Olio DOP Chianti Classico
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Olio DOP Chianti Classico


L'evento Chianti Classico Collection apre una finestra sull'olio DOP Chianti Classico, protagonista accanto ai grandi vini.

 

L'ottima annata 2010 dell’olio toscano sarà al centro di degustazioni, educational ed incontri con i produttori.

 

Non solo grandi vini nel distretto del Chianti Classico, territorio d’elezione di una delle denominazioni più celebri d’Italia.

Nel terroir del Gallo Nero nasce uno dei prodotti italiani più famosi al mondo, tra le punte di diamante dell’intera economia agricola di Toscana: l’Olio Dop Chianti Classico. E per la prima volta la "Chianti Classico Collection", l’evento promosso dal Consorzio Vino Chianti Classico destinato alla stampa e agli operatori, di scena alla Stazione Leopolda di Firenze il 15 e 16 febbraio, per presentare l’anteprima delle annate 2010, 2009 e della Riserva 2008 del Chianti Classico, aprirà una finestra sull' oro verde del Gallo Nero, ed in particolare sull’annata 2010, ottima per quantità e qualità, con assaggi, educational, degustazioni guidate ed incontri con i produttori.

 

Nel distretto del Chianti Classico, 18.000 sono gli ettari coltivati ad olivo e 8.000 quelli da cui nasce l’Olio Dop Chianti Classico, per 420.000 piante complessive ed una produzione che abbraccia un ampio territorio di elezione: da Castellina in Chianti a Gaiole in Chianti, da Greve in Chianti a Radda in Chianti ed, in parte, Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa. Impegnato nella promozione e valorizzazione della denominazione, è il Consorzio Olio Dop Chianti Classico, attraverso la ricerca e il controllo degli standard qualitativi certificati su ogni bottiglia dalla fascetta di stato, che ne certifica la provenienza e garantisce la qualità del prodotto.

Con una raccolta stimata di 135.000 litri, il 2010 è una vera e propria ottima annata per l’Olio Dop Chianti Classico: quantità e qualità raggiungono livelli molto alti, per una campagna olearia sicuramente da apprezzare e ricordare nel tempo. Sul fronte export, il 40% della produzione è destinato all’Italia, mentre il restante 60% alle esportazioni. In particolare, se Germania, Svizzera, Usa e Giappone rappresentano mercati consolidati, tra quelli emergenti si affacciano Brasile e Cina, mentre in Europa i Paesi dell’Est come la Romania.




articolo del: 01/02/2011


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