Acquacotta alla viterbese
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Acquacotta alla viterbese è il cibo che gli antichi operai e contadini della Tuscia consumavano nei campi dopo ore di faticoso lavoro.

Non è facile scegliere buone verdure che diano un sapore particolare all'acquacotta: una ricetta, molto diffusa anche in Maremma, che permette di riutilizzare quegli alimenti un po' passati come il pane secco ad esempio, che oggi, il più delle volte, vengono semplicemente buttati.

 

Gli ingredienti dell'acquacotta sono quelli che si potevano trovare in una qualunque cucina contadina: cipolla, olio, pomodoro ed odori, uova, pane raffermo ed un po' di pecorino.

 

La base di un'ottima acquacotta è l'olio extra vergine di oliva, che deve essere rustico e saporito. Si soffriggono lentamente un paio di grosse cipolle, facendole quasi sciogliere nell'olio caldo. Si aggiungono, poi, dei pomodori maturi a pezzetti, e volendo un po' di odori dell'orto. Si continua a cuocere lentamente, fino ad ottenere una buona consistenza.

Al termine si aggiunge acqua quanto basta per diluire la zuppa alla consistenza di un brodo.

 

In ciotole di coccio si mette del pane raffermo fatto abbrustolire sulla brace, spolverandolo con pecorino grattugiato e del pepe nero.

 

Le uova vanno aggiunte all'acqua cotta solo poco prima di servire in tavola, mettendole direttamente nella pentola di cottura una ad una. Appena l'albume si è rappreso si raccatta l'uovo con un romaiolo insieme ad una generosa porzione di acqua cotta, e si versa sul pane abbrustolito nella ciotola.

 

L'acquacotta ha infinite varianti, ma probabilmente la più seguita oggi è quella che prevede l'utilizzo, al posto dell’acqua, del brodo di pollo, rendendolo così un piatto completo.

 

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articolo del: 16/10/2008


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