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Gli Omega 3 del Salmone Norvegese in Gravidanza

Come tutti ben sappiamo, il salmone è un ingrediente ricco di Omega 3, acidi grassi che rivestono un ruolo importante nella nostra alimentazione. Ma c’è da dire che mangiare salmone è molto importante, poiché gli Omega 3 sono composti che il nostro organismo non è in grado di produrre in modo ottimale, e che è quindi necessario introdurre con il cibo.

Inoltre, un consumo adeguato di pesce è consigliabile per una corretta alimentazione, in qualsiasi età: oltre che per il contenuto di acidi grassi polinsaturi Omega 3 anche per l’interessante tenore di altri nutrienti, vitamine, minerali.

Vi è una particolare situazione ed un’età in cui gli Omega 3 hanno una funzione che è fondamentale per l’organismo umano: sono la gravidanza e i primi anni di vita. Gravidanza e allattamento sono, infatti, le due fasi della vita in cui un apporto di acidi grassi polinsaturi (in particolare Omega 3) deve essere adeguato, al fine di permettere un ottimale sviluppo del feto ed una regolare crescita del neonato.

Gli acidi grassi polinsaturi regolano il processo di crescita nello sviluppo del feto; in particolare, gli Omega 3 svolgono un ruolo importante nello sviluppo del sistema nervoso centrale. Nell’ultimo trimestre di gravidanza si ha un progressivo passaggio di acidi grassi polinsaturi dal lato materno a quello fetale, noto come processo di biomagnificazione: questo è il motivo per cui il prematuro nasce con un pattern di acidi grassi polinsaturi a lunga catena inferiori rispetto al neonato a termine.

Uno studio di Hibbeln JR et al pubblicato nel 2007 sull’autorevole rivista “The Lancet” ha in particolare dimostrato l’importanza di questi fenomeni in uno sviluppo armonico del bambino e del suo cervello: il consumo di almeno 340 grammi di pesce o alimenti di origine marina per settimana da parte della madre, durante il III trimestre di gravidanza, si associa infatti ad un migliore quoziente di intelligenza, specie per le abilità verbali, ed a migliori capacità sia motorie che relazionali dopo la nascita, valutate tra l’età di 6 mesi e quella di 8 anni.

Tra gli effetti favorevoli degli Omega 3 va ricordato che un loro consumo regolare tende anche a facilitare il raggiungimento della durata “normale” della gravidanza, riducendo il rischio di parto prematuro e, secondo alcuni dati, anche delle interruzioni precoci della gravidanza. Queste informazioni sono state confermate in un recentissimo studio controllato, condotto secondo una metodica molto rigorosa negli Stati Uniti.

Secondo questo studio sarebbe soprattutto il DHA a controllare la durata della gravidanza. Si può anche osservare, al proposito, che poiché il DHA rappresenta ben il 70% degli Omega 3 del salmone, è sufficiente consumarne due porzioni abbondanti alla settimana per raggiungere la quantità di DHA (600 mg al giorno) utilizzata dai ricercatori nel loro studio.

Gli Omega 3, infatti, per il loro specifico meccanismo d’azione biochimica, posseggono una certa capacità di rilasciare la muscolatura liscia (un’azione, in altre parole, “miorilassante”): essi attenuano quindi anche l’attività di contrazione della muscolatura liscia dell’utero, permettendo così al feto di completare la propria vita intrauterina e di presentarsi nella forma migliore all’impatto con il mondo.

L’importanza di un’adeguata disponibilità di acidi grassi polinsaturi continua anche dopo la nascita, ed è pertanto importante che il neonato abbia un adeguato apporto di Omega 3 attraverso il latte. È stato dimostrato che pochi milligrammi in più di acidi grassi polinsaturi nel
neonato allattato al seno si riflettono di un 30% in più a livello della corteccia celebrale rispetto a coloro che vengono allattati con latte artificiale. Il latte materno si conferma quindi il migliore alimento per i neonati specie se, grazie ad un’appropriata alimentazione della madre, garantisce un adeguato apporto di acidi grassi polinsaturi Omega 3.

L’apporto dietetico in acidi grassi polinsaturi (specie Omega 3) delle future mamme è quindi molto importante. Situazioni a particolare rischio, da questo punto di vista, sono il vegetarianismo (specie “vegan”), o il fumo, caratterizzate da un basso apporto di Omega 3 nel corso della gestazione e attraverso il latte materno.

Una parola a parte, tra gli altri componenti nutrizionalmente interessanti del salmone, merita la vitamina D. Si tratta di una vitamina un po’ particolare (il nostro corpo è in grado di produrla, grazie all’azione della luce solare sulla pelle) ma della quale si segnala ormai, in molte parti del mondo, una diffusa carenza.

