L’antica famiglia Brogna e l’azienda Gabro rappresentano in pieno la testimonianza che la produzione olearia calabrese, anno dopo anno, si afferma come una fra le più moderne e grandi realtà produttive di olio extravergine di qualità.
C’era una volta...così potrebbe cominciare la storia dell'olivo in Calabria, quando oltre 3000 anni fa i greci lo portarono in terre che parevano inadatte a essere coltivate. Invece, da allora, l’olivo ha segnato le diverse fasi dell’economia calabrese e in qualche modo la sua storia si è intrecciata con quella dell’Italia.
Oronzo Brogna inizia nel 1909 con un piccolo frantoio, già allora conosciuto e apprezzato per l’affidabilità della lavorazione e per la qualità del prodotto. Oggi al timone dell'azienda a Lauropoli, piccolo centro alle falde del monte Pollino, vi sono le ultime generazioni che hanno dato all’azienda un forte impulso e hanno voluto caratterizzare le produzioni di extravergine con una connotazione tipicamente locale.
Hanno puntato sulle olive caratteristiche del territorio Grossa di Cassano e "Tondino" e sulla produzione dell’extravergine biologico, con una scelta coraggiosa e difficile, resa possibile anche grazie all’utilizzo di processi produttivi innovativi e al continuo lavoro di Ricerca e Sviluppo che la Gabro attua in proprio. E’ l’esempio di una filiera moderna e di successo. Ma è anche l’esempio di un’antica tradizione del Sud, che può evolversi e generare lavoro e ricchezza.
Un’azienda-modello dunque, oggi grande e articolata, sempre orientata all’innovazione, ma ancora fondata su una conduzione fieramente familiare, giunta alla terza generazione con Mario, che segue il settore commerciale e Antonio che si occupa degli aspetti amministrativi, e alla quarta con le nipoti, anch’esse già al lavoro.
Qui, tutto è genuino, nel senso più autentico del termine, e la tensione all’innovazione che da sempre caratterizza l’operato dei Brogna sembra addirittura trovare in queste radici fondamenta salde e profonde: personale e manodopera specializzati in collaborazione con il dipartimento di ingegneria e marketing dell’Università della Calabria e con il Cra isol (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura) per lo sviluppo della ricerca in campo oleario.
Due universitari che seguono un progetto biennale, sul fronte del marketing e dei test dei vari tipi di olio (in particolare dei vari monocultivar), volto a ricavare anche informazioni sui principi nutrizionali, i polifenoili, i trigliceridi, e scoprire quale varietà invecchia più tardi, mantiene nel tempo le proprietà migliori che permetteranno di incrementare un cultivar rispetto ad un altro. I cultivar più diffusi e tipici del territorio sono il Grossa di Cassano e il Todino, le olive tipiche del nostro territorio. Insomma, un secolo di attività ma i primi a certificare la dop Bruzio e tra le prime aziende a fare la scelta biologica. Il 90 % della produzione è indirizzata all’estero e in particolare in Danimarca, Svezia e Germania.
L’esportazione è cominciata nel 1992 e oggi i clienti sono ritenuti “un grande patrimonio”, poiché con essi i Brogna hanno instaurato un rapporto di fiducia, stima e credibilità: hanno fatto visitare loro l’azienda, conoscere le persone, la loro etica del lavoro. Nonostante il territorio in cui vivono, come spiega Mario: “Non abbiamo un tessuto imprenditoriale semplice: mancano servizi, infrastrutture e altre aziende che possano aiutarci a supportare la nostra. Con il nostro lavoro speriamo di poter incrementare la filiera agroalimentare e creare un indotto.
A volte perdiamo giornate intere perché non troviamo manodopera e ricambi per i macchinari che possono rompersi. Ogni spedizione che effettuiamo è vissuta con ansia e dobbiamo programmare con pazienza ogni singolo aspetto della commercializzazione. Anche cambiare un corriere o un fornitore, diventa un problema. Abbiamo costi esorbitanti anche per cambiare una linea di prodotto, un’etichetta o un tappo. Tutte queste cose non ci aiutano a crescere. Ma l’amore, la dedizione al lavoro e l’operare con onestà e dignità, che ci sono strati trasmessi da nostro padre, ci fanno superare qualunque difficoltà”.
Un territorio difficile, per molti versi, ma anche generoso di sole, di clima: un’area, che, in mezz’ora di strada, consente di passare dal livello del Mare Ionio, blu e profondo, alle altitudini del Monte Pollino che si affaccia sulla Piana di Sibari, dove non mancano acqua e brezze piacevoli che rendono la zona, temperata e asciutta, una sorta di piccolo paradiso per l’agricoltura. Fattori che, con la terra, fanno così buone la Grossa di Cassano e il Tondino ma che hanno anche favorito e incoraggiato la scelta della coltivazione biologica, pur complessa e impegnativa. In più, in frantoio le olive si lavorano nelle 24 ore successive alla raccolta, per evitare che la fermentazione ne comprometta la qualità.
“Raccogliamo solo olive fresche e sane e differenziamo l’olio solo in base all’epoca di raccolta e alle varietà. L’acidità, qui, è sempre molto bassa. Lavoriamo con il meglio dei frutti della nostra terra, ma sono indubbiamente l’amore, la cura e i tipi di trattamento dell’olio, dalla pianta alla bottiglia, a rendere questo olio tanto buono”. Certo, alla tradizione, di cui in Calabria sono tutti sempre fieri, è subentrata la cultura del prodotto e ha via via modificato modi di fare e di pensare.
“Negli anni Ottanta - racconta Mario - “a parlare di bottiglie scure quali migliori contenitori per l’extravergine si veniva presi da marziani, così come il termine fruttato. In passato, era consuetudine raccogliere e ammassare le olive tutte insieme, prima di procedere alla spremitura. Oggi, invece, tutti prediligono le olive fresche e il progresso della tecnologia ci ha aiutato a velocizzare i tempi di molitura: grazie alle macchine si raccolgono quantitativi maggiori; i frantoi a ciclo continuo hanno capacità maggiore di quelli tradizionali e quindi non è più necessario lasciare le olive in magazzino”.
Guardano sempre avanti i Brogna, ma quando chiediamo qual è il piatto in cui meglio si apprezza la genuinità del loro olio è un ricordo a far da pietra di paragone: “Mia madre cucinava i fagioli nella pignatta di coccio, poi ci versava un filo d’olio a crudo: ecco, ancora oggi, per me, il modo migliore per gustare il nostro olio è sui fagioli”.
Info OLEIFICIO GABRO s.r.l. Strada provinciale Lauropoli - Sibari Km 3,700 87011 Cassano allo Ionio (CS) ITALIA Tel.:+39098170339 FAX: +39098170432 Email: gabro@gabro.it
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