Una pratica antica per prendere l’olio
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L’olio, dal colore dell’oro, dal profumo intenso, meraviglioso dono della natura, nell’antichità era anche un importante simbolo di ricchezza: sulle prime monete coniate a Crotone era raffigurato proprio l’ulivo: l’olio era considerato merce preziosa per il baratto. E si viene anche a sapere che già in antichità l’olio era distinto in alimentare e balsamico, che serviva per purificare ma anche per le offerte ai sacerdoti e agli dei. La preparazione degli oli profumati per gli antichi divenne un’arte. Le spose, prima del matrimonio, offrivano oli profumati ad Afrodite, la dea dell’amore, per propiziare un buon matrimonio.
I ritrovamenti dei tantissimi recipienti per l’olio, fatti nei materiali più diversi, più o meno preziosi come l’oro, l’argento, il marmo, l’avorio, o il legno, il vetro, l’argilla e con le più svariate forme sono una conferma del culto della pulizia e dell’uso degli unguenti.
In un affresco murale della casa dei Vetti a Pompei è illustrato tutto il procedimento per la preparazione degli oli profumati. Ma l’olio veniva anche utilizzato per la preparazione di unguenti per le ferite e pomate curative. Nel Terzo libro di Mosè veniamo a sapere che l’olio veniva usato curare i lebbrosi.
Ed ancora l’olio in Omero è protagonista dei lavaggi di purificazione, di pulizia, di bellezza. Ed era convinzione che l’olio d’oliva garantisse forza e giovinezza.
Prima di avvolgere il corpo del Cristo nel sudario di lino, le pie donne prepararono aromi e balsami per la Sua unzione: così sono rappresentate Maria Maddalena e Maria di Giacomo e Salome in un rilievo del secolo dodicesimo a Monte Sant’Angelo. E la pietra che nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme delimita il luogo dove fu imbalsamato il corpo del Cristo è detta lastra dell’unzione.
Salmo 23
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
E così ogni anno a Pasqua, l’immagine del Cristo deposto viene simbolicamente imbalsamata versando olio crismale sulla pietra. “Io ti confermo con il crisma, olio della salute” recita la formula rituale per rendere il cristiano milite di Cristo. Mentre le lampade ad olio collocate al di sopra della lastra appartengono ognuna ad ogni singola confessione religiosa.
Un simbolo straordinario di tolleranza e di pace tra i popoli.
Salmo 92
Per il giorno del sabato.
È bello dar lode al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunziare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte,
sull’arpa a dieci corde e sulla lira,
con canti sulla cetra.
Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie,
esulto per l’opera delle tue mani.
Come sono grandi le tue opere, Signore,
quanto profondi i tuoi pensieri!
L’uomo insensato non intende
e lo stolto non capisce:
se i peccatori germogliano come l’erba
e fioriscono tutti i malfattori,
li attende una rovina eterna:
ma tu sei l’eccelso per sempre, o Signore.
Ecco, i tuoi nemici, o Signore,
ecco, i tuoi nemici periranno,
saranno dispersi tutti i malfattori.
Tu mi doni la forza di un bùfalo,
mi cospargi di olio splendente.
I miei occhi disprezzeranno i miei nemici,
e contro gli iniqui che mi assalgono
i miei orecchi udranno cose infauste.
Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.
Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno vegeti e rigogliosi,
per annunziare quanto è retto il Signore:
mia roccia, in lui non c’è ingiustizia.
E’ antica eppure attuale l’arte di estrarre l’olio dalle olive con una tecnica che ci lega inesorabilmente al passato mantenendone intatto il fascino e la tradizione di un’arte antica. Per primi gli Etruschi dall’Asia Minore portarono l’olivo nella Tuscia, tra Roma e la Maremma Toscana, questa terra fu eletta a patria ideale per la cultura e la trasformazione dell’olio.
I ritrovamenti dei tantissimi recipienti per l’olio, fatti nei materiali più diversi, più o meno preziosi come l’oro, l’argento, il marmo, l’avorio, o il legno, il vetro, l’argilla e con le più svariate forme sono una conferma del culto della pulizia e dell’uso degli unguenti.
In un affresco murale della casa dei Vetti a Pompei è illustrato tutto il procedimento per la preparazione degli oli profumati. Ma l’olio veniva anche utilizzato per la preparazione di unguenti per le ferite e pomate curative. Nel Terzo libro di Mosè veniamo a sapere che l’olio veniva usato curare i lebbrosi.
Ed ancora l’olio in Omero è protagonista dei lavaggi di purificazione, di pulizia, di bellezza. Ed era convinzione che l’olio d’oliva garantisse forza e giovinezza.
Prima di avvolgere il corpo del Cristo nel sudario di lino, le pie donne prepararono aromi e balsami per la Sua unzione: così sono rappresentate Maria Maddalena e Maria di Giacomo e Salome in un rilievo del secolo dodicesimo a Monte Sant’Angelo. E la pietra che nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme delimita il luogo dove fu imbalsamato il corpo del Cristo è detta lastra dell’unzione.
Salmo 23
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
E così ogni anno a Pasqua, l’immagine del Cristo deposto viene simbolicamente imbalsamata versando olio crismale sulla pietra. “Io ti confermo con il crisma, olio della salute” recita la formula rituale per rendere il cristiano milite di Cristo. Mentre le lampade ad olio collocate al di sopra della lastra appartengono ognuna ad ogni singola confessione religiosa.
Un simbolo straordinario di tolleranza e di pace tra i popoli.
Salmo 92
Per il giorno del sabato.
È bello dar lode al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunziare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte,
sull’arpa a dieci corde e sulla lira,
con canti sulla cetra.
Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie,
esulto per l’opera delle tue mani.
Come sono grandi le tue opere, Signore,
quanto profondi i tuoi pensieri!
L’uomo insensato non intende
e lo stolto non capisce:
se i peccatori germogliano come l’erba
e fioriscono tutti i malfattori,
li attende una rovina eterna:
ma tu sei l’eccelso per sempre, o Signore.
Ecco, i tuoi nemici, o Signore,
ecco, i tuoi nemici periranno,
saranno dispersi tutti i malfattori.
Tu mi doni la forza di un bùfalo,
mi cospargi di olio splendente.
I miei occhi disprezzeranno i miei nemici,
e contro gli iniqui che mi assalgono
i miei orecchi udranno cose infauste.
Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.
Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno vegeti e rigogliosi,
per annunziare quanto è retto il Signore:
mia roccia, in lui non c’è ingiustizia.
E’ antica eppure attuale l’arte di estrarre l’olio dalle olive con una tecnica che ci lega inesorabilmente al passato mantenendone intatto il fascino e la tradizione di un’arte antica. Per primi gli Etruschi dall’Asia Minore portarono l’olivo nella Tuscia, tra Roma e la Maremma Toscana, questa terra fu eletta a patria ideale per la cultura e la trasformazione dell’olio.
articolo del: 12/05/2009
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