Category Archives: Frutta e Verdura

Parmigiana di Carciofi

Un secondo piatto che può essere definito una variante della classica parmigiana di melanzane. Parliamo della parmigiana di carciofi, una ricetta preparata con uno dei protagonisti della stagione primaverile, i carciofi.

Semplice e veloce, la parmigiana di carciofi richiede pochi ma saporiti ingredienti, che aiutano a fare la differenza a tavola. In questo caso i carciofi, tra gli ortaggi più versatili che troviamo in cucina, sono i veri protagonisti di questa ricetta da cogliere al volo.

Dall’antipasto al primo, per arrivare ai secondi piatti e contorni, i carciofi possono essere utilizzati nei modi più diversi. Tra le ricette più rinomate troviamo, ad esempio, i carciofi alla romana o i carciofi alla brace. Ma non dimentichiamo neanche le insalate, che esaltano al massimo il gusto di un ortaggio senza tempo.

Scopriamoli anche in questa versione e guardiamo come il nostro Mattia Poggi ci prepara la sua parmigiana di carciofi.

 

Per la realizzazione della parmigiana di carciofi sono stati utilizzati i prodotti Tognana.

 

Dolci Fritture di Frutta

A Casa Alice siamo in grado di friggere qualsiasi alimento, anche la frutta! Avete mai assaggiato delle dolci fritture di frutta? Un dessert che non siamo soliti trovare nel menu dei ristoranti o sulle tavolate di buffet e cocktail party.

Le fritture di frutta sono quanto di più sfizioso e goloso si possa preparare per concludere in bellezza un appuntamento a tavola come si deve. Ma friggere la frutta non è così semplice come si possa immaginare. La preparazione della pastella segue una ricetta ben precisa, che permette di pastellare la frutta scelta nel migliore dei modi.

A tal proposito ci vengono in aiuto i preziosi consigli dello chef Andy Luotto, che ci suggerisce una farina ad hoc, ideale per la frittura di dolci. Stiamo parlando del prodotto Dolci Fritture de Le Farine Magiche, una farina particolare pensata per ottenere fritti asciutti, soffici, gonfi e leggeri.

La farina Dolci Fritture permette ai fritti di assorbire poco olio e di essere, quindi, più leggeri. E non solo, perché oltre alla leggerezza, il fritto sarà ben lievitato e più gonfio, in particolare grazie alla presenza nella farina degli amidi.

Il tocco in più che dona un gusto unico alle vostre fritture? Sicuramente il delicato sapore agli agrumi di Sicilia che esalta il colore dorato tipico delle fritture della nostra tradizione.

Ma vediamo il nostro chef Luotto all’opera, e prepariamoci a friggere della frutta fresca che stupirà i vostri invitati.

 

Frittura Mista di Verdure

Le fritture miste sono la passione di tutti. Nessuno mai riuscirebbe a rinunciare ad un buon piatto di fritti misti di verdure, ma anche di pesce o di bocconcini di carne. Le fritture, però, vanno fatte con cura e precisione, così da poter gustare un fritto come si deve, croccante e asciutto.

E per preparare una frittura da veri chef si parte dalla pastella, o meglio, dalla farina che si sceglie di utilizzare per pastellare. Lo chef Andy Luotto, ospite speciale di Casa Alice, ci svela tutti i suoi segreti per portare in tavola un fritto misto di verdure cucinato a mestiere.

Iniziamo con la scelta della farina. Il nostro Andy ci consiglia l’acquisto di una farina appositamente per fritture, come ad esempio la farina per fritture de Le Farine Magiche. Non una semplice farina ma un mix di più ingredienti per conferire al prodotto croccantezza e doratura: farina di grano tenero tipo “00”, semola rimacinata di grano duro, farina di riso, amido di frumento, agenti lievitanti, bicarbonato di sodio E 500, pirofosfato di sodio E 450, germe di frumento, aromi naturali.

La farina usata da Andy Luotto per la frittura mista di verdure è ottima non solo per verdure tagliate a listarelle (carote, zucca, melanzane e zucchine) o a pezzetti (finocchi, funghi, cipolle, cavolfiore) ma anche per il pesce (baccalà e alici).

