare, cioè amministrare, e veniva abitualmente servita o “ministrata” ai vari commensali dal componente più importante della famiglia.

La zuppa invece racchiude nelle sue differenti varianti del nome, una radice comune a tutte, quella di derivare dal gotico suppa e indicava la fetta di pane che veniva messa nelle ciotole prima di versarvi il brodo

Il pane ha sempre avuto un ruolo fondamentale nell’alimentazione del popolo e durante il Medioevo era spesso la sola base delle zuppe, ma era un pane un po’ particolare

A quei tempi difatti le stoviglie non erano molto diffuse, ve ne erano poche e quasi sempre di metallo, riservate ai più importanti tra i nobili e i ricchi mentre per tutti gli altri il “piatto” era costituito da una grossa e larga fetta di pane sulla quale venivano man mano appoggiate le portate

Alla fine del pasto era proprio questo pane, impregnato dei succhi e dei condimenti di carne e di altri cibi, che veniva donato alla servitù, che lo metteva in pentola con verdure e acqua o brodo ottenendo una saporita vivanda calda

Era il loro pasto!

Nutrienti e gustose ma di solito povere e rimediate con quanto bosco, orto e dispensa potevano fornire, talvolta con l’aggiunta di un pezzo di pollame o di maiale, minestra e zuppa sono oggigiorno forse il simbolo più significativo della cucina casalinga tradizionale e restano ancora uno dei piatti invernali preferiti dagli italiani, soprattutto perché può essere adattata ad ogni tipo di esigenza alimentare e perché è un buon modo di impiegare le verdure spesso inutilizzate.

Ad ogni regione la sua zuppa

Naturalmente ogni regione ha i propri metodi di preparazione e di insaporimento, ma il fattore comune delle ricette tradizionali di ogni piatto regionale, è che si privilegiano cotture prolungate che fondono i singoli sapori in un unico gusto finale.

Le vere e sostanziali differenze stanno per lo più nel tipo di condimento utilizzato: olio e/o pesto nel territorio ligure-toscano, burro nel lombardo-veneto e strutto e pancetta al sud, ovviamente con le debite eccezioni e scambi di ricette tra una regione e l’altra

Altre differenze si notano negli ingredienti che servono a trasformare minestre e zuppe in minestrone, ovvero il riso in Lombardia e la pasta nelle altre regioni, compreso il Veneto che detiene il record di varianti della minestra di pasta e fagioli che è, tra l’altro, quella che ha più versioni su tutto il territorio nazionale

Tra tutte le innumerevoli ricette regionali di minestre, zuppe, creme e minestroni alcune sono così tipiche da fare tutt’uno con la zona di provenienza dove vengono ancora preparate più o meno secondo la ricetta tradizionale.

Per citare solo alcune tra le più famose, in Veneto, oltre alla pasta e fagioli che si alterna sulla tavola con risi e bisi, cioè riso con piselli, c’è la splendida sopa coada di pane e piccioni che una volta si faceva stufare (covare) per ore e ore nella cenere del camino

In Liguria il minestrone con le verdure della Riviera insaporite dal pesto preparato con il delicato olio ligure e il profumatissimo basilico genovese

Il minestrone milanese, con riso, verza e battuto di lardo è un classico che in estate si serve appena tiepido.

La minestra d’orzo del Trentino-Alto Adige è resa sostanziosa dalla pancetta affumicata

Più a est la jota friulana si avvale dell’aggiunta di un ingrediente acido, rape o cavoli a seconda della versione, che danno corpo all’insieme di cereali e fagioli.

In Toscana la ribollita, ancora di fagioli ma con il cavolo nero e fette di pane che si preferisce mangiare il giorno dopo riscaldata, fa serie concorrenza a quella di farro con l’osso di prosciutto.

In Emilia Romagna i cappelletti nobilitano anche un brodo, mentre nel Lazio con un paio d’uova e poco formaggio si inventa la delicata stracciatella.

In Abruzzo la minestra piu’ famosa è anche un po’ scaramantica perché si prepara solo in maggio con sette verdure fresche, sette legumi secchi e sette tipi di pasta diversi, di solito avanzi della dispensa; si chiama Virtù, ed è un omaggio alle donne che la preparano ma anche al numero sette ritenuto di buon auspicio.

La zuppa di cicoria è tipica napoletana, una minestra che nel periodo di carnevale diventava assai sostanziosa poiché vi si aggiungevano molte parti del maiale. 

In Calabria e in Sicilia il macco di fave, secche o fresche a seconda della stagione, è un antichissimo piatto noto già ai tempi dei Romani che oggi viene preparato anche aggiungendo alla crema di legumi degli spaghetti spezzettati

E per chiudere questa brevissima e necessariamente incompleta carrellata, la suppa quatta inventata dai pastori sardi con gli ingredienti a loro disposizione: pane, formaggio e brodo di agnello.Insieme ad Alice, alcune ricette per preparare le favolose zuppe e minestre proprie della nostra genuina Italia:

Ricette zuppe, minestre e creme

Acquacotta

Mesciua nei coccettiPasta e fagioliMinestra di ceciZuppa di baccalà e cavoletti

Zuppa di cipolle al gratinCrema di zucca e castagneCrema di piselli con broccoli e salmone

 Vellutata di recupero

Vellutata di zucchine

Zuppe, minestre e creme: comfort food per l’inverno ultima modifica: 2013-04-12T03:56:21+00:00 da