Etichette alimentari si o no?!
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Etichette alimentari con l'indicazione dei Paesi di provenienza: una lunga querelle che non si sa dove approderà!

Il Parlamento italiano ha approvato la legge su una nuova etichettatura dei prodotti alimentari che però a ben guardare non potrà essere attuata perché in contrasto con le direttive europee, e che quindi sarà bocciata dall'Unione europea.

La legge in questione non potrà avere alcun effetto senza i successivi decreti attuativi e se non supererà lo scoglio di Bruxelles. Vi son stati dei precedenti per questa legge: la "prima volta" risale al 2004 quando fu approvata una legge che obbligava ad indicare le materie prime nelle etichette, ma la Commissione europea diffidò l'Italia di applicarla.

La legge che salva il "made in italy" stabilisce che non si faccia più pubblicità alle materie prime che non siano made in italy! E quindi l’obbligo di indicare la provenienza degli alimenti in etichetta. Il Ddl 2260 è legge dopo la votazione di oggi all’unanimità in Commissione Agricoltura della Camera in sede legislativa.

Cosa prevede il provvedimento?

L’obbligo di indicare la provenienza dei cibi sia per i prodotti trasformati che non, lungo tutta la filiera - dai campi agli scaffali.

È prevista anche l’indicazione di un’eventuale presenza di Ogm dei singoli ingredienti di alimenti trasformati. Tuttavia, l’attuazione della legge prevede decreti per ogni prodotto, filiera per filiera.

Fino ad oggi le etichette d’origine in Italia erano obbligatorie solo per alcuni alimenti: uova, latte fresco, carne bovina, carne di pollo, passata di pomodoro, olio extra vergine di oliva e miele. D’ora in poi l’obbligo potrebbe riguardare tutti gli alimenti. Sempre che Bruxelles non bocci l'iniziativa italiana considerandola in contrasto con le norme comunitarie.

I vantaggi di etichettare i prodotti sono chiaramente legati alla garanzia grazie alla quale la filiera nazionale "si riappropria di un valore economico ingiustamente sottratto pari a oltre 13 milioni di euro al giorno" - come ha sostenuto presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.  Una misura, a ben guardare, che tutelerebbe consumatori e agricoltori!

L'asse del problema però è tutto spostato a Bruxelles, dove è richiesto l'impegno di portare avanti la missione di salvaguardia del prodotto italiano! Occorre far sì che la normativa, soprattutto per quello che concerne l'indicazione d'origine, venga totalmente recepita dall'Ue.

Dopo le vicende legate agli scandali dei cibi contenenti diossina, bisognerebbe tutelare i consumatori e l'economica con le giuste normative.

 




articolo del: 20/01/2011


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