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Fonduta di Formaggio con Cipolle Fondenti

Quando si dice un piatto ricco di montagna: fonduta di formaggio con cipolle fondenti.

È il piatto che tutti vorrebbero gustare dopo una discesa dalle piste da sci; ma anche per concludere in bellezza una fredda giornata d’inverno. Insomma, la fonduta di formaggio con cipolle fondenti è un vero capolavoro della cucina internazionale. Pare, infatti, che sia un piatto originario della Svizzera, diffuso in seguito anche in Italia (Valle d’Aosta e Piemonte) e Francia.

La fonduta viene solitamente preparata con un formaggio a pasta dura, fuso in pentola e ad una specifica temperatura. Proprio per questo, quando si prepara a casa, si deve prestare molta attenzione alla cottura. Il rischio e l’errore comune in cui molti incappano è proprio quello di far bruciare il formaggio per averlo portato ad una temperatura troppo elevata.

Un rischio che non corre il nostro chef Mattia Poggi che, per cuocere la fonduta ha scelto di utilizzare il Moulinex Cuisine Companion, il robot da cucina con 6 programmi automatici, tra cui quello specifico per preparare una fantastica fonduta.

Non ci credete? Guardate un po’ qui…

 

Millefoglie di Bresaola e Mousse di Parmigiano Reggiano

Facile pensare alla millefoglie come al più tradizionale dei dolci, farcita con crema pasticcera o crema chantilly. Ma in questo caso si tratta di una millefoglie salata, precisamente di una millefoglie di bresaola, da accompagnare ad una mousse di Parmigiano Reggiano e balsamico.

La millefoglie preparata ad Alice Club è una millefoglie con una base di bresaola croccante, da far essiccare in padella e da farcire con una mousse dal gusto prezioso. Parliamo della mousse di Parmigiano Reggiano, una mousse preparata con un prodotto di montagna caratterizzato da moltissimi nutrienti e dalle spiccate qualità sensoriali.

La particolarità del Parmigiano Reggiano sono gli ingredienti con cui viene prodotto. La sua preparazione prevede, oltre che al sale e al caglio, il latte crudo, una componente molto importante in un formaggio stagionato. Il latte crudo, infatti, essendo composto da fermenti lattici, è in grado di trasformare il prodotto durante la stagionatura, rendendolo ricco di elementi nutritivi.

Senza contare che è perfetto per la realizzazione di piatti eleganti e raffinati come la ricetta che vi proponiamo. Guardiamo insieme come preparare la millefoglie di bresaola e mousse di parmigiano dello chef Marcello Zaccaria.

 

Flan di Parmigiano su Crema di Piselli e Pancetta

Quando si pensa ad un antipasto con cui fare un figurone a tavola, ma che non abbia una preparazione troppo impegnativa, ci viene subito in mente il flan. Che sia un flan di verdure o a base di formaggi, questo delizioso tortino cotto (solitamente) a bagnomaria, offre spunto per moltissime idee culinarie.

Inoltre, il flan stupisce sempre i vostri ospiti con quel tocco di eleganza che si può aggiungere con le decorazioni del piatto. In questo caso vi presentiamo un flan di parmigiano su crema di piselli e pancetta croccante. Una ricetta perfetta per lasciare tutti a bocca aperta a cominciare dall’antipasto.

Pochi ingredienti ma genuini sono i veri protagonisti di questa ricetta. Primo fra tutti il Parmigiano Reggiano, un prodotto di montagna a lunga stagionatura (da 12 a 24 mesi), costituito da moltissimi pregi non solo sensoriali ma anche salutari.

A spiegarci le importanti caratteristiche del Parmigiano Reggiano è l’ospite di Alice Club, Claudio Guidetti, segretario della sezione modenese del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano.

Guardiamo insieme la video ricetta…

 

Tortellini con Crema di Parmigiano

Direttamente dalla patria del tortello, entra nella cucina di Alice Club la ricetta dei tortellini con crema di parmigiano. Un piatto che per tradizione nasce nel territorio dell’Emilia Romagna, ma che è divenuto ben presto uno dei baluardi della cucina italiana.

In questo appuntamento con Alice Club, la padrona di casa Francesca Romana Barberini ospita il segretario della sezione modenese del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, Claudio Guidetti, che ci parla di un prodotto unico in tutto il  mondo, il Parmigiano Reggiano.

La ricetta dei tortellini con crema di parmigiano è un’alternativa a quella che per antonomasia viene definita la classica ricetta emiliana dei tortellini, ovvero i tortellini in brodo. I tortellini con crema di parmigiano sono un piatto che richiede pochi minuti per la preparazione ma anche gli ingredienti giusti per una perfetta riuscita della ricetta.

Tortellini, panna, parmigiano Reggiano e noce moscata: sono gli ingredienti che occorrono per dare vita ad un piatto che non ha bisogno di raccomandazioni.

Facciamo entrare anche noi la cucina emiliana nel nostro ricettario, e impariamo a preparare dei fantastici tortellini con crema di parmigiano.