Un problema non banale, se si considera che recenti studi attribuiscono alla vitamina D, a fianco della ben nota capacità di facilitare l’assorbimento del Calcio dall’intestino, contribuendo così alla salute dello scheletro, una serie di effetti favorevoli del tutto nuova. La vitamina D migliorerebbe infatti le cosiddette “difese dell’organismo”, stimolando i meccanismi immunitari, e possiederebbe inoltre effetti favorevoli sul rischio di infarto e di malattie come la demenza di Alzheimer.

In conclusione è essenziale il consumo di pesce per qualsiasi individuo ed a qualunque età, per l’apporto di nutrienti, di proteine di alta qualità, di vitamina D, vitamina B12, iodio, selenio e acidi grassi polinsaturi come l’Omega 3. Un suo adeguato apporto è utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Gli acidi grassi polinsaturi Omega 3 rivestono in particolare un ruolo importante durante la gravidanza, permettendo uno sviluppo regolare del feto, e durante i primi periodi di vita del neonato.

Il Salmone Norvegese in Cucina

Chi di noi non conosce il salmone norvegese…

Il salmone norvegese è un alimento dalle spiccate caratteristiche nutrizionali e non solo. Oltre ad essere buono, il salmone norvegese è anche semplice da pulire, e quindi pratico da utilizzare per moltissime preparazioni.

La carne morbida e compatta del salmone, infatti, consente di cucinarlo seguendo varie cotture. Può essere lavorato in vari modi, poiché la consistenza della sua carne permette di non disfarsi durante la cottura. E quindi tramite marinatura, fritto, cotto in forno, al vapore, in padella, affumicato, grigliato o crudo. Inoltre, è bene ricordare che nella lavorazione dell’affumicatura, il salmone non modifica il suo valore nutrizionale, anzi si contraddistingue per un lieve aumento del contenuto di sodio.

Il salmone norvegese è un pesce estremamente versatile anche nel taglio della carne, proprio per questo può essere preparato in modi diversi. Dagli antipasti ai primi piatti, passando per i secondi e le salse, il salmone è un tipo di pesce con cui dare vita ad un’ampia varietà di piatti tradizionali ma anche etnici, dal momento che è una delle carni preferite dalla cucina internazionale.

Non dimentichiamo le tartare accompagnate da frutti esotici come mango e avocado, il sushi e il sashimi giapponese, il ceviche latino americano e il carpaccio italiano. Proprio per questo, il salmone si presta molto bene per arricchire i menu delle occasioni più varie: cocktail, piatti delle feste, brunch, pranzi in famiglia e picnic.

Cosa trovare nel salmone norvegese? Sicuramente tenerezza, gusto e delicatezza delle carni, che garantiscono un’ottima digeribilità grazie ad una adeguata distribuzione del grasso.

Curiosità sul salmone norvegese

Si sente, spesso, parlare della presenza di farmaci nei pesci di allevamento. Una credenza presto smentita, poiché è stato dimostrato che i salmoni sono gli animali d’allevamento più sani della Norvegia, in condizioni di salute migliori di quelle umane, misurate in termini di medicine impiegate.

Se, da una parte, un Norvegese su due assume antibiotici almeno una volta all’anno, la cifra per il bestiame è di un esemplare su cinque e per il salmone d’allevamento è di un pesce ogni 200. In Norvegia, l’uso di antibiotici nell’allevamento del salmone è stato molto ristretto negli ultimi 15 anni. Il ricorso minimo ai farmaci nel salmone è stato reso possibile da vaccini più efficaci, locazioni migliori negli allevamenti e la maggiore conoscenza e comprensione che gli allevatori norvegesi hanno sviluppato sulla prevenzione delle malattie.

La garanzia del salmone norvegese

I farmaci per i pesci usati in Norvegia sono approvati dall’UE per la sicurezza negli alimenti. La Norvegia è anche l’unico paese che dispone di statistiche basate sulle prescrizioni e di documentazione al livello nazionale sul consumo.

Le copie di tutte le prescrizioni vengono inviate dal veterinario che prescrive i farmaci al Direttorato della Pesca, che riceve un’ulteriore copia
della stessa dalla farmacia dove viene acquistato il farmaco. In questo modo si garantisce il pieno controllo dei farmaci. Non si trova una documentazione simile in altri paesi che allevano pesce.

Sformatini ai fiocchi di latte e verdure

Una ricetta dal gusto fresco e leggero adatta a tutti, anche per chi riserva sempre un occhio di riguardo alla linea e ad una corretta alimentazione.

La proposta dello chef Daniele Persegani è uno sformatino ai fiocchi di latte e verdure: un antipasto semplice nella preparazione ma che custodisce un gusto invitante e prelibato. Gli sformatini di Daniele Persegani, inoltre, sono ideali anche per chi soffre di intolleranza al lattosio, poiché i fiocchi di latte Exquisa, che il nostro chef utilizza per la ricetta, sono privi di lattosio.

Ora non ci resta che apparecchiare la tavola e dedicare 10 minuti di tempo per i nostri sformatini.