Come fare un fritto asciutto

Il segreto per preparare un fritto perfetto, che sia croccante e asciutto, è friggere in olio abbondante, così da diffondere uniformemente il calore e cuocere il cibo all’interno senza che risulti unto. Inoltre non fate l’errore di aggiungere il sale durante la cottura, ma solo sul fritto già pronto. In questo modo si evita che la frittura assorba dell’acqua che potrebbe limitarne la croccantezza.

 

Vellutata di verdure

È sempre la serata giusta per assaporare una calda vellutata di verdure. Sana, genuina e dal sapore ricco, la vellutata di verdure di Daniele Persegani è un piatto che lascia spazio alla fantasia, poiché offre la possibilità di realizzare una serie di varianti tra cui la vellutata di broccoli e la vellutata di lenticchie.

Il nostro chef di Casa Alice non è si lasciato certo sfuggire questa ghiotta occasione e ha fatto scorta di verdure fresche per le vellutate, da accompagnare ad ingredienti di qualità come l’olio extravergine di oliva Fontanara, che contribuisce a fare la differenza nelle sue ricette.

Perché allora non recuperiamo gli ingredienti che ci occorrono e guardiamo Daniele Persegani all’opera:

Ingredienti per la vellutata di broccoli

  • Broccoli romaneschi: 1
  • Patate: 1
  • Porri: 1
  • Parmigiano: 50 g
  • Semi di sesamo: q.b.
  • Olio extravergine biologico: q.b.
  • Sale: q.b.
  • Pepe: q.b.

Ingredienti per la vellutata di lenticchie

  • Lenticchie: 200 g
  • Carote: 1
  • Cipolle: 1
  • Aglio: 1 spicchio
  • Olio extravergine di oliva: q.b.
  • Polpa di pomodoro: 100 g
  • Alloro: 1 foglia
  • Brodo vegetale: 600 g
  • Sale: q.b.
  • Pepe: q.b.
  • Peperoncino: q.b.

Champignon ripieni al gratin

Autunno, tempo di funghi, tempo di champignon! E il nostro chef di Casa Alice, Daniele Persegani, lo sa bene dal momento che ha portato nella sua cucina degli champignon freschissimi da preparare al gratin.

Per gli champignon ripieni al gratin, abbiamo bisogno di ingredienti molto semplici ma di prima qualità, poiché come ben sappiamo quando si tratta di ricette di questo genere la freschezza dei prodotti diventa essenziale. Oltre ai funghi champignon, infatti, chef Persegani utilizza l’olio extravergine di oliva Fontanara, ottenuto direttamente da olive sottoposte a frangitura in giornata per preservarne la fragranza e la qualità.

Vediamo come procedere nella ricetta…
Iniziamo con il togliere il gambo agli champignon, pelando le cappelle e conservando i gambi che andranno messi nel ripieno. Continuiamo frullando rosmarino e prezzemolo e, man mano aggiungiamo i gambi dei funghi, pangrattato, parmigiano, aglio e olio quanto basta.

Una volta preparato il ripieno lo sistemiamo, con l’aiuto di un cucchiaio, nelle cappelle dei funghi. Prima di infornarle, mettiamo un filo di olio sugli champignon così che si formi un velo di croccantezza sulla superficie. Ed ecco pronto un antipasto autunnale da leccarsi i baffi.

Ma guardiamo il nostro chef Daniele Persegani all’opera…


 

Ingredienti degli champignon ripieni al gratin

  • Cappelle grandi di champignon: 10
  • Pane grattugiato: q.b.
  • Prezzemolo: q.b.
  • Aglio: q.b.
  • Rosmarino: 1 rametto
  • Parmigiano grattugiato: q.b.
  • Olio extravergine di oliva:
  • Sale: q.b.
  • Pepe: q.b.

50 sfumature di..patata!

Si fa presto a dire patata! Sui banchi del mercato esistono infatti diverse varietà di patate, ognuna con colori e caratteristiche organolettiche differenti, differenti per consistenza e per sapore: gialle, bianche, viola, novelle, “vecchie”, farinose ecc.

Spesso per pigrizia siamo spinti ad “andare sul sicuro” acquistando sempre lo stesso tipo di patate, ma è importante sapere che ogni varietà di patata ha una o più destinazioni d’uso ideali perché ciascuna si comporta diversamente a seconda della tipologia di cottura cui viene sottoposta.

