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Tipi di pesce azzurro: quanti e quali tipi ne conosciamo?

Quando si parla di pesce azzurro ci viene da pensare all’alice, alla sardina, allo sgombro, le specie più abbondanti e pescate in tutti i mari italiani. E sono questi i tre pesci azzurri più diffusi e anche quelli più utilizzati nelle tradizionali ricette italiane. Tanto che anche la loro conservazione sotto olio o sotto sale è tipica di molte regioni e anche la moderna industria conserviera li propone in numerose versioni.

L’acciuga, la sardina e lo sgombro
sono pesci migratori che vivono in grandi branchi che in primavera si avvicinano alla costa, in autunno si allontanano e scendono ad oltre 100 metri di profondità. La pesca viene praticata soprattutto con reti da circuizione (lampara o cianciolo, con reti da traino pelagico e di inverno anche con lo strascico. Lo sgombro è pescato anche con lenze ferme o trascinate. L’aguglia, che si distingue per il suo corpo allungato ed il caratteristico becco, è anch’esso un pesce migratore che vive in branchi in mare aperto, talvolta risale le acque salmastre e la si trova anche in lagune costiere. Un tempo per la sua pesca si usava una rete appositamente costruita detta “agugliara”; oggi per lo più la si cattura con reti da circuizione. Il colore verde della spina centrale dell’aguglia non deve far pensare che il prodotto non sia fresco ma è una specifica caratteristica di questo pesce.

Pesce azzurro: economico, sano, fresco

Il pesce azzurro, proprio perché pescato in tutti i mari italiani e quindi vicino ai mercati di vendita, offre la massima garanzia di freschezza ed economicità. è presente nella maggior parte dei mercati italiani quasi tutto l’anno.

Il pesce azzurro è un alimento adatto a soddisfare le esigenze di tutta la famiglia, dai bambini ai nonni, sia per il valore nutrizionale che per le sue carni gustose. Malgrado ciò, spesso, la scelta del consumatore si indirizza verso specie medio-pregiate, scarse nei nostri mari e quindi in gran parte importate, a scapito della commercializzazione del pesce azzurro, più diffuso, abbondante ed economico.

Pesce azzurro: ideale in una dieta bilanciata e con pochi grassi

Per quanto riguarda il contenuto in grassi, nel pesce azzurro è di solito poco elevato, ad eccezione dello sgombro, il cui tenore medio in grassi è dell’11%, e della sardina, in alcuni periodi dell’anno. Quest’ultima infatti presenta una variabilità di contenuto lipidico oscillante dal 2% fino ad un massimo del 20%, nei mesi estivi, mentre la variabilità in grassi delle altre specie è minore. Per quanto riguarda la composizione di questi grassi, il pesce azzurro è una delle fonti principali di quegli acidi grassi utili per la salute dell’uomo.

Rilevanti sono anche nelle acciughe, nelle sardine e negli sgombri le quantità di vitamina B2, PP e ferro. L’apporto in calorie fornito da 100 grammi di parte edibile (carne privata dello scarto) delle più comuni specie di pesce azzurro, senza aggiunta di condimenti, non è elevato, oscillando tra le 89 Kcalorie dell’aguglia e le 168 Kcalorie dello sgombro.

Per un approfondimento potete leggere: Pesce azzurro in tutta salute!

Tipi di pesce azzurro ultima modifica: 2010-11-16T15:54:15+00:00 da