 

Ingredienti

  • Fiocchi di latte senza lattosio: 1 confezione
  • Erba cipollina: q.b.
  • Carote: 3
  • Zucchine: 3
  • Zucchero di canna: un cucchiaio
  • Aceto di mele: q.b.
  • Olio extravergine di oliva: q.b.
  • Peperoncino in polvere: q.b.
  • Sale: q.b.

Gamberoni: caratteristiche e abbinamenti

Pronti a scoprire tutto sui gamberoni?

I gamberi rossi, comunemente chiamati gamberoni, sono protagonisti di un menu estivo leggero, gustoso e perfettamente bilanciato. Squisiti sia crudi sia appena scottati, vengono esaltati da abbinamenti freschi e da note dolci e aromatiche.

I gamberoni sono un alimento povero di grassi e zuccheri, e il consumo di 100 grammi di gamberoni soddisfa il 55% del fabbisogno proteico giornaliero di un individuo adulto.

Menu a base di gamberoni

Vi proponiamo, di seguito, un menu a base di gamberoni. Tre ricette semplici e molto particolari per dare vita ad un menu di pesce facile e sfizioso da preparare. Iniziamo dall’antipasto…

Antipasto: carpaccio di gamberoni con rucola melone e angostura

Sgusciate i gamberoni ed eliminate il filamento scuro dell’intestino; disponeteli tra due fogli di pellicola trasparente e, aiutandovi con un batticarne, batteteli delicatamente fino a ridurne lo spessore. Continuate a leggere la ricetta…

Primo: scialatielli con gamberoni e mentuccia

Quanti di voi rifiuterebbero un bel piatto di scialatielli in bianco con gamberoni e mentuccia? Leggete la ricetta…

Secondo: gamberoni con insalata di pompelmo e finocchi

In questa ricetta la freschezza dei gamberoni appena pescati viene esaltata dal gusto acidulo delpompelmo e dal sapore delicato dei finocchi e dei pomodori verdi. Leggete la ricetta…

Valutazione sensoriale del menu di gamberoni

Il menu è composto da piatti dai sapori gustosi ed equilibrati. Pietanza di estrema gradevolezza, il carpaccio di gamberoni coniuga la dolcezza del gamberone con quella del melone; la rucola apporta una nota erbacea di contrasto, amplificata dal fruttato medio dell’olio delle colline pontine.

L’angostura aggiunge una accattivante nota aromatica finale. Nel primo piatto la dolcezza dello scialatiello entra in lieve contrasto con le note aromatiche della mentuccia romana e con quelle del gamberone; la dolce untuosità dell’olio delle colline pontine costituisce la sintesi finale al palato.

Valutazione nutrizionale del menu di gamberoni

Il menu presenta una bassa densità energetica (127 kcal per 100 grammi); le proteine di origine animale consentono una ulteriore assunzione proteica di origine animale, ma soprattutto vegetale, durante i restanti pasti della giornata, data una assunzione di colesterolo ai limiti dei valori consigliati.

Buono l’apporto di micronutrienti come rame e selenio; è opportuno integrare il menu con alimenti di origine vegetale anche per bilanciare l’azione acidificante del fosforo, importante nutriente che contribuisce al regolare svolgimento del metabolismo energetico umano.

Vino da abbinare ai gamberoni

I vini Franciacorta identificano tutto il territorio posto sulla riva bresciana del Lago di Garda; caratterizzata da suoli sciolti, di antica origine, conferiscono una grande mineralità e aromaticità, ben esaltata dalla spumantizzazione. Le uve provengono dai vitigni Chardonnay, Pinot nero e bianco, e sanno ben coniugare acidità e aroma, con un tenore alcolico non invasivo.

Olio extravergine, olio vergine e olio di oliva: cosa cambia?

Non tutti gli oli di oliva sono uguali. Naturalmente sappiamo bene che di oli in natura ne esistono di varie tipologie: olio di oliva, olio di semi di arachide, di girasole, di mai, di soia, di colza, e molti altri.

In cucina siamo soliti utilizzare quello che, comunemente, chiamiamo olio di oliva. Ma, forse, non tutti sanno che anche nell’olio di oliva, esistono per legge varie classificazioni e tipologie, stilate sulla base di parametri commerciali e qualitativi diversi.

A distinguere un olio di oliva dall’altro sono alcuni importanti fattori, tra cui il grado di acidità dell’olio. Ne nasce una classificazione ben precisa, che distingue l’olio extravergine di oliva, dall’olio vergine di oliva al più semplice olio di oliva, per finire con l’olio di oliva raffinato e l’olio di sansa. Iniziamo dalle due tipologie meno utilizzate fino ad arrivare all’olio più pregiato, l’olio extravergine di oliva.

Ricordiamo che il grado di acidità di un olio è stabilito dalle tecnologie di raccolta e di trasformazione delle olive, dal loro stato sanitario, dal tempo di stoccaggio e dalle attenzioni dedicate al trattamento del prodotto. Più basso è il valore di acidità, maggiore sarà la qualità dell’olio.

