Il messagio dei nutrizionisti è ormai chiaro a tutti: mangiare pesce fa bene, si dovrebbe farlo almeno tre volte alla settimana, privilegiando soprattutto il pesce azzurro, più ricco di quei famosi acidi grassi omega 3, che hanno mostrato d’avere un ruolo importante nella prevenzione delle patologie cardiovascolari.
Ma proprio il pesce azzurro, per intenderci alici, sgombri e sardine, è quello più negletto, il meno consumato, tranne in quelle regioni dove fa parte di una tradizione culinaria consolidata. Eppure è anche quello che costa meno, si trova quasi sempre ed è fresco, perchè essendo più grasso non si può conservare a lungo. Ha, insomma, una vita più breve. Anche il pesce, però, ha ciclo vitale e una stagionalità che, come per la frutta e la verdura, andrebbe rispettata per almeno due buoni motivi: mangiare un prodotto migliore e rispettare l’ambiente.
Ogni specie ittica ha una sua composizione chimica nutrizionale, ci spiega Elena Orban, direttore Unità Tecnologie Alimentari e Area Studio Prodotti Ittici dell’INRAN, l’istituto nazionale per la ricerca sugli alimenti e la nutrizione, che subisce però modificazioni più o meno marcate durante il corso dell’anno, in relazione al luogo di pesca, alla stagione ma soprattutto al periodo riproduttivo, che può modificare la composizione in nutrienti, ovviamente più delle femmine, nei periodi successivi alla deposizione.
Durante questo periodo il pesce trasferisce infatti parte delle sue riserve nutritive ai gameti per lo sviluppo embrionale e larvale e pertanto nel periodo post-riproduttivo le carni possono essere meno nutrienti rispetto ad altri periodi dell’anno.
Scegliere pesce di casa nostra, inoltre, non solo comporta vantaggi di prezzo e di qualità, ma aiuta anche l’ambiente.
Silvio Greco, biologo marino e dirigente di ricerca dell’Icram, l’istituto centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare approfondisce l'importanza della stagionalità. Consumare il pesce di altri paesi impoverisce le risorse delle nazioni più povere, come l’Africa, e dall’altra provoca maggiore inquinamento dovuto al trasporto dei prodotti.
Un consiglio al consumatore?
Scegliere pesci a ciclo vitale breve e di piccola taglia: sgombri, ricciole, lampughe, palamite, sono dei nostri mari, danno maggiori garanzie di freschezza e un sapore magnifico. Non dimentichiamo che il pesce è quello che mangia, e provenire da un mare con una salinità diversa incide molto sul sapore».
Qualche consiglio di acquisto
Le cozze sono più piene e con carni migliori e più ricche di nutrienti da aprile ad agosto;
la sardina è più buona da luglio ad ottobre:
l’alice da novembre ad aprile. Nei periodi antecedenti a questi periodi si riproducono e non dovrebbero essere pescate.
Il calendario
Gennaio
Nasello, sardina, sogliola, cefalo, cernia, dentice, sarago, ricciola, pagello, alice, polpo, seppia, spigola, triglia.
Febbraio
Nasello, alice, cefalo, cernia, tonno rosso, sarago, dentice, fragolino, ombrina, ricciola, rombo chiodato, mazzancolla, vongola verace, pagello, calamari.
Marzo
Nasello, alice, sgombro, cefalo, cernia, tonno rosso, dentice, sarago, fragolino, ricciola, rombo chiodato, mazzancolla, vongola verace, pagello, calamari, gamberi.