 

Sformatini ai fiocchi di latte e verdure

Una ricetta dal gusto fresco e leggero adatta a tutti, anche per chi riserva sempre un occhio di riguardo alla linea e ad una corretta alimentazione.

La proposta dello chef Daniele Persegani è uno sformatino ai fiocchi di latte e verdure: un antipasto semplice nella preparazione ma che custodisce un gusto invitante e prelibato. Gli sformatini di Daniele Persegani, inoltre, sono ideali anche per chi soffre di intolleranza al lattosio, poiché i fiocchi di latte Exquisa, che il nostro chef utilizza per la ricetta, sono privi di lattosio.

Ora non ci resta che apparecchiare la tavola e dedicare 10 minuti di tempo per i nostri sformatini.

 

Ingredienti

  • Fiocchi di latte senza lattosio: 1 confezione
  • Erba cipollina: q.b.
  • Carote: 3
  • Zucchine: 3
  • Zucchero di canna: un cucchiaio
  • Aceto di mele: q.b.
  • Olio extravergine di oliva: q.b.
  • Peperoncino in polvere: q.b.
  • Sale: q.b.

Occelli al Barolo, formaggio “Gold” ai World Cheese Awards

Non poteva essere più felice la chiusura del 2015 per Beppino Occelli, che con il premio Gold al World Cheese Awards conferito dalla giuria al formaggio Occelli al Barolo, già premiato in Italia che si consacra anche a livello internazionale ad uno dei più importanti concorsi di prodotti caseari tenutosi a Londra lo scorso Novembre.

No al formaggio senza latte

Riuscite a immaginare un mondo nel quale il formaggio e lo yogurt vengano prodotti senza utilizzare il latte “vero”, ma quello in polvere?
Quarant’anni fa l’Italia vietò ai caseifici italiani l’utilizzo di polvere di latte per produrre formaggi, yogurt e latticini in genere.
È grazie a quella legge (la n. 138 del’11 aprile 1974) che l’Italia primeggia oggi a livello internazionale nella produzione casearia, con quasi 500 diversi tipi di formaggi censiti a livello territoriale e tutelati da produttori appassionati, grandi e piccoli, che sono i custodi di un patrimonio gastronomico davvero unico.
Oggi quel patrimonio è in pericolo, dal momento che la Commissione Europea ci chiede c
on insistenza (e minaccia di aprire nei nostri confronti una procedura di infrazione) di abolire la legge 138, che considera una restrizione alla libera circolazione di merci come appunto il latte in polvere e il latte concentrato.
Inutile dire che l’eliminazione del divieto di produrre formaggio e yogurt senza il latte “vero” provocherebbe l’abbassamento della qualità, l’omologazione dei sapori, un maggior rischio di frodi e la perdita di quella unicità che solo il latte fresco con le sue proprietà organolettiche e nutrizionali assicura al formaggio e allo yogurt italiano.
La richiesta della Commissione Europea trova naturalmente contrari tanto i produttori italiani di latticini, quanto i consumatori.
Con un chilo di latte in polvere, che sul mercato internazionale costa 2 euro – spiega la Coldiretti – è possibile produrre 10 litri di latte, 15 mozzarelle o 64 vasetti confezioni di yogurt e tutto con lo stesso identico sapore perché viene a mancare quelle caratteristiche di unicità che possono venire solo dal latte fresco dei diversi territori.

Provolone del Monaco DOP

Il Provolone del Monaco DOP è un formaggio a pasta semidura, stagionato per un minimo di sei mesi e prodotto esclusivamente con latte crudo sui Monti Lattari della Penisola Sorrentina. Ma conosciamo meglio il Provolone del Monaco nelle sue particolarità e caratteristiche.

Caratteristiche del Provolone del Monaco DOP

Dalla forma ovoidale, che ricorda quella di un melone, e leggermente allungata, il Provolone del Monaco ha un peso minimo di 2,5 kg fino ad arrivare ad un massimo di 8 kg. La crosta del provolone è sottile e di colore giallognolo, con insenature longitudinali a cui corrispondono i legacci di rafia utilizzati per legare le forme di provolone. La stagionatura del Provolone del Monaco è di minimo sei mesi; ha una pasta elastica, compatta e uniforme, di color crema.

Il suo sapore è dolce e leggero con un delicato retrogusto piccante e un contenuto in grasso della sostanza secca non più basso del 40,5%.

La storia del Provolone del Monaco DOP

La produzione di prodotti caseari in Campania è testimoniata fin dal 260 a.C, quando i Picentini (i primi abitanti dei Monti Lattari) iniziarono a distinguersi per l’allevamento di animali domestici e, in particolare, di bovini. Col passare del tempo, le tecniche di produzione e lavorazione dei formaggi si affinarono sempre di più, fino a distinguersi per la spiccata bontà dei loro prodotti.

Il nome del Provolone del Monaco deriva dal fatto che i casari, quando sbarcavano nel porto di Napoli con le loro forme di provolone, si proteggevano dal freddo con mantelli fatti di tela di sacco, che in qualche modo ricordavano quelli dei monaci. Una volta giunti al mercato di Napoli, i contadini erano soliti chiamarli “monaci” e da qui il nome del loro prodotto: Provolone del Monaco.