Olio di oliva raffinato

L’olio di oliva raffinato non ha colore, né sapore e odore; è un olio con difetti organolettici e nel grado di acidità (in questo caso molto alto). Il nome dell’olio deriva dal procedimento utilizzato per ottenerlo, ovvero per rettifica di oli lampanti.

Olio di sansa di oliva

L’olio di sansa è un mix tra oli provenienti direttamente da olive e oli ottenuti dalla lavorazione della sansa di oliva, un prodotto composto da frammenti di noccioli, bucce di olive e residui di polpa. Il grado di acidità di questo olio, ovvero la percentuale di acido oleico in esso contenuto, non deve essere superiore a 1 g ogni 100 g.

Olio di oliva

L’olio di oliva è composto da oli non trattati derivanti dalle olive e oli che hanno subito un processo di raffinazione. Si ottiene, dunque, dalla mescolatura di una percentuale minima di olio vergine con un olio rettificato, che ha subito processi chimici atti all’eliminazione di difetti organolettici e chimici.

Olio vergine di oliva

L’olio vergine di oliva si ottiene secondo processi che avvengono solamente attraverso tecniche meccaniche. L’acidità dell’olio di oliva vergine, espressa in acido oleico, può essere di un massimo di 2 g per 100 g, e deve seguire le caratteristiche previste dal disciplinare di questa categoria.

Olio extravergine di oliva

L’olio extravergine di oliva è un olio di categoria superiore e migliore, tra quelli illustrati, per la nostra salute. È una tipologia di olio che si ottiene solamente attraverso processi meccanici e deriva direttamente dalle olive. Il grado di acidità libera dell’olio extravergine di oliva è inferiore a 0,8 g per 100 g e, anche in questo caso, deve avere caratteristiche conformi a quelle previste per questa categoria.

Come sostituire le uova nelle ricette

Le uova sono usate nelle ricette per facilitare la lievitazione e per legare gli ingredienti. Scopriamo con Alice quali sono gli elementi che possono sostituire questo ingrediente immancabile in cucina.

Il tipo di sostituto dipende: dallo scopo per cui sono usate le uova nella ricetta originale e dal numero di uova usate. Per certi piatti, come ad esempio i pancakes, la lievitazione non sempre dipende dalle uova e quindi spesso si possono semplicemente omettere e aggiungere un cucchiaio d’acqua per ogni uovo presente nella ricetta originale o un cucchiaio degli ingredienti elencati sotto.

Se non siete sicuri se le uova sono usate come aiuto nelle lievitazione potete, per precauzione, aggiungere la punta di un cucchiaino di lievito in polvere alla ricetta o usare 3/4 di cucchiaino di bicarbonato e un po’ meno di un cucchiaio di aceto di mele (ottimo per le torte al cioccolato).

Un altro trucchetto consiste nell’utilizzare farina autolievitante nella preparazione dei dolci.

Quando nella ricetta sono previste 3 o più uova, come in molte ricette per dolci, le uova aiutano la lievitazione e bisogna quindi sostituirle con qualcosa che abbia un uguale potere lievitante. In alcuni casi usare un sostituto per le uova, quando ne sono previste più di tre, non dà risultati soddisfacenti.

Nella preparazione di torte e biscotti si possono sostituire col “maple syrup”, lo sciroppo d’acero.  Si usa nelle preparazioni vegan al posto delle uova per fare la base di torte e persino degli ottimi cookies al cioccolato! Inoltre usando lo sciroppo d’acero, che è già bello zuccheroso, non c’è bisogno di usare zuccheri raffinati.

I seguenti composti sostituiscono un uovo

Miscela di semi di lino

Amalgamare 1 cucchiaio di semi di lino macinati finemente (polverizzati) con 3 cucchiai d’acqua. Questo composto agisce come legante.

Quando funziona meglio: i semi di lino hanno una sapore ben percepibile e il loro uso è consigliabile in preparazioni come pancakes e prodotti da forno integrali, come i muffins di farina di mais o di farina integrale. L’uovo di semi di lino è perfetto per i biscotti d’avena e la sua consistenza va benissimo per i biscotti in generale, ma è da considerare il sapore che non sempre si sposa con biscotti dall’aroma delicato. Nelle ricette di torte al cioccolato i risultati sono contrastanti, sarebbe meglio usarne solo uno per non sentirne troppo il sapore.

– una piccola mezza banana schiacciata è un buon legante, intrappola le bolle d’aria nelle preparazioni lievitate, rende l’impasto gradevolmente umido e dà un buon sapore. D’altra parte probabilmente non volete che tutti i vostri piatti sappiano di banana, quindi usatela solo nelle preparazioni che vi si prestano. I cibi contenenti banana acquistano un bel colore marrone dorato quando vengono cotti al forno. Questo sostituto è perfetto per pani a lievitazione veloce, muffins, torte, pancakes.