Patate di diverse varietà e diversi colori

I colori delle patate

Una prima selezione in base al colore della buccia (gialla o rossa) e al colore della pasta (dal bianco al giallo carico).

Solitamente, le patate gialle a pasta gialla sono indicate un pò per tutte le preparazioni, quelle gialle a pasta bianca per purè e dolci e, infine, quelle rossi a pasta gialla per fritti e gnocchi.

Diversi livelli di farinosità

Al di là del colore, tuttavia, il criterio fondamentale per scegliere al meglio è quello della consistenza e della farinosità della pasta. Di qui la distinzione tra patate a polpa soda (che rimangono completamente integre dopo la cottura), patate abbastanza farinose (che mantengono una certa consistenza una volta cotte) e patate farinose (che si disfano completamente).
Per le patatine fritte, meglio utilizzare varietà che assorbono poco olio durante la cottura (a polpa soda e poco farinose). Dovete preparare patate al cartoccio? Scegliete tuberi che rimangano abbastanza integri, ma che non siano toppo duri.

La vostra ricetta prevede una cottura al vapore? Vi ci vogliono patate a polpa soda di piccolo calibro.
Per il purè, la scelta è obbligata: ci vogliono patate farinose, ma anche con poca acqua nella polpa.
Avete optato per degli gnocchi? Patate abbastanza consistenti, ricche di amido e non troppo farinose sono quelle che ci vogliono per voi.

Dimmi che patata hai e ti dirò come cucinarla

Patate bianche

Hai acquistato le patate bianche?
Farinose e ricche di amido, le patate bianche si utilizznoa principalmente per gli impasti: dai purè agli gnocchi e agli sformati, garantisce un risultato soffice e leggero.
Un esempio? Gli Gnocchi di patate fatti in casa.

Patate gialle

Hai a disposizione delle patate a pasta gialla?
Sono le più diffuse nei mercati e in cucina perché molto versatili. Sono le tipiche patate da fare fritte, perché compatte e croccanti (le patate fitte di Luca Montersino). Ma danno ottimi risultati anche lesse o al forno.

Avete trovato al mercato le patate rosse?
L’ideale è farle lesse, perché, a differenza di quelle gialle, le patate rosse mantengono benissimo la cottura e non si sgretolano. Il gusto leggermente salino le rende adatte anche alle ricette più ricercate.
Un esempio? Il Gateau di patate rosse e scalogni

Patate viola

Vi stuzzicano le patate viola?
Le patate viola sono originarie del Perù e non sono ancora molto diffuse nel resto del mondo. Hanno la particolarità di avere sia la buccia che la polpa di colore violetto.
È consigliabile cucinarle mescolate ad altre tipologie di patate, in modo da mantenere il tipico colore ma aumentare la consistenza.
La nostra amica blogger Fernanda le ha usate per preparare i suoi Gnocchi di patate viola.

Patate novelle

Se avete scelto le patate novelle...
Le patate novelle si distinguono prima di tutto per le dimensioni molto più piccole e vengono chiamate anche “primaticce” per il raccolto precoce.
La buccia è tanto sottile da poter essere mangiata insieme alla polpa, per infornate o fritture di tutto gusto. Patate novelle al timo.

Le papaccelle napoletane

Le papaccelle napoletane: cosa sono e da dove prendono il nome?

Le papaccelle napoletane sono dei peperoni tipici della zona di Napoli che hanno seriamente rischiato l’estinzione, scongiurata in tempi recenti solo grazia all’intervento della Fondazione Slow Food, che ne ha sostenuto il recupero e oggi la tiene sotto presidio.

Le papaccelle napoletane possono assumere diversi colori, dal verde al giallo fino a un rosso molto intenso e si riconoscono immediatamente per via della loro foma caratteristica: sono piccole, un poco schiacciate e costolute (ecco perché sono anche dette “ricce”), molto carnose e saporite.

Sembra che il nome “papaccelle” derivi da un cognome molto diffuso nella loro zona tradizionale di coltivazione che è quella di Brusciano, dove molte famiglie hanno come cognome “Papaccio”.

Le papaccelle napoletane sono un presidio Slow Food

Cos’hanno di speciale le papaccelle?

