Abruzzo: terra di emozioni, terra di vino
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Abruzzo: terra di emozioni, terra di vino


L'Abruzzo è una regione che merita tanto perché offre tanto: profumi penetranti, paesaggi suggestivi dove il mare e la montagna si incontrano, una terra ricca di verde e di parchi naturali, una regione capace di emozionare, come capace di emozionare è il vino prodotto qui. Qui l’animo umano è capace di liberare completamente tutti i sensi, di integrarsi all’ambiente e ai prodotti della terra. Tra questi, come sempre il principe è il vino.
La terra di Abruzzo, solo alcuni anni fa, era considerata solo un paradiso naturalistico, i parchi naturali: della Maiella e quello d’Abruzzo, erano mète di turisti assetati di natura, appassionati di passeggiate nei boschi ed anche di lunghe soste tra le radure appostati impugnando i binocoli aspettando il passaggio di animali selvatici.
La tradizione gastronomica di questa regione era dimenticata dai più, solo pochi ricordavano la secolare tradizione di allevatori di ovini della gente di questa terra dura e montuosa. Le famose patate del fucino, prodotto agricolo di pregio nel paniere gastronomico italiano, erano considerate solo da pochi, eppure sono tra le migliori in Italia.
E la viticoltura della regione venti anni fa non godeva di maggiore considerazione. La volontà e la caparbietà di alcuni coltivatori hanno fatto si che vitigni forse dimenticati, ormai quasi lasciati vivere in uno stato semi selvatico, fossero riportati agli antichi splendori di coltivazione e vinificazione.
L’Abruzzo forte di una tradizione millenaria, già narrata da Ovidio, Marziale e Plinio, ha saputo penetrare un mercato difficile con prodotti ricchi di personalità, che ripropongono degustandoli, quelle emozioni tipiche di una terra fantastica forte e generosa come le montagne o come il mare.
Il vino abruzzese ripropone proprio le stesse suggestioni di una terra che si estende dall’Adriatico alla Maiella o il Gran Sasso, questa particolare morfologia del territorio permette una maturazione dei vitigni eccellente, offre grappoli ricchi di profumi, aromi e sostanza pronti per un processo produttivo, dalla vendemmia alla maturazione in bottiglia, capace di stupire anche il meno attento dei consumatori.
Fra i vitigni degni di essere citati per la ricchezza della loro personalità, il Montepulciano d’Abruzzo, vino che nasce dall’omonimo vitigno che ormai possiamo considerare autoctono, è un prodotto versatile, si presta ad un piacevole consumo se bevuto giovane, ma si presta anche ad un invecchiamento maturato in botti di rovere o in barrique. Quando è invecchiato lo possiamo considerare un grande vino con espressioni di levatura mondiale per potenza, eleganza e ampiezza delle nuances olfattive. Recentemente è stata istituita la tipologia 'riserva' che prevede un invecchiamento di almeno ventiquattro mesi.
Le uve Montepulciano danno origine ad un vino strutturato dal colore rosso rubino con riflessi violacei in gioventù, un vino capace di conservare una bella tonalità granata in maturità. I profumi spaziano, a seconda dell’invecchiamento, dalla viola alla ciliegia, dall’amarena alla radice di liquirizia. Il gusto è deciso diventa rotondo e vellutato invecchiando con un retrogusto con sentori di liquirizia.
Una variante al Montepulciano d’Abruzzo è la tipologia Cerasuolo, vino rosato ottenuto dalle stesse uve, ma vinificato bianco o con limitato periodo di macerazione in presenza di bucce, è un vino dal colore rosso ciliegia, fruttato di ciliegia ed amarena, il sapore è fresco morbido e delicato.
La storia di un territorio spesso si interseca con le persone o i prodotti figli di quella regione, è questo il caso del vino bianco abruzzese per eccellenza il Trebbiano d’Abruzzo.
Già nel 500 Andra Bacci nel suo De naturali vinorum istoria... narra di un vino ottenuto da uve Trebulanum, dal gusto sapido, dal profumo di agrumi, ma vino asciutto.



articolo del: 23/04/2009


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