Consiglio: assicuratevi che le banane siano ben mature e che abbiano cominciato ad imbrunire per avere risultati migliori.

Tofu seta

1/4 di tazza di tofu seta frullato con gli ingredienti liquidi della ricetta agisce come legante. E’ adatto per: torte dense e umide, brownies e, in quantità minori, per torte e preparazioni lievitate più leggere e “spumose” (se la ricetta richiede tre uova, usatene solo due di tofu). L’uovo di tofu è praticamente privo di sapore, quindi va alla grande in tutte le ricette di torte. Nelle ricette di biscotti, potrebbe renderli più “spumosi” del dovuto, quindi aggiungete un cucchiaino di amido di mais o arrowroot per evitarlo. I pancakes potrebbero venire un po’ troppo pesanti, quindi non è un ottimo sostituto d’emergenza per questo tipo di ricette, ma con un po’ di esperienza si possono ottenere dei buoni risultati.

Mela grattugiata o purè di prugne

– 1/4 di tazza di mela grattugiata o purè di prugne sono dei buoni leganti. Questi ingredienti rendono più pesante il cibo quindi è meglio aggiungere una punta di un cucchiaino di lievito. Prestare anche una certa attenzione al sapore perché possono lasciare un retrogusto di mela o prugna al cibo.

– 1/4 di tazza di yogurt di soia. E’ molto simile al tofu frullato e rende le preparazioni umide e appetitose. E’ ottimo per pani a lievitazione breve, muffins e torte.

– Per far rendere lucidi panini e prodotti da forno: spennellateli con latte di soia o un misto di acqua e malto.

Sostituti delle uova per polpettoni, polpette e hamburger

Usate patate schiacciate, riso bollito, Marmite o burro di noccioline (o di semi di girasole o tahini) mescolati con poca acqua bollente per rendere l’impasto più umido e malleabile. Per renderlo più secco, aggiungete pangrattato, farina (sperimentate con farina integrale, di riso, di ceci, di mais fino a trovare la vostra preferita) o fiocchi di cereali al naturale (non quelli per la colazione, mi raccomando).

Per sostituire le uova in cibi che richiedono una cottura al forno usate prodotti come No Egg o Ener-G: 1 cucchiaino e mezzo miscelato con 2 cucchiai di acqua. Sono ottimi nei biscotti o nelle preparazioni che devono risultare un po’ croccanti.

1 1/2 cucchiano di miscela + 1 cucchiaio di acqua = 1 rosso d’uovo 

1 1/2 cucchiano di miscela + 2 cucchiaio di acqua = 1 uovo intero

In ogni ricetta dove le uova sono usate per aiutare la lievitazione usate un po’ più di bicarbonato o lievito di quando le uova sono usate come legante. Usate precauzione nell’aumentare la quantità perché troppo lievito o bicarbonato possono alterare il gusto e la consistenza.

Un pò delle ricette di Alice senza uova:

 Ciambellone senza uova

Dolcetti al cocco senza uova

Tiramisù senza uova

Pasticcio di lasagne senza glutine e senza uova

 

Le uova: caratteristiche e proprietà

L’uovo è un alimento altamente nutriente, ricco di proteine complete di alta qualità, che contengono tutti gli amminoacidi essenziali per il nostro organismo. Pensate che ogni uovo è un piccolo scrigno di vitamine e minerali: vitamina A, riboflavina, acido folico, vitamina B6, vitamina B12, colina, ferro, calcio, fosforo e potassio. Che altro si può volere da un solo alimento, per di più economico? È importante quindi introdurre le uova nella nostra dieta. E nel caso di intolleranza alle uova? Qui trovate qualche utile consiglio su come sostituire le uova nelle ricette.

Le uova sono quindi ottimi ingredienti di impasti per i nostri prodotti da forno preferiti, forniscono molto nutrimento ad un costo basso e sono alla base di tutta una serie di piatti deliziosi.

Le uova: valori nutrizionali

L’uovo è un ottimo alimento e contiene vitamine e sali minerali in quantità elevata. Per le sue caratteristiche nutrizionali è considerato uno degli alimenti proteici più completi in natura, e un ottimo complemento dei carboidrati normalmente presenti nella dieta mediterranea.

La digeribilità dell’uovo è buona ed il contenuto in grassi rientra nella media degli altri alimenti proteico.

Per quanto riguarda il colesterolo, non è certamente la quantità assunta con le uova che può far variare il suo livello nel sangue. Un paio di uova a settimana non creano problemi nemmeno a chi ha il colesterolo alto.