Anche se al mercato si trovano ormai diversi ibridi, le vere papaccelle napoletane presidiate da Slow Food si contraddistinguono per la grande dolcezza della loro polpa.

Le loro “sorelle” ibridate, dunque coltivate senza seguire il severo disciplinar edi produzione messo a punto da Slow Food, hanno invece un sapore decisamente più piccante.
Sempre grazie al severo disciplinare di coltivazione,  la produzione mantiene una elevata qualità della quale si fanno garanti anche i pochi (7-8 in tutto) produttori accreditati.
È merito loro se le papaccelle sono tornate sui mercati napoletani ed è possibile trovare nuovamente anche i tradizionali conservati sotto aceto.

Le papaccelle napoletane

Utilizzo delle papaccelle napoletane in cucina

Sono molte le ricette tradizionali della cucina partenopea che vedono protagoniste le papaccelle, che si trovano sui banchi dei mercati rionali della città e di tutto l’hinterland a partire dal mese di luglio fino ai primi freddi.
Non c’è famiglia napoletana che a Natale non porti in tavola la classica “insalata di rinforzo”, un piatto tipico nel quale le papaccelle trovano un posto d’onore.
Ma le papaccelle si possono consumare in svariati modi: arrostite, conservate sottaceto, saltate in padella, oppure farcite con tonno, alici, mollica di pane, uvetta e pinoli e quindi cotte in forno.

Per saperne di più potete consultare il sito www.fondazioneslowfood.it

Le noci di Sorrento

Le noci di Sorrento sono uno dei grandi prodotti d’eccellenza italiani, non a caso tutelate e promosse anche da Slow Food.

Quando si parla genericamente di “noci di Sorrento” ci si riferisce in realtà a due varietà di noci, entrambe coltivate nella penisola sorrentina, anche che nell’agro acerrano-nolano, nell’area flegrea e nei comuni vesuviani.

Nel primo caso il frutto è allungato, regolare, leggermente appuntito all’apice e smussato alla base, nel secondo è più piccolo e tondeggiante.

Il clima campano si è rivelato nel tempo particolarmente favorevole a questo genere di coltura, che si sviluppa principalmente nelle zone collinari e pedemontane.

In passato i produttori sono stati impegnati nel riconoscimento dell’IGP per la noce, con un disciplinare relativo ad una parte della Campania, purtroppo senza riuscirvi.
Per questo motivo oggi, con un’ipotesi di disciplinare di prodotto che circoscriva alle sole cultivar presenti fisicamente in Penisola Sorrentina, si sta cercando con i comuni della penisola di riunire un numero di produttori per attivare un progetto di Presidio Slow Food della Noce della Penisola Sorrentina, prima che vengano abbattuti tutti i noci locali non più redditizi.
Ad oggi il progetto di Presidio della Noce della Penisola Sorrentina è presente tra quelli che Slow Food Campania vuole attivare quanto prima.

Noci di Sorrento – Le caratteristiche

Cos’è che rende così speciali le noci di Sorrento? La loro caratteristica principale è di avere un gheriglio poco oleoso di colore bianco crema, che si stacca molto facilmente dal guscio.

Questa peculiarità delle noci di Sorrento le rende particolarmente apprezzate in pasticceria e, in generale, dove può essere utile mantenere integro il gheriglio per realizzare delle decorazioni.

Il guscio (tecnicamente: le valve) è più liscio e sottile rispetto alle altre varietà di noci,il che rende anche più semplice aprirle per tirar fuori il gheriglio.

Noci di Sorrento – Cenni storici

Le noci di Sorrento erano coltivate e apprezzate già nell’antichità e gli antichi romani ne andavano ghiotti.
Lo dimostrano i resti di noci fossili e alberi carbonizzati ritrovati a Ercolano e i dipinti che riproducono le noci ritrovati nella Villa dei Misteri a Pompei.

Ricette con le noci di Sorrento

Ricetta della torta uvetta

Le noci di Sorrento si prestano perfettamente ad arricchire piatti sia dolci che salati.

Noi vogliamo suggerirvi qui due ricette di nostri chef che ci sembra possano valorizzare al massimo questo prodotto d’eccellenza. Ecco la ricetta.

E non poteva mancare una ricetta di Imma Gargiulo, sorrentina doc e esperta ci conserve, che con le noci di Sorrento ha preparato un liquore davvero speciale. Ecco la ricetta.

