
Come vi avevamo preannunciato, da oggi Le pappe di Alice inizia la sua collaborazione con una food-glogger italiana. Lei è Miralda Colombo e il blog si chiama Il cucchiaino di Alice.
Mi vedo ancora. In mano la bibbia dello svezzamento, dopo un paio d’ore di corso-formazione, alle prese con Alice che tentava in ogni modo di distrarmi (e sì, l’avevo portata, dopotutto la protagonista era lei, no?). Quel foglio (sapete quelle cose semplici, semplici ma meno male che qualcuno ci ha pensato) era in bella vista in cucina, a dirmi che be' la zucchina sì, ma forse era meglio aspettare ancora un po' per cavoli e affini e poi l'uovo proprio no! La preparazione madre di tutti gli svezzamenti è il brodo vegetale: pediatri & Co. insegnano che "vanno bollite una patata, una carota e una zucchina in acqua oligominerale quanto basta, poi il tutto va filtrato e utilizzato con aggiunta di crema di riso, piuttosto che mais o tapioca, un cucchiaino di olio extravergine d’oliva e parmigiano" e voilà il gioco è fatto. E questo brodo chiarificato che sarà mai se non un più nobile consommé?
Il consommé è formato 6 mesi, da evitare creme e farine di cereali per la presenza del glutine per tutto il primo mese di svezzamento.
Ingredienti:
1 patata
1 carota
1 zucchina
1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino di parmigiano reggiano 24/36 mesi
Acqua oligominerale
A piacere 30 g di crema di riso o mais e tapioca
Preparazione:
Pulite le verdure (se usate prodotti bio potete solo raschiare le carote e lavare le zucchine, altrimenti sarebbe meglio pelarle). Tagliate a pezzi e mettete in acqua oligominerale (circa un litro) e lasciate bollire per una quarantina di minuti. Poi passate al colino, aggiungete se volete la crema di riso (o mais e tapioca) condite con olio extravergine e parmigiano.
Se dopo qualche giorno scoprite che il vostro pupo è stanco del solito tris vegetale iniziatorio, siate temerari e inventate, tabelle alla mano (qui trovate il calendario dello svezzamento), qualcosa di diverso: lattuga, patate dolci, biete, fagiolini, zucca e affini, basta poco, n’est-ce pas?
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