Le uova: dove acquistarle

Molti dei nostri allevamenti di galline ovaiole vengono allevati in ambienti collinari o montani, circondati da un ambiente ancora poco contaminato. Qui vengono allevati i pulcini che, divenuti galline a 115-120 giorni di età, iniziano a deporre le uova. Le galline sono nutrite con alimenti naturali come granoturco, soia, sali minerali, calcio (fondamentale per la formazione del guscio), farina di carote e vitamine. Le uova sono poi raccolte con particolari sistemi che ne limitano la manipolazione e le possibili rotture, confezionate giornalmente nelle cascine piemontesi, che hanno una speciale autorizzazione del Ministero dell’Agricoltura, e portate molto spesso dallo stesso allevatore al negozio per la vendita.

È importante acquistare solo uova confezionate, perché provengono da allevamenti controllati regolarmente dal Servizio Veterinario.

Uova fresche, come riconoscerle?

Ricordate che un uovo fresco possiede sempre le seguenti caratteristiche:

  • il guscio è vellutato e pulito
  • il tuorlo è privo di macchie
  • l’albume è limpido, chiaro, gelatinoso e privo di corpi estranei.

Prima dell’acquisto è importante controllare sempre la data di scadenza indicate sulle confezioni.

Una volta acquistate, le uova vanno conservate in frigorifero nell’apposito scomparto, evitando il più possibile gli sbalzi di temperatura.

10 curiosità sulle uova

1. Come fare le uova a forma di cubo?

Esiste in commercio un prodotto che fa sì che le uova sode siano pressate a dadini. Una tecnica che potrebbe tornarci utile se avessimo bisogno di “impilare” le uova sode.

2. Uova di gallina a più colori: bianco e marrone

Sapevate che diverse razze di galline producono uova di differenti colori? Oltre al tipico bianco e marrone, alcune galline fanno uova di colore tra la tonalità del blu e del verde, del rossastro, o perfino a chiazze! Un luogo ideale per cercare i colori delle uova atipici è tra i banchi del mercato locale degli agricoltori.

3. Come capire se un uovo è fresco

Se vogliamo sapere la freschezza di un uovo, c’è il classico esperimento domestico: possiamo riempire una ciotola con acqua sufficiente a coprire le uova, e immergerle nella ciotola. Se un uovo affonda fino in fondo, è fresco. Se galleggia verso l’alto, non lo è! Questo accade nell’uovo “vecchio”, all’interno del quale si sviluppa aria che lo fa galleggiare.

4. Le uova come cura per la sbornia?

Sembrerebbe proprio di sì! Le uova possono farci passare la sbornia della sera precedente!

5. Uova crude

Moltissime ricette classiche e di base hanno bisogno delle uova crude per essere realizzate: la maionese, i condimenti come la Caesar salad, e anche alcuni cocktail.
Nel caso delle uova crude torniamo alla nostra premessa, in cui abbiamo accennato ai timori della salmonella, il cui rischio si riduce molto se utilizziamo uova più fresche o uova pastorizzate.

6. Tante uova… Quante uova?

Non solo di gallina, ma uova di anatra, quaglia, emù, oca e struzzo! Tante le varietà… e possono essere tutte cucinate.

7. Quale uovo scegliere? Mission impossible

Quasi come quando da parrucchiere dobbiamo cambiare il colore dei capelli e ci si pone il dubbio amletico di quale tonalità scegliere. Con le uova sembra un po’ la stessa cosa, perché spesso sono oggetto di disputa tra molte informazioni contraddittorie. Quale tipologia di uova è migliore, quali i costi, la salute delle galline, l’ambiente in cui si producono, etc… un vero e proprio studio.

8. Non si butta via niente: anche i gusci sono utili

Non buttate via i vostri gusci d’uovo. Perché non realizzare delle bellissime decorazioni per la festività pasquali?

9. Uova conservate di “secolo in secolo”: una prelibatezza cinese

Vi sono delle uova di colore scuro, che si ottengono conservandole – crude – per alcuni mesi in un composto di cenere di legno, sale, calce e argilla. E durano per moltissimo tempo!

10. Ricette con le uova

Esistono davvero infinite ricette a base di uova, avete soltanto da scegliere quella che fa per voi. Prego… servitevi pure del nostro cerca ricette di Alice!

Ricette estive light per l’abbronzatura

Quest’estate volete sfoggiare un’abbronzatura impeccabile? Ecco qualche consiglio e tre golosissime ricette estive light per ottenere una tintarella perfetta e in totale sicurezza.

L’estate si avvicina… alzi la mano chi non ha mai provato o almeno pensato di prepararsi al sole e al mare sgranocchiando chili di carote (magari in una triste dieta dell’ultimo minuto per ritornare nel bikini dell’anno scorso) o, peggio ancora, iniziando cicli di lampade costosissime. E se vi dicessi che possiamo ottenere un’abbronzatura perfetta mangiando piatti buonissimi, che fanno bene alla nostra salute e senza spendere un centesimo? Ebbene sì, la natura ci offre tantissimi alimenti ricchi di sostanze che fanno bene alla pelle e che aiutano ad abbronzarsi bene. È vero, le carote sono ricche di queste sostanze, dette appunto carotenoidi, che si trasformano in vitamina A, indispensabile per gli occhi e per la salute della nostra pelle: pensate che bastano 50 g di carote al giorno per soddisfare il nostro fabbisogno di vitamina A! Però non tutti sanno che questi composti vengono assorbiti molto di più se gli alimenti vengono leggermente cotti e abbinati a un grasso. Morale della favola? Sgranocchiare carotine crude solo per un’abbronzatura perfetta non serve a niente! Bisogna farlo nel modo giusto e con i giusti abbinamenti.

