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Il salmone norvegese è senza dubbio conosciuto per la tenerezza, il sapore, la delicatezza della sua carne. Quest’ultima, infatti, si distingue per una omogenea distribuzione del grasso, in grado di conferire morbidezza e compattezza, pur mantenendo intatta la sua digeribilità. Senza contare gli alti valori nutrizionali di cui è proprio.

I Valori Nutrizionali del Salmone Norvegese

L’apporto nutritivo del salmone norvegese è straordinario poiché è povero in grassi saturi ma ricco di acidi grassi polinsaturi Omega-3. Inoltre contiene notevoli quantità di vitamine A, D, B12 essenziali per lo sviluppo dei bambini e per rinforzare il sistema nervoso e visivo. Il salmone, in particolare, è molto ricco degli acidi grassi noti come “Omega 3”.

Gli Omega 3 del Salmone Norvegese

foto salmone norvegese

Pensate che una porzione di salmone fresco da 150 gr apporta circa 2,5 gr di Omega 3, ben più dei 500 milligrammi indicati dalle linee guida internazionali come razione giornaliera ottimale necessaria per garantire una condizione di benessere. In breve, con due porzioni di salmone si riesce a coprire il fabbisogno medio di questi acidi grassi per una settimana.

Ma cosa sono gli Omega 3?

Quando parliamo di Omega 3 intendiamo quegli acidi grassi dotati di una nutrita serie di effetti favorevoli sul nostro organismo. Ne esistono in natura essenzialmente tre tipi: l’EPA ed il DHA (le due molecole “più lunghe”), che si trovano soprattutto nel pesce, e l’ALA (la molecola più corta), che si trova anche in molti vegetali, come le noci, alcuni oli di semi, alcune verdure. L’ALA, nel nostro organismo, può essere “allungato” ad EPA e a DHA: ma questi processi avvengono in maniera variabile, e talora poco efficiente (in particolar modo tra i bambini molto piccoli e negli anziani).

Un adeguato apporto “diretto” di EPA e DHA, secondo molti nutrizionisti, è quindi importante per la salute. Gli effetti di questi due Omega 3, nel nostro organismo, sono inoltre differenti: l’EPA (tecnicamente “acido eicosapentenoico”) rappresenta per l’organismo il principio base per produrre particolari molecole (i cosiddetti “eicosanoidi”), dotate di azione antinfiammatoria, vasodilatatoria, antiaggregante (in grado, cioè, di bloccare l’aggregazione delle piastrine e quindi la formazione dei trombi).

foto salmone norvegese

Il suo ruolo è quindi importante soprattutto nella prevenzione di molte malattie, e in particolare delle malattie cardiovascolari (come l’infarto di cuore), delle malattie degenerative come l’Alzheimer. In un modello in vitro, inoltre, Hemli H et al hanno dimostrato nel 2002 che l’EPA presente nei pesci grassi (soprattutto salmone, tonno e sgombro) sarebbe in grado di neutralizzare alcuni tipi di cellule cancerogene, favorendone la cosiddetta “apoptosi” (una sorta di morte programmata) e ricoprendo dunque un ruolo potenzialmente interessante nella
prevenzione di alcune forme di cancro, come i linfomi.

Il DHA (tecnicamente “acido docosaesaenoico”), al contrario, è soprattutto un componente strutturale essenziale di molti tessuti nobili del nostro organismo, e specie del tessuto nervoso: è quindi un “mattone” indispensabile per costruire, e mantenere in efficienza funzionale, organi come il cervello, la retina, ecc.

Gli effetti dei due acidi grassi tendono tuttavia a sovrapporsi, in alcune aree del nostro benessere: in uno studio condotto a Chicago su circa 800 soggetti anziani e pubblicato nel 2003 dal Morris MC et al, Consumption of fish and n-3 fatty acids and risk of incident Alzheimer disease, si dimostra che il rischio di chi consuma pesce almeno una volta la settimana è circa dimezzato rispetto a chi non ne consuma di fatto mai.

foto salmone norvegese

Secondo diversi studi, gli Omega 3 influenzerebbero favorevolmente l’umore. Non sono poche infatti le segnalazioni che un adeguato apporto alimentare di questi acidi grassi si associa ad un rischio sensibilmente ridotto di sviluppare una patologia depressiva. Una recente metanalisi di Lin PY indica che tale effetto protettivo è dell’ordine del 30% circa, negli studi controllati condotti e reperibili in letteratura.

Il salmone, che contiene complessivamente oltre un grammo di Omega 3 a lunga catena per 100 g di prodotto (ed oltre 2 grammi nel salmone di allevamento), apporta sia una quantità elevata dell’Omega 3 più “strutturale”, e cioè il DHA (ed è quindi particolarmente adatto all’alimentazione dei bambini, nei quali le strutture nobili ricche in DHA sono ancora in fase di sviluppo) sia di EPA, più “cardioprotettivo”, importante soprattutto per le persone adulte, nelle quali anche il controllo dei fattori di rischio cardiovascolari assume un significato specifico ed importante.

Salmone Norvegese: Proprietà e Benefici ultima modifica: 2017-01-24T15:23:18+00:00 da alicecoccia