Il limone di Sorrento IGP

Limone di Sorrento IGP – Caratteristiche e proprietà

Attenzionato da slow food già dal 1998, il limone di Sorrento è senza dubbio da annoverare tra le grandi eccellenze del territorio italiano, tanto che nel 2001 ha ricevuto dalla Comunità Europea l’Indicazione Geografica Protetta.
L’etichetta IGP certifica la qualità di un prodotto e la sua rispondenza a determinate caratteristiche, strettamente legate al territorio d’origine e alle tecniche di coltivazione regolate da un rigido disciplinare.

Il limone di Sorrento (femminiello sorrentino) è anche detto, per via della sua forma particolare, “ovale di Sorrento e si caratterizza, oltre che per la forma, per le dimensioni importanti del frutto: ogni limone non pesa meno di 85 grammi.

Profumatissimo per via della grande concentrazione di oli essenziali, il limone di Sorrento tinge con il suo brillante color giallo oro gran parte del territorio della penisola sorrentina, essendo coltivato (nei comuni di Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento, Vico Equense, oltre che nei comuni di Capri ed Anacapri nell’isola di Capri.
La polpa del limone di Sorrento è molto succulenta e il suo succo ed è ricchissimo di vitamina C e sali minerali.

Dal 2001 il limone di Sorrento ha ricevuto l’importante riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta (IGP)

Limone di Sorrento IGP – Come si coltiva?

Se avete visitato la zona della penisola salentina mesi più freddi dell’anno, vi sarà certamente capitato di vedere le limonaie del circondario coperte con delle stuoie di paglia che nasconodo alla vista il colore giallo dei frutti, ma sono essenziali per proteggerne la coltura, che dipende molto dai fattori climatici, in particolar modo dal freddo e dal vento.

Per questo motivo, le piante di limoni vengono protette con delle stuoie di paglia che tese e fissate sopra le chiome degli alberi.
Perché il limone di Sorrento possa mantenere il suo marchio di eccellenza, le aziende produttrici sono sottoposte ad attenti controlli periodici volti a certificare che la coltivazione avvenga nel rispetto delle regole dettate dal disciplinare, a tutela del consumatore.

La delizia al limone, ricetta tipica della costiera amalfitana e della penisola sorrentina

Limone di Sorrento IGP – Prodotti e ricette

Diventato un vero e proprio simbolo della penisola sorrentina, il limone di Sorrento IGP è sovrano incontrastato anche della cucina locale e sono diverse le specialità che lo vedono protagonista: dagli spaghetti al limone al classico limoncello a tutta una serie di dolci come la famosa delizia al limone, le marmellate fino a condimenti come l’olio d’oliva aromatizzato al limone ecc.
Scopri come fare in casa il limoncello con il limone di Sorrento IGP (ricetta di Imma Gargiulo)

Per saperne di più visita il sito www.limonedisorrentoigp.it

Con RaccontaMela, basta un clic per ottenre l’identikit delle mele

Quante volte, davanti al banco della frutta, ci siamo interrogati sull’origine e sulle caratteristiche dei prodotti in vendita? Le mele esposte catturano spesso la nostra attenzione con i loro colori e il profumo che sprigionano, ma cosa sappiamo di loro?
In risposta a questi interrogativi di noi consumatori, le Mele Val Venosta lanciano il servizio chiamato “RaccontaMela” e che ci permette, utilizzando semplicemente uno smartphone, di aprire una vera e propria finestra sulla valle e conoscere in  pochi istanti le varie fasi di produzione, le curiosità e le caratteristiche delle diverse varietà di mele.

RaccontaMela è una “operazione trasparenza” molto importante, in un momento storico nel quale la tracciabilità dei prodotti che acquistiamo riveste un ruolo sempre più di primo piano.

Grazie al QR Code RaccontaMela è possibile accedere in modosmart e interattivo all’affascinante mondo delle mele venostane, alla scoperta del viaggio che i frutti fanno prima di arrivare sulle tavole dei consumatori, a garanzia di un prodotto curato e controllato.

Scatta una foto al QR-Code RaccontaMela che trovi sui bollini o sul retro dei sacchetti e scopri il mondo dietro a una Mela Val Venosta!