Quindi andiamo ai fornelli e iniziamo a preparare un pranzo all’insegna dei carotenoidi con ricette gustose, light e soprattutto varie, perché queste sostanze si trovano in tantissimi altri alimenti oltre le carote, come la zucca, le albicocche, il melone e gli ortaggi di colore verde scuro come gli spinaci.

Ricette estive light: primo piatto (387 Kcal)

Timballo verde alla romana, ricetta estiva light

Un buon primo piatto vegetariano, sano gustoso e dal ridotto apporto calorico: solo 387 calorie per una porzione, meno di 100 g di riso in bianco condito con un piccolo cucchiaino di olio. Il timballo verde alla romana con zucchine spinaci e cavolfiore è un’ottima soluzione quando si vuol portare in tavola una ricetta estiva light, gustosa e saporita, che ci aiuti a mantenere la linea.

Consulta la ricetta completa del timballo verde alla romana

Ricette estive light: secondo piatto (338 Kcal)

Calamari ripieni su crema di carote, ricetta estiva light

Un secondo di pesce colorato e assai gustoso malgrado il numero di calorie molto ridotto, appena 338: sono i calamari ripieni su crema di carote, una bella ricetta estiva light per restare in forma mangiando con gusto. Volete un’idea delle calorie che state ingerendo? Prendete tre mele, sbucciatele e mettetele in un piatto. Poi guardate il vostro bel piatto di calamari ripieni, colorato e appetitoso… ne hanno persino qualcuna in meno!

Consulta la ricetta completa dei calamari ripieni su crema di carote

Ricette estive light: dessert (141 Kcal)

Macedonia di melone e ananas, ricetta estiva light

La macedonia di melone e ananas con crema di ricotta e mandorle tostate è un ottimo dessert ipocalorico, ricco di gusto e benessere. Ricetta estiva assolutamente light, con appena 141 Kcal, la macedonia di melone e ananas ci permette di portare in tavola un piatto leggero, goloso e pieno di alimenti buoni per la nostra salute. Pensate che questo dolce, molto ricco non solo di sostanze benefiche ma anche di tanto gusto, ha meno calorie di 5 gallette di riso.

Consulta la ricetta completa della macedonia di melone e ananas

Credits:

Testo di Chiara Manzi, direttore scientifico di Art joins nutrition Academy
Foto e styling di Elisa Andreini

Pesce fresco a Maggio: il cefalo

Ai banchi del pesce a Maggio protagonista d’eccezione è il cefalo (Mugil cephalus): scopriamo con Michele Chinappi le sue caratteristiche, come pulirlo e gli abbinamenti adatti!

Il cefalo

E’ una specie ittica eurialina, capace di tollerare grandi variazioni di salinità dell’acqua marina. Gli esemplari trascorrono l’inverno in mare, dove si riproducono deponendo le uova. In primavera risentono dell’attrazione dell’acqua dolce e si avvicinano agli estuari, alla laguna o ai laghi costieri (ove la salinità è più ridotta per il parziale rimescolamento dell’acqua salata con quella dolce). Nella tarda estate e agli inizi dell’autunno la specie si riproduce ritornando all’acqua salata. Le acque del litorale del golfo di Gaeta e del sud-pontino sono ricche di apporti di acque dolci e consentono di reperire cefali di ottima qualità. La presenza di grasso (6,8%) dà morbidezza e sapidità alle carni, e permette di inserire nella dieta quotidiana grassi omega-3 e omega-6 di buona qualità.

Ricette consigliate con il cefalo: Llime e menta, lampone e aceto balsamico, pomodorini torpedino e basilico, e tanti altri. Questi abbinamenti, freschi e originali, esaltano le carni tenere e delicate del cefalo. Il risultato? Preparazioni adatte a ogni stagione, leggere e dal sapore ora acidulo ora dolce – a seconda dell’accostamento – ma sempre ben equilibrate e bilanciate. Tutte firmate Michele Chinappi

Aguglia (belone belone)

Specie gregaria, vive in fondali profondi dove caccia in banchi numerosi. Questi si avvicinano alla costa nella tarda primavera, precisamente a maggio, dove su fondali non molto profondi si nutrono di piccoli pesci azzurri. È in questo periodo che si riproducono. Restano in prossimità della riva per tutta l’estate fino a fine autunno e, talvolta, anche durante l’inverno. Si pesca con reti a strascico o con reti a circuizione; agevole è la cattura con lenze. Fa parte della grande famiglia del pesce azzurro. Le sue carni hanno un ridotto contenuto di grasso (solo il 2,1%); quello di acidi grassi omega-3 è pari a nasello o alice. Vanno consumate in tempi rapidi, a causa dell’elevata ossidabilità dei grassi omega-3.

