I cibi primaverili: cosa mangiare nella bella stagione?
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I cibi primaverili: la primavera, amata perche' apre nuovamente le porte al sole, al tepore, ai fiori... puo' essere causa indiretta dell'insorgenza di stanchezza, difficoltà di concentrazione, ed altri piccoli disturbi occasionali.
Questa stanchezza stagionale è dovuta a vari fattori di stress a cui siamo sottoposti in questo periodo dell'anno e che possono influire sulle risposte di adattamento dell'organismo. Tra questi, il cambiamento dell'orario (legale/solare), l'innalzamento della temperatura ambientale, la variazione dei ritmi circadiani/circannuali, che possono influire sia sul ritmo del sonno, sia su quello dei pasti. L'aumento della temperatura (si parla già dell'estate) porta ad un incremento della sudorazione e alla perdita di liquidi con un cambiamento delle richieste nutrizionali: maggior fabbisogno e necessità di acqua, sali minerali, vitamine e antiossidanti.
Giornalmente eliminiamo attraverso i reni circa 1300 ml di acqua, 100 ml attraverso l'intestino, 300 cc per via cutanea e 300 ml con la respirazione, per un totale di circa 2 litri. L'acqua è coinvolta in tutti i processi vitali: regola la temperatura corporea e il volume cellulare, è il solvente di tutte le reazioni metaboliche, è importante per il trasporto ei nutrienti e per la rimozione delle scorie. E', quindi, fondamentale per il benessere psicofisico idratare in modo adeguato l'organismo, specialmente con i primi caldi. Dunque, il consiglio per tutti è di seguire una dieta equilibrata (55/60% delle calorie dai carboidrati, non più del 30% dai grassi, la restante quota dalle proteine) con frutta e verdura in abbondanza (ricchi di acqua, vitamine e sali minerali) e di bere acqua, succhi di frutta, spremute di agrumi e tè.
Gli stessi consigli sono validi anche per gli sportivi e per tutti coloro che, con la bella stagione, ricominciano l'attività fisica. Il ricorso ad integratori a base di vitamine e/o sali minerali e/o antiossidanti è spesso inutile: una dieta equilibrata e variata fornisce tutti i nutrienti necessari che, se introdotti con gli alimenti, sono maggiormente biodisponibili, cioè più facilmente assorbibili e utilizzabili. Alcuni di questi composti sono idrosolubili e, se assunti in quantità eccessive (mediante pasticche), vengono eliminati con le urine (con inutile spreco di denaro). Altri, ad esempio alcune vitamine, sono liposolubili e, se assunti in eccesso, si possono accumulare nell'organismo: attenzione, quindi, alle dosi consigliate!
In alcuni casi, gli integratori possono e devono essere utilizzati in presenza di particolari esigenze individuali; deve però essere il medico a valutarne la necessità, evitando le autoprescrizioni.
A cura della Dott.ssa Silvia Migliaccio



articolo del: 08/05/2009


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