Il Manifesto delle cucine della campagna romana
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La ristorazione italiana sta cercando sempre di più un’identificazione, che sia territoriale o strutturale non importa, sarà perché la clientela si fa sempre più esigente, sarà perché la concorrenza con i così detti ristoranti etnici (o pseudo etnici) si fa sempre più dura, ma è certo che oggi i ristoratori più seri vogliono garantire ai propri ospiti una qualità superiore.
Per la ristorazione oggi non è più sufficiente garantire una buona cucina e un servizio preciso, si deve accogliere l’ospite garantendogli una qualità che venga da lontano.
Sono queste, forse, le motivazioni che hanno spinto alcuni ristoratori della provincia di Roma a creare una associazione che garantisca loro una identificazione con il territorio attraverso la grande qualità del prodotto e della cucina. Nasce il Manifesto della Cucina della Campagna Romana.
Il Manifesto non è solo una manifestazione di intenti di alcuni dei migliori ristoratori romani, ma un vero disciplinare peri l rispetto del cliente, del territorio di appartenenza e dei produttori di qualità. Il manifesto è firmato da Cacciani, Zaraza’, Da una Cantina, Osteria Fontana Candida, Oste della Bon Ora, La Cavola d’oro, Taverna mari,La Galleria di Sopra, La Scuderia, Sora Maria e Arcangelo, Giuda Ballerino,La Sibilla.
Il documento si declina in sette punti fondametali: sono tutti chef proprietari che lavorano assieme alla famiglia. Sono ristoranti in cui si riprende quell’antica tradizione degli osti romani: marito in sale e moglie in cucina o viceversa. Dietro al lavoro in cucina di questi chef c’è una ricerca filologica e culturale, che attraverso tecniche moderne e idee innovative valorizza le radici di una cucina significativa e ricca di tradizione. La garanzia del prodotto e dei produttori è certificata da un albo dei produttori nel rispetto non solo della filosofia del chilometro "0", ma soprattutto sull’eccellenza del prodotto, un metodo che accomuna chef e fornitore nella grande passione per la materia prima. Passione confermata dal rispetto della stagionalità e dal territorio, che possiamo tradurre con una frase rappresentativa di questa filosofia: la terra è generosa e non va tradita.
La passione che ogni chef dimostra quotidianamente nel suo lavoro è comune a ogni appartenente all’associazione, creando un sodalizio in cui la condivisione e l’amicizia sono il risultato di un dialogo e un confronto continuati.
Un sodalizio quello di "Le Cucine Della Campagna Romana" in cui l’unione e l’amicizia si esprimono anche attraverso un sistema di scambio di clienti e di informazioni sui forniotori più affidabili, quasi a garantire un livello qualitativo costante.
Un impegno, quello dell’associazione, di divulgazione della cultura gastronomica della campagna romana che si manifesta sia nell’organizzare eventi sia nel dedicare un proprio menù all’associazione: una filosofia sicuramente vincente!
Cerca i ristoranti romani che partecipano al "Manifesto delle cucine della campagna romana" nel nostro portale de La gola in viaggio
Per la ristorazione oggi non è più sufficiente garantire una buona cucina e un servizio preciso, si deve accogliere l’ospite garantendogli una qualità che venga da lontano.
Sono queste, forse, le motivazioni che hanno spinto alcuni ristoratori della provincia di Roma a creare una associazione che garantisca loro una identificazione con il territorio attraverso la grande qualità del prodotto e della cucina. Nasce il Manifesto della Cucina della Campagna Romana.
Il Manifesto non è solo una manifestazione di intenti di alcuni dei migliori ristoratori romani, ma un vero disciplinare peri l rispetto del cliente, del territorio di appartenenza e dei produttori di qualità. Il manifesto è firmato da Cacciani, Zaraza’, Da una Cantina, Osteria Fontana Candida, Oste della Bon Ora, La Cavola d’oro, Taverna mari,La Galleria di Sopra, La Scuderia, Sora Maria e Arcangelo, Giuda Ballerino,La Sibilla.
Il documento si declina in sette punti fondametali: sono tutti chef proprietari che lavorano assieme alla famiglia. Sono ristoranti in cui si riprende quell’antica tradizione degli osti romani: marito in sale e moglie in cucina o viceversa. Dietro al lavoro in cucina di questi chef c’è una ricerca filologica e culturale, che attraverso tecniche moderne e idee innovative valorizza le radici di una cucina significativa e ricca di tradizione. La garanzia del prodotto e dei produttori è certificata da un albo dei produttori nel rispetto non solo della filosofia del chilometro "0", ma soprattutto sull’eccellenza del prodotto, un metodo che accomuna chef e fornitore nella grande passione per la materia prima. Passione confermata dal rispetto della stagionalità e dal territorio, che possiamo tradurre con una frase rappresentativa di questa filosofia: la terra è generosa e non va tradita.
La passione che ogni chef dimostra quotidianamente nel suo lavoro è comune a ogni appartenente all’associazione, creando un sodalizio in cui la condivisione e l’amicizia sono il risultato di un dialogo e un confronto continuati.
Un sodalizio quello di "Le Cucine Della Campagna Romana" in cui l’unione e l’amicizia si esprimono anche attraverso un sistema di scambio di clienti e di informazioni sui forniotori più affidabili, quasi a garantire un livello qualitativo costante.
Un impegno, quello dell’associazione, di divulgazione della cultura gastronomica della campagna romana che si manifesta sia nell’organizzare eventi sia nel dedicare un proprio menù all’associazione: una filosofia sicuramente vincente!
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articolo del: 08/03/2010
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