Ad agosto scopriamo il gusto di un vitigno straordinario: il Friulano.
È stato senza dubbio uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo, anche per le annose vicissitudini legali che lo hanno coinvolto: il Tocai friulano.
Un nome che così identifica il luogo di nascita, perché qui, nelle colline friulane, cresce da secoli questa splendida uva, trasformandosi poi in un vino bianco dalle caratteristiche tipiche e inimitabili. Il Friulano ha un'eleganza intrinseca che lo rende originale, differente dai più diffusi Chardonnay o Sauvignon.
Un'anima autentica, come autentica è la passione dei viticoltori che fin dall'undicesimo secolo lo coltivano sapientemente. Fu solo nel 1632, infatti, che “300 vitti di Tocai” partirono verso l'Ungheria come dote matrimoniale di Aurora Formentini quando andò in sposa al conte ungherese Adam Batthyany. Citando Shakespeare, comunque, Cos'è un nome? Ciò che chiamiamo rosa, con qualsiasi altro nome avrebbe lo stesso profumo, così il Tocai, chiamato Friulano, vi regalerà in ogni caso piacere!
Friulano Collio 2009 Marco Felluga
Un'azienda storica, gli splendidi vigneti del Collio, un vitigno secolare: sono questi gli ingredienti magici del Friulano di Marco Felluga. Il risultato lo si avverte appena si porta al naso il calice: a occhi chiusi si pensa di annusare una pesca. Liscia, matura, impreziosita da note balsamiche. In assaggio la sensazione permane e persiste con un lungo finale.
Primo piatto: risotto alla pescatora
Friulano 2010 Plozner
Una versione giovane e profumata del vitigno tipico, che Plozner propone in una chiave fruttata e intrigante. Rimanda perfino alla mela per la freschezza del frutto, dimostrando in assaggio un equilibrio di note acide e dolci davvero formidabile. Un vino ideale d'estate con tutta la cucina di pesce.
Antipasto: spiedini ai gamberi e pesche
Friulano "Vigne Orsone" 2010 Bastianich
Immediata arriva la nota di pera matura in questo vino. La purezza del vitigno è esaltata dalla lavorazione tutta in acciaio, che quindi rivela l'autentica natura dell'uva. Ricca, suadente, morbida, ammalia il palato con una nota tipica di mandorla amara in chiusura. Trionfale l'abbinamento con un'altra bandiera gastronomica regionale, il prosciutto San Daniele.
Secondo piatto: filetto rosa di Parma
Friulano “Ronc di Zorz” 2009 Livon
Questo vino prende il nome dal vigneto di produzione nel Collio. La famiglia Livon mette qui in bottiglia una vera e propria perla enologica, per i profumi, che rimandano alla pesca, per il gusto, con una piacevole nota di frutta in uscita. Questo Friulano è espressivo, racconta il territorio, racconta la luce magnifica che scende sulle vigne d'estate.
Secondo piatto: polpo alla brace
“T” Friulano Collio 2009 Eugenio Collavini Viticoltori
Quella T posta in etichetta è un'omissione che racconta un legame, quello tra il Tocai e la gente friulana. Un amore secolare al quale possiamo brindare con questo calice, che orgogliosamente porta i nomi Friulano e Eugenio Collavini. Un vino appassionante, che dimostra la longevità di questo frutto, la capacità di conservare le sue caratteristiche nel tempo. Se ne godono tutte le note, in particolare il suo rimando alla susina e alla pesca matura.
Secondo piatto: lombatina fredda di coniglio con caponata veloce di peperoni e acciughe
Intruso
Donnadele 2010 Alberto Longo
Freschezza di rose e lamponi, un abbinamento di profumi e gusti davvero speciale per l'estate. È questo il Donnadele di Alberto Longo, vino rosato di grande qualità che esprime in sé tutte le caratteristiche dei migliori prodotti di Puglia. In assaggio si avverte la cura con la quale vengono gestite le vigne, l'ambizione alla perfezione di tutta la squadra di uomini che con passione si dedicano alla vite.
Antipasto: pittule salentine