L’area di produzione del Provolone del Monaco DOP

Il Provolone del Monaco DOP viene prodotto nei territori della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari. In particolare, i comuni in provincia di Napoli interessati all’allevamento, alla produzione e alla stagionatura del Provolone sono: Agerola, Casola di Napoli, Castellammare di Stabia, Gragnano, Lettere, Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, Pimonte, Sant’Agnello, Sorrento, Santa Maria La Carità, Vico Equense.

Il Provolone del Monaco in cucina

Il Provolone è un formaggio che può essere gustato da solo, magari accompagnato con confetture di arance e fichi o con del miele. Ma è ideale anche grattugiato su primi piatti di pasta come pasta e patate, pasta e verdure o anche la pasta con ragù di melanzane. Ecco una ricetta da provare…

La provola affumicata di Agerola

Nasce nell’area di Agerola (NA) la provola affumicata che rappresenta una delle grandi eccellenze italiane nel settore agroalimentare, non a caso “attenzionata” da Slow Food.
La provola affumicata di Agerola è un formaggio fresco a pasta filata dalla caratteristica forma a sfera un pò schiacciata, commercializzato generalmente in forme da 500 g fino a 1 kg di peso.
Si tratta di una variante del caciocavallo dal gusto delicato con un caratteristico aroma di fumo, dovuto proprio al trattamento di affumicatura con metodi tradizionali a cui il formaggio viene sottoposto e che gli  conferisce un profumo inconfondibile.
La provola di Agerola, come anche il pregiato provolone del Monaco, viene prodotta con il latte della vacche di razza agerolese, una razza rustica caratterizzata tra l’altro da una resa della mungitura piuttosto bassa.
Il fatto che  il poco latte (di altissima qualità) ricavato annualmente dalla mungitura di queste vacche rispetto ad altre razze  venga impiegato per la produzione di un formaggio  pregiato come la provola affumicata o il provolone del Monaco D.O.P. fa sì che la sopravvivenza della razza agerolese diventi un elemento imprescindibile per la sopravvivenza del prodotto tipico.

Per saperne di più visita il sito www.fiordagerola.eu

La provola di Agerola è stata protagonista di una delle sfide tra pizzaioli di Alice Master Pizza. Scopri com’è andata.

Formaggi magri e spalmabili: quali scegliere

Quando si parla di formaggi magri e di formaggi spalmabili è sempre il momento giusto di prendere una bella fetta di pane fresco, un coltello e iniziare a spalmare a più non posso. Ma quali sono i formaggi che meglio si abbinano a primi e secondi piatti di carne e di pesce? Crescenza, squacquerone, robiola e casatella si accompagnano perfettamente a primi e secondi piatti di carne e di pesce. I formaggi morbidi e spalmabili sono ideali per la preparazione di impasti, per le farce, e arricchiscono con equilibrio e dolcezza involtini, tasche e ricette al gratin.

La robiola (o robiolina)

photo: Robiola Osella

È un formaggio a pasta molle, non fermentato e poco stagionato. Viene preparato con latte vaccino, caprino e ovino, anche misti in proporzione variabile. Posto in commercio in inverno, in forme quadrate o tonde di vario peso, ha sapore acidulo e delicato. La robiola di Roccaverano, comune in provincia di Asti, è un formaggio a denominazione di origine protetta. Viene prodotta in alcuni comuni della provincia di Asti e di Alessandria, e nel territorio del comune di Cartosio.

La casatella

casatella Caseificio Castellan

È un formaggio fresco a pasta molle, tipico della provincia trevigiana (dal 2008 iscritto nel registro comunitario delle denominazioni di origine). Chiamato un tempo casada – perché realizzato non solo nei caseifici ma anche nelle case delle famiglie contadine – è prodotto con latte vaccino intero, fermenti lattici, sale e caglio. Dal sapore dolce, con un gradevole sentore di latte, ha pasta morbida e cremosa, e profumo lieve e delicato.

Lo squacquerone (o squacquarone)

Squacquerone di Romagna

È un formaggio fresco e cremoso prodotto in Romagna con latte vaccino. Dalla consistenza molle e particolarmente cremosa, viene chiamato in dialetto squaquaron.
La pasta morbida di colore bianco madreperlaceo, l’odore delicato e il sapore dolce e leggermente acidulo lo rendono accompagnamento ideale della piadina. Dal 2012 lo squacquerone di Romagna ha ottenuto la denominazione di origine protetta.

La crescenza

È un formaggio a pasta molle, crudo e fresco, prodotto con latte vaccino intero o parzialmente scremato nel Nord Italia (in particolare in Lombardia). Dalla pasta cremosa, omogenea e di colore bianco, ha sapore dolce e delicato, con aroma di latte. Si distinguono due varietà: quella invernale, con una pasta molto più morbida, e quella estiva, dalla consistenza più compatta.