Pane e Olio...è arrivata la guida!
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...di Fabrizia Cusani e Giampaolo Sodano, curatori di “Pane e Olio” guida ai frantoi artigiani.

Questa nostra rubrica è diventata una guida. E la guida ora è in libreria. Non è una guida sugli oli come ce ne sono tante. E’ una guida per andare per frantoi, l’unico luogo dove si fa l'olio extra vergine dalle olive.

Pane e Olio è per tutti coloro che amano viaggiare alla scoperta dei mille sapori del bel Paese e che vogliono scoprire tutti i sapori e i segreti dell’olio di questa o quella Regione.

Abbiamo selezionato 203 frantoi, presenti in 17 Regioni italiane, che si raccontano e raccontano la loro azienda e i loro oli. Frantoi che sono in grado di offrire tutte le garanzie al consumatore. Senza inganni, senza mistificazioni. Tutto all’insegna della trasparenza. E andando per frantoi chiunque può rendersi conto di persona del processo di produzione dell’olio dalle olive. Cosa che non è possibile vedere nella produzione dell'olio di semi ne tantomeno nelle famose industrie dove l’olio non si produce ma si miscela e si imbottiglia soltanto.

La qualità è un diritto dei cittadini. Soprattutto quando si acquista ciò che si mangia. E ciò per la semplice ragione che il cibo incide in modo decisivo sulla salute.L’origine e la tracciabilità di un extra vergine può essere garantita soltanto nel frantoio. Così come la qualità è il frutto della sapienza del mastro oleario, di quel lavoro che ha il suo culmine durante la Campagna Olearia che in questo periodo è in piena effervescenza.

Il frantoio si anima, vive intensamente notte e giorno. Arrivano le olive che vengono lavorate entro le 24 ore. Si pesano, si defogliano, si lavano ed entrano nel frangitore. Una volta schiacciate la pasta va nelle gramole dove viene lavorata “a freddo". Quando la pasta è pronta va nel decanter dove l'olio, una volta separato dall’acqua e dalla sansa, arriva al separatore e lo si raccoglie in ziri di acciaio.

È arrivato il momento di assaggiarlo. E ogni volta è un’emozione nuova. Lo sguardo si appoggia su di lui e gli occhi si riempiono di un verde che imprigiona i bagliori iridescenti dello smeraldo attraversato da raggi di luce come se un sole caldo si smembrasse in particelle d’oro. Per conoscerlo lo fai girare nel bicchiere, lo riscaldi tra le mani che lo stringono. Rimane unito e compatto, morbido e vellutato. E libera il suo profumo: fitto e profondo, una essenza di natura viva che sa di erba appena tagliata.

Lo porti alla bocca. La sua morbidezza bagna impudica le labbra, avvolge il palato come una carezza vellutata, mentre la sua trama cremosa attraversa la lingua per arrivare con le sue punte ficcanti di amaro giù, oltre la gola, e liberare quel sorprendente e improvviso piccante che lo rende irresistibile.

L’assaggio è compiuto. Ora non resta che scegliere. E al frantoio c’è un'altra antica usanza per gustare l’olio nuovo: Pane e Olio. Per accompagnarci in questo viaggio ricco di scoperte abbiamo chiesto ad un amico appassionato dell’olio, Fabrizio Frizzi, di farci da guida.

Per comprare la guida Pane e Olio clicca qui


articolo del: 28/10/2010


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