Ricetta consigliata: cuocete al vapore i carciofi (varietà cimarolo romanesco), svuotateli delle foglie più interne e farciteli con filetti di aguglia grigliati e olive verdi di Gaeta snocciolate. Accompagnate con una dadolatina di pomodorini torpedino e basilico.

Grongo (conger conger)

È una specie ittica anguilliforme molto diffusa nei fondali rocciosi del mar Mediterraneo (fino a 1000 m di profondità); il substrato roccioso è il suo habitat ideale, dove si cela tendendo agguati a molluschi e crostacei. La riproduzione avviene durante il periodo estivo. La voracità degli esemplari consente loro di raggiungere dimensioni ragguardevoli. Si può pescare anche con reti a strascico ma le carni sono di migliore qualità quando abbocca alle esche dei palangari o se catturato con le nasse. Le sue carni sono piuttosto magre.

Ricetta consigliata: sfilettate il grongo fino a ottenere tanti tranci (lunghi circa 10 cm), infarinateli e arrotolateli leggermente, unendo le estremità con gli stecchini. Fateli cuocere in padella con un filo di olio e l’aglio; unite i capperi, le olive verdi di Gaeta snocciolate e i pomodorini torpedino. Salate, pepate e fate cuocere per circa 8 minuti.

 

I prodotti di stagione: la spesa di Aprile

Frutta e verdure ad Aprile: cosa comprare?

Arriva la primavera e con essa tornano le prime ondate di caldo e i banchi di frutta e verdura iniziano ad arricchirsi di colori vivi e accesi.  Cosa comprare nei banchi del mercato ad Aprile? Ecco qualche utile consiglio affinché abbiate sempre a vostra disposizione frutta e verdura di stagione per sbizzarrirvi ai fornelli!

Verdura di stagione ad Aprile

Dopo broccoli, cavolfiore e verza, già presenti dal mese precedente, ecco che ad Aprile spiccano in tutta la loro freschezza le verdure dalle foglie verdi come asparagi e carciofi: ottimi cibi depurativi e drenanti. Trifolati, conditi con la pasta o cotti al vapore, sia gli asparagi sia i carciofi sono un ottimo ingrediente per la dieta quotidiana grazie al loro basso contenuto calorico e aiutano a depurare il fegato, che dopo i pasti invernali spesso mostra segni di affaticamento.

Nella spesa di stagione del mese di aprile non dimenticate di acquistare il porro: divertente sostituto della cipolla e ottimo per le proprietà diuretiche, può essere utilizzato per soffritti o come ingrediente nella preparazione di pasta, zuppe e frittate.

Via libera inoltre a carotefave, ravanelli e piselli in insalata e spinaci, ricchissimi di vitamina A, C, E, B2 e B6, magnesio, manganese, calcio e ferro: vi doneranno la giusta carica d’energia per affrontare le attività della bella stagione che ritorna, ed insieme ad agretti, lattuga fresca e cicoria (perfetta per depurare intestino e reni)  diventeranno tutti protagonisti stagionali di menu per pranzi veloci, sani e gustosi!

Frutta di stagione ad Aprile

Ad Aprile possiamo acquistare (ancora per poco) tra i banchi gli ultimi frutti invernali del mese precedente: arance, limoni, mele e pere. Piuttosto preparatevi all’arrivo delle fragole a fine mese, ancora meglio se biologiche, perché questo delizioso frutto è delicato e molti produttori sono tentati di proteggerle con rimedi che hanno poco di naturale. Al momento dell’acquisto inoltre, controllate sempre se le fragole siano sode e di colore rosso uniforme: la presenza di sfumature bianche o verdastre sulla superficie sono sintomo che il frutto è ancora acerbo.

Aprile è anche il mese delle nespole: un frutto molto conosciuto nel passato, che regolarizza le funzioni intestinali senza irritare. La nespola è ricca di fibre, zuccheri, sali minerali, acidi organici e vitamina A.  Tra la frutta stagionale primaverile ricordiamo anche i kiwi pompelmi.

Le ricette primaverili di Aprile

Tante le ricette di primavera da portare in tavola in questo ricco mese: non solo gustose ma anche “curative” di quei piccoli e grandi disturbi che compaiono soprattutto in questa stagione.
Allora ci viene anche da chiederci: cosa mangiare in primavera per tenerci in forma? Quali piatti portare in tavola per non appesantirci?

Questi alcuni esempi di ricette per arricchire il vostro menu primaverile di Aprile:

Primizie di primavera
Torta di fave e pecorino
Torta di patate, fagiolini e asparagi
Zuppa primavera
Pollo primavera ripieno
Crostata alle fragole
Torta al mascarpone e kiwi